Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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Sul participio passato «esatto»


Due parole, due, sul participio passato del verbo 'esigere' che, come si sa, è 'esatto' e non 'esigito'. Questo verbo, dunque, ha due significati: 'richiedere', 'pretendere' e 'incassare', 'riscuotere' e simili. Il participio passato, esatto, si adopera, però, solo nel secondo significato: la somma versata non è ancora stata 'esatta', cioè riscossa. Nell'accezione di 'pretendere', 'richiedere' e simili si ricorre al participio passato di un verbo sinonimo: 'preteso', 'voluto', 'richiesto', 'imposto': l'insegnante ha preteso (non 'esatto') che gli allievi ascoltassero la lezione stando in piedi.
Stupisce il constatare che i sacri testi grammaticali che abbiamo consultato non ne fanno menzione.


19-02-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



Tante cose...


Vogliamo vedere, cortesi amici, alcuni usi impropri dell'idioma di Dante? Usi non errati ma impropri — come dicevamo — e in quanto tali, a nostro modo di vedere, sono da evitare.
Cominciamo con tante cose, gallicismo entrato nell'uso comune come locuzione di saluto o di convenevoli, in luogo di cordiali saluti, complimenti, ossequi e simili. Staremmo per dire, meglio poche cose, ma corrette. Come non è corretto il termine ossequiente.
Questo vocabolo non è un deverbale, vale a dire non deriva dal verbo ossequiare, come molti erroneamente credono; se così fosse sarebbe ossequiante. Viene dal latino obsequente(m), divenuto in lingua volgare, l'italiano, ossequente per la legge dell'assimilazione, che è un processo linguistico per cui dall'incontro di due consonanti la prima diventa uguale (si assimila) alla seconda.
E che cosa dire di 'marcare', adoperato a ogni piè sospinto nelle accezioni di registrare, annotare, rimarcare con la voce? Il suddetto verbo, alla lettera, vale contrassegnare con un marchio. Nei significati sopra riportati riteniamo più corretto ricorrere ai verbi rafforzare, accentuare e simili.
Ci sembra molto appropriato, invece, come sinonimo di segnare, nel gergo calcistico. Ma forse, ciò che abbiamo scritto, è solo una nostra pedanteria.


18-02-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



Andiamo a pusignare


State tranquilli, amici blogghisti, il verbo che avete appena letto non ha nulla di osceno anche se non molto adoperato; per taluni, forse, addirittura sconosciuto.
Alcuni vocabolari lo classificano fra i termini di uso regionale, ma è attestato nel vocabolario degli Accademici della Crusca quindi — a nostro modesto avviso — di uso nazionale.
Ma cosa sta a indicare? È presto detto: consumare un piccolo pasto dopo aver cenato. È un cosiddetto verbo denominale perché derivato dal sostantivo pusigno.
Questo indica un pasto leggero che si fa a tarda ora, generalmente dopo il teatro o il cinema o quando si è cenato da parecchio tempo ma si sente una certa languidezza di stomaco.
Etimo.it
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15-02-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



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