Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


Indice articoli

Scrittoio e scrivania


I due sostantivi ( scrittoio e scrivania ) — anche se i vocabolari ci smentiscono — non sono l’uno sinonimo dell’altro; non si potrebbero, quindi, adoperare indifferentemente.

Il primo termine indica lo studio, la stanza, cioè, dove si scrive. Deriva, infatti, dal tardo latino scriptorium, di qui l’italiano antico scrittorio. Lo scriptorium, dunque, era la sala del convento dove i frati amanuensi copiavano i manoscritti.

La scrivania, invece, indica il tavolino, la tavola, il mobile per scrivere ed è un denominale provenendo da scrivano , il tavolino dello scrivano.

Dovremmo dire, per tanto, volendo essere particolarmente pedanti, rispettando l'etimologia, che il dr Pasquali si è recato nello scrittoio per prendere gli occhiali dimenticati sulla scrivania.


11-01-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



Il consiglio di un linguista


Ancora un consiglio del linguista Luciano Satta.

Rispettivo. Ci deve essere sempre, nell’aggettivo come nell’avverbio rispettivamente , un rapporto minimo di due a due: ma sia i primi due elementi sia gli altri due devono essere nominati, catalogati, definiti singolarmente.

Bene dunque « Carlo e Mario erano ‘rispettivamente’ con il fratello e con il cugino », male « Carlo e Mario erano con i ‘rispettivi’ parenti », o con i rispettivi fratelli ’ eccetera. In questo secondo caso, usiamo con i parenti, con i propri parenti, ognuno con un parente.

Si rischia il ridicolo: « Stasera dopo l’opera Carlo e Mario sono rincasati con le ‘rispettive’ mogli »; è lecito pensare che invece domani sera dopo la cena in trattoria rincaseranno uno con la moglie dell’altro.


10-01-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



Uso distorto del verbo sedurre


Quanto stiamo per scrivere farà storcere il naso a qualche linguista (i vocabolari, infatti, dissentono), ma siamo convinti della bontà della nostra tesi. Intendiamo parlare dell’uso distorto del verbo sedurre.
Il significato proprio di questo verbo — come sostiene il Tommaseo — è « condurre fuori della via retta, con frode più che con forza, e senza che il sedotto se ne avvegga, in tutto, ancorché colpevole anch’esso del cadere ». Sedurre significa, insomma, condurre a sé qualcuno, sottometterlo alla sua volontà. È il latino se ducere( Etimo.it - sedurre ).
Nel sedurre , dunque, c’è sempre l’idea dell’inganno nascosto, dell’allettamento ingannevole, dell’insidia: la sedusse con belle parole.
È adoperato in modo improprio, distorto, quando manca l’idea dell’inganno, del male: questo libro mi seduce (dov’è l’inganno?).
A nostro modo di vedere, insomma, non si può dare al suddetto verbo un significato che propriamente non ha, e cioè dargli l’accezione di piacere, attrarre, deliziare, persuadere, commuovere e simili.
Nell’esempio precedente, quindi, la forma corretta è: questo libro mi piace, mi diverte, mi alletta.


09-01-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



Articoli più recentiIndice articoliArticoli precedenti