Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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Il calefattore


La parola proposta oggi è: calefattore. Sostantivo (e aggettivo) tratto dal latino calefacere (riscaldare). Sorta di pentola in cui si bolle l'acqua e si cuociono carni e legumi.

Il termine, se non cadiamo in errore, non è attestato nei vocabolari dell'uso. Si veda >qui.

07-07-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink



Mi vergogno di o mi vergogno a?


«Gasparri contestato in piazza "Si deve vergognare a stare qua"», così titolava il quotidiano la Repubblica in rete.
Allora? — si domanderà qualcuno. L'«allora» sta nell'uso errato della preposizione a con il verbo vergognare (vergognarsi): ci si vergogna di qualcuno o di qualcosa (non a).
Il suddetto verbo, anche quando è preceduto da un verbo modale (servile) conserva le medesime caratteristiche che ha quando è verbo autonomo e, come detto, una delle caratteristiche sta nel fatto che si costruisce con la preposizione di.
Vediamo, in proposito, ciò che riporta il vocabolario Treccani in rete.
È anche interessante la "nota d'uso" di Sapere.it. (De Agostini).


06-07-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink



Taffiare


Ancora un verbo relegato nella soffitta della lingua: taffiare.

Chi taffia? Colui che banchetta lautamente e... smoderatamente

03-07-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink



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