Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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Mangiarsi il pan pentito


Questo modo di dire, probabilmente, è sconosciuto ai più. Si adopera quando si vuole mettere in evidenza il fatto di essersi amaramente pentiti per non aver saputo trarre vantaggio da un'occasione propizia. Rendersi conto, insomma, di essersi lasciati sfuggire una buona occasione e ripensare quindi a ciò che si è perduto tutte le volte che si mangia un pezzo di pane

24-03-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



Sia... sia ; o sia... che


Un quesito posto frequentemente riguarda la forma più corretta nei nessi correlativi. Sia… sia / sia… che
Riportiamo quello che suggeriscono a tale proposito Valeria Della Valle e Giuseppe Patota nel loro « Il Salvaitaliano » (Sperling & Kupfer Editori, 2000, pp. 172—3).
«La forma tradizionale, per questo tipo di correlazioni, è sempre stata sia… sia. Pensate che nel passato, quando ancora si coglieva il fatto che quei due sia erano forme del verbo essere, si potevano trovare anche altre coppie di voci verbali, come siano… siano o fosse… fosse.
La forma sia… che , comparsa per la prima volta nell’Ottocento, oggi è diffusissima, e non può certo essere considerata un errore; noi comunque, vi suggeriamo di non usarla, sia per amor di tradizione, sia perché, in frasi lunghe e complesse, potrebbe generare confusione con altri tipi di che. Pensate a una frase come questa: “ La mostra è adatta sia agli adulti, che apprezzeranno l’equilibrio delle linee e dei colori, che ai bambini, che potranno divertirsi nello ’spazio disegni’ creato apposta per loro ”.
Se, al posto di sia… che , userete sia… sia , eviterete quella gran folla di che , e tutto diventerà più chiaro: “ La mostra è adatta sia agli adulti, che apprezzeranno l’equilibrio delle linee e dei colori, sia ai bambini, che potranno divertirsi nello ’spazio disegni’ creato apposta per loro ”.


23-03-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



I rompighiacci !? Perché no?


Stupisce il constatare che tutti (?) i vocabolari (tranne quello del Gabrielli) attestino il termine “rompighiaccio” come vocabolo invariabile. La parola in questione può essere tanto sostantivo quanto aggettivo. In funzione di sostantivo si pluralizza normalmente, come tutti gli altri di questo tipo composti con una voce verbale (rompere) e un nome maschile singolare (ghiaccio): il rompighiaccio (strumento), i rompighiacci. Resta invariato in funzione aggettivale: la nave rompighiaccio, le navi rompighiaccio; una frase rompighiaccio, alcune frasi rompighiaccio. Si clicchi su Dizionari Repubblica.it - rompighiaccio e su questo Google Libri – rompighiacci.


22-03-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



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