I complementi avverbiali
§ 11. I COMPLEMENTI AVVERBIALI formati con preposizioni (vedi P. II, cap. III) seguono per lo più al verbo, o si interpongono fra due verbi in dipendenza reciproca, ma lo precedono, quando debbono avvertirsi meglio, o che stanno in contrasto con qualche altra idea; p. es. Gli uomini non avevano avuto uso di vestimenti, ma di questi per l'innanzi furono costretti a fornirsi, e con molte industrie riparare alle mutazioni e inclemenze del cielo. Leopardi. - Esso medesimo diede leggi, stati e ordini civili alle nuove genti; e in ultimo volendo con un incomparabile dono beneficarle, mandò tra loro alcuni fantasmi ecc. Leopardi. - Erano tutti di professione ecclesiastici, e .... però nelle loro persone non militavano quei rispetti di onore, che militano nelle vostre. Segneri. - Gli cade sopra e con valore indicibile giugne a toglierli ancor di mano la spada. Segneri. - Di queste due ragioni di voci stimo che il buono scrittore possa far capitale. Giordani.
Talora i complementi, anche lunghi e varii, s'interpongono, ove il senso lo richieda, fra l'ausiliare e il participio. L'essere, non solo per la sostanza delle cose, ma ancora da altra parte per l'estimazione degli nomini, venuta a scemarsi .... la grazia della varietà ecc. Leopardi.
§ 12. Cogli aggettivi e co' participii passati aggettivamente usati, anche i complementi avverbiali si pospongono; p. es. Il Rossini ambito da' principi e da' popoli saziato d'oro e di onori e di gloria ecc. Giordani. - Talvolta si antepongono per eleganza Le sponde erano sempre di rugiadosi fiori dipinte, e d'erbe verdissime e freschissime vestite. Caro. - Di onestissimi panni sempre vestito. Boccaccio.
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