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I modi nelle proposizioni subordinate

§ 16. I modi nelle proposizioni subordinate dipendenti da una proposizione negativa o interrogativa. Quando le proposizioni subordinate dipendono da una proposizione di senso negativo o restrittivo (di rado, pochi, difficilmente, a mala pena) o interrogativo, in modo che questo senso si estenda anche a quelle, allora si usa in esse il congiuntivo, perchè la negazione e il dubbio tolgono loro il senso della realtà, lasciando soltanto quello della possibilità e della incertezza.

Non aveva chi avesse cura di lui. Cavalca. – Sappi che in terra non è chi governi. Dante. – Non ho mai potuto intendere a che serva l’arte nostra. G. Gozzi. – Io non so chi tu sii. Dante. – Rade volte addivien (avvien) che all’alte imprese Fortuna ingiuriosa non contrasti. Petrarca. – Appena due o tre son oggi in Italia che abbiano il modo e l’arte dell’ottimo scrivere. Leopardi. – Nessuno è sì compiutamente disingannato del mondo nè lo conosce sì addentro, nè tanto l’ha in ira, che guardato un tratto da esso con benignità, non se gli senta in parte riconciliato; come nessuno è conosciuto da noi si malvagio, che salutandoci cortesemente, non ci apparisca meno malvagio che innanzi. Leopardi. – Non che si guardi a non si far sentire, Perch’abbia alcun pensier della sua vita. Ariosto. – Nè i Portoghesi furon si presti a raccorsi, che sei di loro non ne fossero feriti. Bartoli.

Se però una proposizione si afferma come vera in se stessa indipendentemente da chi la ignora o la nega, o come una massima generale, conserva l’indicativo, non ostante la sua dipendenza grammaticale. Questa signora non dee sapere che l’ucciso è il suo figliuolo (il figlio è ucciso, ma la signora non lo sa). Segneri. – Non sapeva che i cieli gli destinavano morte mille volte più miserabile (quella morte è sicura per lo scrittore, benchè ignorata dal soggetto della propos. principale). Guerrazzi. – Chi non sa che quasi tutti i piaceri vengono più dalla nostra immaginativa che dalle proprie qualità delle cose piacevoli? Leopardi. – Non sapete voi che questo paese è netto pieno di malandrini? Sacchetti. E così in generale, quando l’interrogativa, come qui, equivale ad un’affermativa (Tutti sanno, Voi sapete). In quel luogo dantesco io non so chi tu sii nè per che modo Venuto se’ quaggiù, l’uso dell’indicativo, benchè irregolare, si spiega dal fatto che il C. Ugolino vedeva Dante lì davanti a sè, mentre poi non sapeva chi fosse.

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