634. Nelle preghiere, negli augurii, nei desiderii ciò si fa chiaro anche dalle particelle che, così, le quali formano, come a dire, l'addentellato d'altra proposizioni sottintese. Che tu sia benedetto, cioè io voglio, io desidero, io prego. Così quel palazzo fosse mio! sottint. come io lo desidererei. Se ha il senso di così, e probabilmente deriva la una voce latina (sic) equivalente appunto a così.

L'infinito

Nomi verbali
635. I nomi verbali sono tre, l'infinito, il participio ed il gerundio, il primo de' quali tien carattere di sostantivo, il secondo di aggettivo, il terzo di una locuzione avverbiale, come vedremo.

L'infinito
636. L'INFINITO è detto così, perchè esclude ogni determinazione di persona, di numero, di tempo, indicando soltanto l'azione, in quanto si fa o si soffre in un tempo qualsiasi; ed appunto per questa sua indeterminazione una sola e medesima voce può riferirsi a tutte le persone, a tutti i numeri a tutti i tempi;

637. per es. lodare io, lodare tu, lodare egli, noi, voi, eglino; lodare oggi, lodare dimani, e potrebbe dirsi anche lodare jeri o un anno fa, ma poichè l'azione nel passato, a distinzione di quella nel presente, riguardasi come in effetto, si adopera, invece, il così detto passato dell'infinito aver lodato, essere stato lodato, che esprime soltanto azione compiuta, non propriamente tempo passato.

638. 

639. L'infinito si può usare come sostantivo (uso nominale), e come verbo (uso verbale).

640. Non si confonda l'infinito sostantivato con quei pochi infiniti che si possono usare per veri nomi sostantivi; p. es. l'ardire, il dovere, l'essere, il potere ecc. Vedi Gramm. Parte III, capitolo III in fine.