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quando qualifica un nome proprio; p. es. il bel Gerbino, il biondo Tevere, il divino Ariosto ecc. tranne il caso che debba distinguerlo dagli altri della sua specie, e servire quasi da soprannome, chè allora si pospone: Federigo il grande, Giulio Romano, Pietro Aretino, Niccola Pisano ecc.
§ 4. Si pospone l'aggettivo:
quando significa una proprietà sensibile di forma, colore, ornamento ecc., che serve a distinguere diverse specie d'un medesimo genere; p. es. vino nero, vino bianco, tavolino quadrato, acqua dolce, acqua salsa, abito scuro ecc. Ponendo lacciuoli all'oche salvatiche. Caro. - La costa sale con un pendio lento e continuo. Manzoni. - Portava .... due calze vermiglie. Manzoni. - Si anteporrebbe per altro anche qui l'aggettivo, se fosse già noto, o supponibile nel sostantivo. (Vedi qui sopra neri sopraccigli);
e specialmente quando deriva da nomi proprii di terre, città, persone ecc.; p. es. lingua italiana, nazione francese, accademia fiorentina, opera romana ecc.;
quando sia notabilmente più lungo del sostantivo (eccettuati però i superlativi in issimo) o, in generale, quando il premetterlo farebbe cattivo suono; p. es. vino eccellente, cibo prelibato, donna amabile, anima candida (candida anima sonerebbe aspro). Larve seguite e culte con ardore inestimabile. Leopardi;
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