Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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«Gentilissimo dott. Raso,
la ringrazio veramente di cuore per la sua esaustiva risposta circa l'uso del participio passato
cociuto. C'è sempre da imparare. Grazie ancora. Approfitto della sua non comune squisitezza per un altro quesito. Il verbo scartare significa, come si sa, togliere la carta, togliere l'involucro e simili. Si usa anche nel significato di allontanare, mettere da parte, ricusare, accantonare. In queste ultime accezioni cosa ha a che vedere la carta con il verbo in questione?
Grazie in anticipo e molte cordialità.
Eugenio T.
Savona
»

Cortese amico, grazie, innanzi tutto, delle sue belle parole. Scartare nell'accezione di accantonare e simili sembra provenga dal gioco delle carte.
Preferisco, però, che le risponda il linguista Ottorino Pianigiani. Clicchi su: Etimo.it - scartare


14-12-2018 — Autore: Fausto Raso — permalink



Successo e succeduto


Probabilmente non tutti concorderanno su quanto stiamo per scrivere. Vogliamo spendere due parole su un verbo che ha due participi passati e due forme della terza persona singolare del passato remoto (che, però, non tutti i così detti sacri testi menzionano).

Alludiamo al verbo 'succedere'. Questo, dunque, ha due participi passati: successo e succeduto; e due terze persone singolari del passato remoto: successe e succedette. Alcuni non fanno distinzione... alcuna sull'uso dei participi e delle due forme del passato remoto.

In buona lingua si preferisce succeduto e succedette quando il verbo assume il significato di subentrare a qualcuno e simili: Giovanni Paolo I succedette a Paolo VI; si avranno successo e successe allorché il verbo in questione sta per accadere, avvenire: Giovanni non ricorda più cosa successe nel 1968.


13-12-2018 — Autore: Fausto Raso — permalink



Tenere bordone


«Esimio dott. Raso,
seguo da lungo tempo le sue magistrali noterelle sul corretto uso della lingua italiana. Da lei c'è sempre qualcosa da imparare. Le scrivo per un quesito non prettamente grammaticale. Perché si dice
tenere bordone per dire di assecondare qualcuno in qualche cosa? Cos'è, insomma, questo bordone? La ringrazio anticipatamente e resto in attesa di una sua cortese risposta.
Marzio C.
Verbania
»

Cortese Marzio, il modo di dire è un prestito del linguaggio musicale: bordone è il nome di una canna di cornamusa (e degli strumenti a fiato, in genere) che emette un solo suono e fa da accompagnamento alla melodia eseguita dalle altre canne.
La persona che tiene bordone, quindi, in senso figurato, accompagna un'altra persona in una discussione e simili.
Si adopera soprattutto nei confronti di una persona che asseconda qualcuno impegnato in un'attività su cui è implicito un giudizio poco lusinghiero.
Etimo.it - bordone


12-12-2018 — Autore: Fausto Raso — permalink



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