Duplicazione dell'oggetto
§ 7. DUPLICAZIONE DELL'OGGETTO. Nell'uso vivo, e spesso anche nelle scritture, l'oggetto premesso al verbo diventa come indipendente, e quindi vien ripetuto accanto al verbo medesimo, mediante un pronome congiuntivo (mi, ti ecc. lo, la, li, le). Non può .... le città che egli acquista, sottometterle o farle tributarie a quella città, di che egli è tiranno. Machiavelli. (Vedine altri esempii nella P. II, cap. I, § 20).
Predicato nominale con l'oggetto
§ 8. PREDICATO NOMINALE COLL'OGGETTO. Quando l'oggetto è accompagnato da un predicato nominale, questo più comunemente si premette, ma spesso anche si pospone, secondochè occorre farlo notare meno o più dell'oggetto stesso, e secondochè è solo o seguito da varii complementi: (vedi P. II, cap. I, § 16).
Complementi attributivi
§ 9. COMPLEMENTI ATTRIBUTIVI. Fra i complementi attributivi, il sostantivo determinante, quando è usato come semplice attributo, si suole anteporre al sostantivo determinato; p. es. L'imperatore Carlo V; Padre Cristoforo, Suor Teresa ecc. Se vien posposto, prende senso di apposizione, p. es. Il Canova scultore, S. Giovanni Grisostomo, Dante autore della D. Commedia. Di rado l'apposizione si premette al sostantivo determinato; p. es. L'autore della D. Commedia, Dante Alighieri.
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