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Non ostantechè siano queste le regole generali dell’uso de’ tempi e modi nelle proposizioni ipotetiche, pur nondimeno si può talvolta, per ragioni di stile, uscirne in alcuna parte, come hanno fatto gli scrittori. Per esempio, si unisce spesso una prodosi di terza forma con un’apodosi della prima. Se a caso (il Vesuvio) fosse in furore, vedrà uscir del suo seno dei torrenti di fuoco. Ganganelli. – Mandansi alla scuola chi qua, chi là, ed è un’ottima usanza, se nelle scuole s’avesse avvertenza di ammaestrare gl’ingegni secondo quella condizione di vita, che a un dipresso lo scolare ingrandito dovrà eleggere. G. Gozzi. – Ciò si pratica specialmente, quando nella apodosi sia l’imperativo; p. es. Se un cattivo compagno ti si ponesse d’attorno, fuggi immediatamente da lui.
§ 31. Qualora l’apodosi invece d’esser una proposizione principale, dipenda essa stessa da un’altra, non altera però generalmente i suoi modi e tempi. Mi pareva che l’avrei sbranato, anche se l’avessi trovato nel santuario. Foscolo. Ma se ne dipende in relazione di finale, cambia il condizionale in congiuntivo. S’andò a nascondere, acciocchè se quella gente quivi venisse non fosse così tosto trovata. (In modo indipendente sarebbesi detto: se quivi fosse venuta, non sarebbe stata ecc.). Boccaccio.
Nelle proposizioni dipendenti da un’implicita, il tempo si regola secondo la forma che questa avrebbe se fosse esplicita, il che è determinato dal senso generale del discorso.
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