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Come si vede da questi esempii, all’imperf. o al passato remoto della prop. principale corrisponde più regolarmente l’imperfetto del congiuntivo nella subordinata, ed al trapassato prossimo nella prima, il trapassato nella seconda.
Trattandosi di un fatto o di una sentenza che si avvera tuttora, può anche usarsi il presente del congiuntivo invece dell’imperfetto. Supplicò la dea che rimunerasse la pietà de’ figliuoli col maggior bene che possa cadere negli uomini. Leopardi.
Quando il condizionale sta in luogo d’un indicativo presente, regge il presente del congiuntivo. (Vedi P. I, cap. XVIII, § 131).
Tempi e modi nelle proposizioni condizionali
§ 29. Tempi e modi nelle proposizioni condizionali. Oltre le regole generali date qui sopra, voglionsi assegnare speciali norme per i gruppi formati da una principale (qui detta dai grammatici apodosi), e da una condizionale subordinata (detta pur dai grammatici prodosi), potendo questi usare varii modi e tempi con assai libertà, secondo il variare del sentimento:
1ª forma. Indicativo nella prodosi; indicativo altresì o imperativo nell’apodosi. Il dir vostro, se pur pecca, pecca per bontà. Caro. – Umile sarà l’elocuzione, se le parole saranno proprie. Tasso. – Se tu avevi altra ira, non ci dovevi perciò straziare. Boccaccio.
Con questa forma si pone la condizione come reale, e la conseguenza come sicura e necessaria.
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