Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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La stranità


«Gentilissimo e paziente dott. Raso,
la ringrazio vivamente per la tempestiva risposta alla mia domanda precedente. Oggi ho un altro quesito da sottoporre alla sua attenzione: esiste il sostantivo
stranità? L'insegnante di mio figlio ha corretto stranità in stranezza. Ho cercato il termine in tutti i vocabolari in mio possesso: nulla. Il vocabolo non esisterebbe.
Secondo lei,
stranità è proprio da matita blu?
Grazie in anticipo
Cordialmente
Costantino C.
Carbonia
»

Cortese amico, l'insegnante di suo figlio ha ragione, il termine non è a lemma in nessun vocabolario dell'uso.
Personalmente, però, e a costo di attirarmi gli strali di qualche linguista, non mi sento di condannare 'stranità' (si potrebbe considerare un neologismo lessicale) essendo un vocabolo formato con l'aggettivo strano e il suffisso -ità, che, cito dal Treccani, è un «suffisso derivativo di nomi astratti tratti da aggettivi. La forma che ha subito la sincope è limitata ad alcune voci tradizionali con temi che terminano in l, n, (bontà, umiltà); più diffusa e ancora vitale oggi è la forma -ità: attività, brevità, capacità, felicità, umanità. Le varianti antiche sono -tate, -tade, da cui quelle moderne sono sorte per apocope».
Se da breve abbiamo brevità, dunque, non vedo perché non si possa avere stranità da strano. Per curiosità ho fatto un giro in rete. La voce stranità è immortalata in alcune pubblicazioni.
Google Libri - stranità
PS.: Da breve, per analogia con stranezza, si potrebbe avere brevezza (anche questo termine immortalato in alcune pubblicazioni).


22-03-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



Il cacaloro


Tra le parole morte, che ci piacerebbe fossero riesumate, ne segnaliamo una dall'«odore» un po' volgare, ma appropriatissima per designare la persona che ostenta molte ricchezze: cacaloro.
Vocabolario della lingua italiana: per uso delle scuole - Pagina 238
Dizionario.org - cacaloro

21-03-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



Perché si tirano le orecchie il giorno del compleanno?


Sul perché si tirano le orecchie il giorno del compleanno esistono diverse ipotesi.
La prima dice che quest'usanza deriva da un'antica credenza, la quale sostiene che tirando le orecchie si ricordasse al festeggiato lo scorrere del tempo; poiché per gli antichi la memoria risiedeva appunto nel padiglione auricolare.
La seconda ipotesi, sempre derivante da una credenza popolare, dice invece che il naso e le orecchie si allungassero con l'avanzare dell'età (basti pensare al rilasciarsi dei tessuti con l'invecchiamento della pelle), e quindi tirando le orecchie si contribuisse al loro allungamento. Lo si faceva per augurare al festeggiato giudizio e maturità nella presa di decisioni.
(Sapere.it)
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Sarebbe meglio dire gli orecchi in quanto l'espressione fa riferimento proprio all'organo dell'udito. Il femmimile orecchie si adopera in senso figurato: le orecchie della pagina.


20-03-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



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