Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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Difilato e defilato


Sembra incredibile ma è vero: molte persone credono che difilatoe defilatosiano l’uno sinonimo dell’altro e usano i due termini indifferentemente. No, non è così.
Il primo è avverbio e sta per celermente, direttamente, velocemente; il secondo termine è aggettivo e vale appartato: il giovane se ne stava defilato in un angolo.
Secondo il Sabatini Coletti la voce è attestata dal 1855, Aldo Gabrielli, invece, la data una cinquantina d’anni più tardi. Ma diamo la “parola” al Gabrielli.
«Neologismo, dal francese ‘défilé’, nato con la I guerra mondiale (1914—18): zona defilata, truppe defilate; cioè terreno, truppe fuori della vista o dei colpi del nemico. L’italiano dice la stessa cosa con vocaboli e modi suoi: ‘coperto’, ‘al coperto’, ‘protetto’, ‘fuori tiro’, ‘in angolo morto’: truppe al coperto, zona protetta o in angolo morto, terreno coperto e simili».
Questo francesismo, ormai, è entrato a pieno titolo nel nostro lessico e non ci sentiamo di condannarlo. Raccomandiamo solo di non confonderlo — come dicevamo all’inizio — con l’avverbio, difilato, che ha tutt’altro significato.


24-04-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



Damasceno e damaschino


Probabilmente pochi sanno che c’è una piccola differenza tra “damasceno” e “damaschino”. Il primo termine designa l’abitante di Damasco, capitale della Siria. Il secondo, come aggettivo, si riferisce a tutto ciò che riguarda la città: canne di fucile damaschine; tappeti damaschini.

21-04-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



Una cospicua eredità


Sappiamo già che quanto stiamo per scrivere non avrà l’approvazione di qualche linguista, anche perché i vocabolari ci smentiscono. Ma andiamo avanti convinti della bontà di quanto sosteniamo.
Intendiamo parlare dell’uso improprio che si fa dell’aggettivo cospicuo, che propriamente significa famoso, celebre, illustre, insigne, egregio, eminentee simili: quell’uomo discende da una famiglia cospicua (illustre, celebre, ecc).
Con il trascorrere del tempo gli è stato dato un significato che, a nostro modo di vedere e stando all’etimologia, non ha: numeroso, abbondante, ricco, copioso, grosso, ingentee simili: Giuseppe ha ricevuto una cospicuaeredità.
Si faccia attenzione, inoltre, a scrivere l’aggettivo correttamente, con la “c”, non con la “q” come ci è capitato di leggere su un quotidiano che si picca di fare opinione, e come si legge, anche, in... cospicui (numerosi) libri.
A scusante, si fa per dire, degli autori c’è da dire che non esisteva questo dizionario.


20-04-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink



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