I tempi indicanti azione
§ 21. I tempi indicanti azione in atto si pongono non di rado in luogo di quelli dell’azione in effetto. Così il passato remoto si pone talora, specialmente in poesia, invece del trapassato prossimo. A dar si volse Vita coll’acqua a chi col ferro uccise (avea ucciso). Tasso. – Ritrovossi alfine onde si tolse (si era tolto). Ariosto. – Vinto Oloferne stesso Dal vino in cui s’immerse (s’era immerso) oltre il costume Steso dormia su le funeste piume. Metastasio.
Il trapassato remoto
§ 22. Il trapassato remoto si usa regolarmente nelle proposizioni temporali in relazione con un passato remoto, purchè l’azione in esse contenuta preceda immediatamente l’azione della propos. principale. Appena Lodovico ebbe potuto raccogliere i suoi pensieri, chiamato un frate confessore, lo pregò ecc. Manzoni. (Vedi P. I, cap. XVII, § 18 in fine). Ma se le due azioni avvengono contemporaneamente, o piace di riguardarle come contemporanee, usasi anche qui il passato remoto. Gridò Minos a me, quando mi vide. Dante. – Quando mi vide, tutto si distorse. Dante. – Quando il re Eumene venne a Roma, il Senato l’accolse con grandissimi onori. Adriani il G.
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