Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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Perché non loautomobile?


Forse non tutti sanno che l’automobile, quando nacque, era propriamente un aggettivo: vettura automobile, vale a dire vettura che si muove da sé.

In seguito il termine si è tramutato in sostantivo, o meglio in aggettivo sostantivato di genere femminile perché si sottintende, appunto carrozzao vettura.

È occorso del tempo, però, perché si affermasse il genere femminile. Non mancano esempi, infatti, in cui il termine è adoperato al maschile: «S’arresta un automobile fremendo e sobbalzando» (Gozzano).

Ciò è dovuto al fatto che, all’inizio, si sottintendeva anche carroo veicolo. Oggi è solo femminile, ricordiamolo, e abbreviato, comunemente, in autocon tanto di articolo femminile: un’auto.


28-04-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



«Scranno»? No, scanno


Speriamo di non attirarci gli strali di qualche linguista così detto d’assalto o progressista se scriviamo che, anche se in uso, la grafia scranno è errata. Il seggio su cui siedono deputati, senatori, giudici, consiglieri comunali e regionali, cardinali in conclave ecc. si chiama scanno (senza l’inserimento della rdopo la c).

Il vocabolo proviene dal latino scamnum (sgabello). Probabilmente il termine errato, ed entrato nell’uso, è nato per corruzione della voce scranna che deriva dal longobardo skranna (panca).

Di qui è nata la locuzione sedere a scranna, vale a dire erigersi a giudice per sentenziare.

27-04-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



Abaco e... abbaco


La quasi totalità dei vocabolari che abbiamo consultato riportano abbacocome variante di abaco. Sullo stesso piano l'etimologo Ottorino Pianigiani. Le cose non stanno proprio così, e volendo sottilizzare potremmo fare un distinguo (anche se saremo contestati — certamente — da qualche grande linguista).

Scriveremo abaco(con una b) per designare la parte superiore del capitello di una colonna su cui poggia l’arco o l’architrave; con due b(abbaco), invece, per indicare il libro con le prime nozioni di aritmetica e anche una sorta di pallottoliere.

Nel plurale entrambi i termini mutano la desinenza -coin -chi: abachie abbachi. Sulla stessa lunghezza d’onda, ci sembra, il DOP, Dizionario di Ortografia e di Pronunzia.


26-04-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



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