Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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La virgola prima del che è corretta? Dipende...


Il che — come si sa (o si dovrebbe sapere) — introduce le proposizioni subordinate relative che, a loro volta, si dividono in relative restrittive e relative esplicative.

Le prime danno un'informazione indispensabile per precisare il significato della proposizione principale: non ho ancora restituito alla biblioteca il libro che avevo preso in prestito. In questo caso la virgola prima del che interromperebbe il significato dell'antecedente (principale); le seconde, le esplicative, forniscono un'indicazione in più, non strettamente necessaria per il significato della principale: domani telefonerò a un mio amico, che è appena tornato a casa dall'ospedale.

Riassumendo. Nelle relative restrittive la virgola prima del che non è necessaria; in quelle esplicative, al contrario, è necessaria, se non obbligatoria.


09-03-2021 — Autore: Fausto Raso — permalink



Saltar d'Arno in Bacchiglione


Quest'espressione — che in senso figurato significa “passare senza logica da un discorso a un altro”, “intraprendere varie iniziative senza aver portato a termine le precedenti”, “cambiare continuamente mestiere senza un reale motivo” — dovrebbe essere nota ai lettori toscani e veneti. La locuzione fa riferimento, infatti, ai fiumi Arno e Bacchiglione che scorrono, rispettivamente, in Toscana e nel Veneto.

Il modo di dire si trova anche nel capolavoro del Divino (Inferno, XV, 113) là dove parla del vescovo Andrea de' Mozzi il quale “fu trasmutato d'Arno in Bacchiglione”, vale a dire dalla città di Firenze, sull'Arno, si trasferì a Vicenza, sul Bacchiglione. Il modo di dire, insomma, è simile all'altro, più conosciuto e, quindi, maggiormente adoperato, “saltare di palo in frasca”.


08-03-2021 — Autore: Fausto Raso — permalink



I giramondo o i giramondi?


Il DOP, Dizionario di Ortografia e di Pronunzia, è il solo — tra i vocabolari che abbiamo consultato — a legittimare il plurale di giramondo (oltre all'invariabilità) ed è anche l'unico a definirlo solo sostantivo maschile. Gli altri dizionari non ammettono il plurale e lo attestano come ambigenere: il giramondo, la giramondo.

La garzantilinguistica.it, invece, stupisce: non attesta il termine, digitando giramondo compare la voce inglese globetrotter.

Perché, dunque, il DOP, al contrario degli altri vocabolari, non disdegna il plurale di giramondo? Perché, secondo chi scrive, segue la regola della formazione del plurale dei nomi composti. Tale regola stabilisce che i nomi composti di una voce verbale e di un sostantivo maschile singolare formano il plurale regolarmente: il passaporto / i passaporti; il parafango / i parafanghi; il giramondo... i giramondi.

Personalmente preferiamo lasciare il sostantivo invariato per un motivo di logica: il mondo è uno solo. Ma non è da censurare chi segue le indicazioni del DOP. Una ricerca con Googlelibri dà un leggera preferenza alla forma plurale: 23.300 occorrenze per i giramondo e 23.700 per i giramondi.


05-03-2021 — Autore: Fausto Raso — permalink



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