Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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Beqquadro o bequadro?


Un cortese lettore che segue assiduamente queste modeste noterelle sul buon uso della lingua italiana chiede chiarimenti circa la corretta grafia di un segno musicale, il bequadro. Il lettore si è imbattuto, recentemente, nella variante grafica beqquadro, non registrata da buona parte dei vocabolari (compreso il suo Palazzi) in quanto – secondo tutti i linguisti e i grammatici – l’unica parola italiana con la doppia q è soqquadro.

Beqquadro, si domanda il lettore, è un termine graficamente corretto? È correttissimo ma desueto e in quanto tale è snobbato da alcuni vocabolari. Sotto l’aspetto prettamente etimologico il termine è composto con be, antico nome della nota musicale si, e quadro perché – a differenza del be molle, rappresentato con la parte destra tonda, questo l’aveva quadrata. Questo segno, insomma, somigliante a una b quadrangolare, distrugge l’effetto del diesis e del bemolle.

L’antica grafia con la doppia q (si diceva beqquadro o biqquadro) è dovuta al fatto che si tendeva a rappresentare graficamente la pronuncia forte della consonante q: beqquadro. Oggi i vocabolari privilegiano la grafia con una sola q, anche se quella con la doppia non può essere considerata un errore. Possiamo scrivere, dunque, tanto bequadro quanto beqquadro. Personalmente preferiamo la grafia con una sola q per rispettare la legge linguistica che stabilisce soqquadro essere la sola parola che può fregiarsi della doppia consonante q. Si veda etimo.it.


25-05-2009 — Autore: Fausto Raso

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