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§ 26. In questi casi il condizionale si può adoperare tanto nell’uno, quanto nell’altro de’ due suoi tempi, senza che il significato ne muti notevolmente. Pronosticò che quest’opera avrebbe rovinata l’autorità dell’Olevano, e sarebbe rimasta come codice di primaria autorità. Manzoni. – Credè che da lungi ancora risanato gli avrebbe il garzone infermo. Segneri. – Il principe parlò delle distinzioni, di cui (Gertrude) godrebbe nel monastero e nel paese; che là sarebbe come una principessa ecc. Manzoni. – Le parlò delle visite che avrebbe ricevute. Manzoni. – Un certo servo portò nuova che il padrone, pochi giorni avanti la vendemmia, visiterebbe la villa. Caro. – Venne a riferire che il Cardinale Federigo .... ci starebbe tutto quel giorno. Manzoni.
Si usa regolarmente il condizionale passato, quando vuolsi indicare che la cosa sperata, desiderata o credutasi nel passato, non ha avuto effetto. Io speravo che oggi si sarebbe stati allegri insieme (Renzo accenna un fatto che sarebbe dovuto accadere, mentre parlava). Manzoni. – Nessuno si può immaginare dove sarebbe arrivato, se fosse stato sempre stella strada retta (si parla di cosa che non è accaduta). Manzoni.
Congiuntivo
§ 27. Congiuntivo. I tempi del congiuntivo da usarsi nella prop. subordinata variano secondo i tempi e i modi usati in quella da cui dipende.
Se il congiuntivo dipende da un presente, da un futuro e talora anche da un passato prossimo (tempo che di sua natura tiene stretta relazione col presente) dell’indicativo o imperativo, o dal presente o passato del congiuntivo, deve stare in presente o in passato. – Se invece dipende da un imperfetto, da un passato remoto, da un trapassato pross. e remoto, ed anche talora da un passato prossimo dell’indicativo, o da un imperfetto o trapassato del congiuntivo, o da un condizionale, deve stare o in imperfetto o in trapassato.
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