Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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Cavarsela per il rotto della cuffia


«E così, anche questa volta, agli esami d'italiano te la sei cavata per il rotto della cuffia», sbottò il padre, non celando un certo disappunto.
«Ma papà, cosa dici?! Agli esami ero a capo scoperto, non avevo nessuna cuffia».
«Sciocco, lo vedi che ho ragione, come hanno fatto a promuoverti se non conosci neanche il significato di ciò che ho detto? Voglio dire che sei stato promosso a malapena, per un pelo, di stretta misura. Si adopera quest'espressione, cioè cavarsela per il rotto della cuffia, quando si vuol mettere in evidenza il fatto che ci si è salvati da un pericolo, da un insuccesso — come nel tuo caso — solamente perché alcune circostanze ci sono state favorevoli».
«E la cuffia, papà, che c'entra? Forse si usa come talismano?».
Il padre, a questo punto, pensò proprio che la sventura si fosse abbattuta sulla sua casa, dandogli un figlio scemo. Poi si riprese e con calma tentò di spiegare al pargolo l'origine e il perché di questo modo di dire.
«Vedi, figliolo, questa frase idiomatica pare provenga da un gioco medievale, detto del saracino o della quintana. Il cavaliere, armato di lancia, doveva colpire lo scudo di un fantoccio, abbigliato da saracino, cercando di non farsi disarcionare. Spesso, però, i cavalieri venivano colpiti alla cuffia dalla mazza del fantoccio, ma i giudici di gara davano ugualmente buona la prova perché il concorrente non era stato disarcionato; pur non avendo effettuato una gara eccezionale, il cavaliere aveva vinto per il rotto della cuffia (la cuffia, cioè, si era rotta per l'urto
ma il cavaliere non era stato disarcionato, rimanendo incolume)
».
Per quanto attiene al nome del gioco, la Quintana (o del saracino), riteniamo sia interessante conoscerne l'origine.
Sembra derivi dal francese del XII secolo, quintaine, e questo dal latino quintana (strada trasversale del campo romano, dietro il pretorio, nella quale si teneva il mercato; strada di quinto rango, diremmo).
La quintana, all'inizio, era la strada che dovevano percorrere i cavalieri, poi, con il trascorrere del tempo, per estensione, ha assunto anche il significato di giostra, gioco.


11-06-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



Agire dietro le quinte


In quell'occasione il nostro amico Peppino dovette incassare il colpo: intervenuto in una discussione tra compagni di lavoro si sentì rispondere che non aveva alcuna voce in capitolo; era un argomento di carattere squisitamente personale, il sindacalese non doveva entrarvi. Non sapevano, ahiloro, che il nostro sindacalista avrebbe agito dietro le quinte.
Vediamo, quindi, l'origine di quest'espressione che — come si sa — si adopera quando si vuole mettere in particolare risalto il ruolo di una persona che, pur senza apparire, opera in modo che le cose vadano secondo i suoi desiderata.
Questo modo di dire ci è stato consegnato dal gergo teatrale. Secondo Carlo Battisti «la frase nascosto dietro le quinte ebbe origine dall'abitudine di Arlecchino di nascondersi dietro il loro panneggio, chiamato, perciò, manto di Arlecchino».
Poiché il panneggio è la perfetta disposizione delle pieghe di una veste, di un drappo, potremmo azzardare l'ipotesi secondo la quale Arlecchino si nascondesse dietro la quinta piega del panneggio.
Vediamo anche ciò che dice in proposito Ottorino Pianigiani.


10-06-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



Mettersi di punta


Chi non ha mai adoperato questo modo di dire che — in senso figurato — significa mettersi a fare un lavoro fisico o intellettuale, con molto impegno e determinazione, decisi a condurlo a buon fine a tutti i costi?
Questa stessa espressione si adopera anche — e sempre figuratamente — in riferimento a colui (o colei) che agisce contro qualcuno con accanimento, rabbia, rancore, gelosia e via dicendo: oggi mi metto proprio di punta, voglio vedere se Carlo continua a fare il comodo suo!
Ma cos'è questa punta? È la punta della lancia. Il modo di dire, infatti, è antico e si riallaccia ai tornei cavallereschi, quando i vari contendenti scendevano in campo armati di lancia. Colui che si mette di punta verso qualcosa o qualcuno è come se — naturalmente in senso figurato — affrontasse un ipotetico nemico presentandogli la punta della lancia.
E a proposito di punta, prendere di punta non vi dice nulla? L'origine della locuzione è la stessa della precedente e significa — come si sa — trattare qualcuno in modo brusco, avere un atteggiamento per nulla accomodante nei confronti di terzi. Trattare una persona, insomma, come se si sfidasse a una prova di forza, magari a un duello con la lancia e, quindi, la si prende di punta.


07-06-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



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