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Alberto Moravia
(✶1907   †1990)

«Soprattutto quando ero bambino, la noia assumeva forme del tutto oscure a me stesso e agli altri, che io ero incapace di spiegare e che gli altri, nel caso di mia madre, attribuivano a disturbi della salute o altre simili cause.»
(Alberto Moravia, La noia, 1960)

Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle (Roma, 28 novembre 1907 – Roma, 26 settembre 1990), è stato uno scrittore, giornalista, saggista, reporter di viaggio e drammaturgo italiano. Considerato uno dei più importanti romanzieri del XX secolo, ha esplorato nelle sue opere i temi della sessualità moderna, dell'alienazione sociale e dell'esistenzialismo.

Salì alla ribalta nel 1929 con il romanzo Gli indifferenti, e pubblicò nella sua lunga carriera più di trenta romanzi. I temi centrali dell'opera di Moravia sono l'aridità morale, l'ipocrisia della vita contemporanea e la sostanziale incapacità degli uomini di raggiungere la felicità nei modi tradizionali. La sua scrittura è rinomata per lo stile semplice e austero, caratterizzato dall'uso di un vocabolario comune inserito in una sintassi elegante ed elaborata.

Primi anni di vita

Alberto Pincherle (Moravia è il secondo cognome della famiglia paterna) nacque a Roma, nel quartiere Pinciano, in via Giovanni Sgambati, il 28 novembre del 1907 da un'abbiente famiglia borghese. Il padre, Carlo Pincherle, era un architetto e pittore veneziano di origine ebraica, mentre la madre, Teresa Iginia De Marsanich, detta Gina, era un'anconetana di religione cattolica e di origini dalmate. Interessanti sono gli intrecci familiari, che ben descrivono la temperie culturale nella quale si formò il giovane Moravia:
- Il fratello del padre, Gabriele Pincherle (1851-1928), fu un noto giurista, collaboratore di Giuseppe Zanardelli e senatore del Regno dal 1913.
- La sorella del padre, Amelia Pincherle (1870-1954), fu la madre di Carlo e Nello Rosselli, e nipote acquisita di Ernesto Nathan, sindaco di Roma tra il 1907 e il 1913.
- La figlia di un cugino del padre, Laura Capon (1907-1977, figlia dell'ammiraglio Augusto), fu moglie del fisico Enrico Fermi.
- Il fratello della madre, Augusto De Marsanich, fu sottosegretario di Stato durante il Fascismo, e nel dopoguerra deputato, senatore e segretario del Movimento Sociale Italiano.

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Alberto fu il secondo di quattro figli, nato dopo la sorella Adriana (1905-1996), pittrice, e prima dall'altra sorella, Elena (1909-2006), moglie dell'ambasciatore Carlo Cimino, e del più piccolo Gastone (1914-1941), caduto in combattimento a Tobruk, in Libia. Trascorse, assieme alla famiglia, un'infanzia "normale, benché grave e solitaria" nel villino di via Gaetano Donizetti 6, progettato dal padre.

Studi e malattia

Moravia non riuscì a compiere studi regolari perché nel 1916, all'età di nove anni, venne colpito da una seria forma di tubercolosi ossea che lo costrinse a letto per ben cinque anni, tre dei quali trascorsi a casa e due presso il sanatorio Codivilla di Cortina d'Ampezzo. Come i fratelli, frequenta per un anno il liceo Tasso conseguendo "a mala pena" la licenza ginnasiale, che costituirà il suo unico titolo di studio. Dotato di viva intelligenza, non potendo condurre la vita dei ragazzi della sua età, Alberto ebbe molto tempo per la lettura, alla quale si dedicò con fervido impegno e profonda passione, formandosi così una solida base letteraria allargata alle più significative tendenze della cultura europea. Tra i suoi autori preferiti vi furono Dostoevskij, Joyce, Goldoni, Shakespeare, Molière, Mallarmé e molti altri. Imparò con facilità il francese e il tedesco e iniziò a scrivere versi in francese e in italiano.

Prime opere e prime conoscenze

Nel 1925, lasciato il sanatorio e recatosi a Bressanone per la convalescenza, cominciò a scrivere Gli indifferenti. Conobbe in quel periodo Corrado Alvaro e Massimo Bontempelli e nel 1927 iniziò a collaborare alla rivista Novecento dove pubblicò i suoi primi racconti tra i quali la Cortigiana stanca, che uscì in francese (Lassitude de courtisane) nel 1927, il Delitto al circolo del tennis del 1928, Il ladro curioso e Apparizione nel 1929.

Primo romanzo: Gli indifferenti

Nel 1929, dopo non poche difficoltà, riuscì a pubblicare a sue spese (5.000 lire dell'epoca) presso l'editore milanese Alpes il suo primo romanzo, Gli indifferenti, che ottenne subito da parte della critica buoni consensi e venne considerato uno degli esperimenti più interessanti di narrativa italiana di quel tempo. Al romanzo italiano, in crisi e in cerca di nuove soluzioni, si offriva un solido impianto romanzesco tradizionale. La struttura teatrale 'in blocchi' del romanzo era molto in linea con il gusto letterario francese dell'epoca; Moravia infatti puntava alla Tragedia, ma di fatto era impossibile trasportare le mediocri e meschine vicende dei personaggi della vicenda nel più sublime ed elevato dei generi della tradizione. La decadenza e lo sfacelo della borghesia italiana, durante il regime fascista, vengono rappresentati senza un intenzionale presupposto di critica (come dirà Moravia anni dopo) ma evidentemente ciò era congeniale al suo spirito; di fatto però ci troviamo di fronte al primo romanzo esistenzialista, che partecipa al nascente clima esistenzialista europeo in una vicenda concreta e radicata in un contesto storico reale ed attuale.

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Il romanzo narra la storia di una famiglia i cui componenti, legati da una vicenda di corruzione e di viltà, sono fondamentalmente dei vinti, vinti dalla loro apatia, dalla assenza totale di orgoglio e dignità morale. Il secondo romanzo, Le ambizioni sbagliate, un misto di giallo poliziesco e romanzo introspettivo alla Dostoevskij, avrà meno fortuna.

Collaborazione ai giornali e il regime fascista

Dal 1930 iniziò a collaborare con La Stampa, allora diretta da Curzio Malaparte e nel 1933 fondò, insieme a Mario Pannunzio, la rivista "Caratteri", che vedrà la luce per soli quattro numeri. Collaborò poi alla rivista Oggi (sulle cui pagine uscirà, nel 1940, Cosma e i briganti). Sempre nel 1933 iniziò a collaborare con la "Gazzetta del Popolo", ma il regime fascista avversò la sua opera vietando le recensioni a Le ambizioni sbagliate, sequestrando La mascherata e vietando la pubblicazione di Agostino.

Viaggio in America

Nel 1935 si recò in America dove, invitato da Giuseppe Prezzolini, allora direttore della Casa Italiana della Columbia University di New York, tenne alcune conferenze sul romanzo italiano.

Ritorno in Italia e la censura del regime

Ritornato in Italia scrisse un libro di racconti lunghi intitolato L'imbroglio che verrà pubblicato da Bompiani nel 1937. Per evitare la censura del regime Moravia scriverà negli anni del fascismo racconti allegorici e surreali, tra i quali I sogni del pigro pubblicato nel 1940 e nel 1941 il romanzo La mascherata che però verrà sequestrato in occasione della seconda edizione. Da questo momento sarà costretto a pubblicare i suoi articoli sui giornali e sulle riviste sotto pseudonimo. La mascherata è una violenta satira che prende di mira il regime fascista indirettamente parlando di una inventata dittatura sudamericana.

Matrimonio con Elsa Morante

Nel 1941 si sposò in chiesa con la scrittrice Elsa Morante che aveva conosciuto nel 1936. Il rito religioso fu officiato dal gesuita padre Pietro Tacchi Venturi. Moravia visse con la Morante per un lungo periodo a Capri, dove scriverà il romanzo Agostino. Si separarono poi nel 1962.

Alberto Moravia era ateo: cfr. l'articolo di Carmelo R. Viola: "Alberto Moravia o del «realismo borghese»" nel numero speciale - 203/1991 - della rivista "Fermenti" a lui dedicato.

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La ciociara

Dopo gli avvenimenti dell'8 settembre del 1943 si rifugiò con la moglie a Sant'Agata (nel territorio di Fondi, a nord della frazione San Magno), un villaggio montano di pastori provenienti da Vallecorsa (Ciociaria) presso la famiglia Marrocco-Mirabella, da questa esperienza e dal rapporto con questa famiglia nascerà il romanzo La ciociara. Il romanzo fu scritto in due epoche diverse: le prime pagine le scrisse nel 1944 sospinto dal nuovo incontro con il popolo, liberato della dominante retorica e dei falsi obiettivi del regime, mentre il corpo centrale dell'opera lo sviluppò tredici anni dopo, in un momento di crisi della sua narrativa. La ciociara risulterà opera alta e pietosa; attraverso la maturazione del personaggio di Cesira lo scrittore intese descrivere tutta la confusa e disperata realtà italiana di quel periodo della seconda guerra mondiale. Nel 1944 vennero pubblicati i racconti de L'epidemia e il saggio La Speranza, ovvero Cristianesimo e Comunismo.

Liberazione e ritorno all'attività letteraria

Con l'annuncio della Liberazione lo scrittore ritornò a Roma e riprese la sua attività letteraria e giornalistica collaborando con Corrado Alvaro a Il Popolo di Roma, a Il Mondo, all'Europeo e soprattutto al Corriere della Sera dove sarà presente fino alla morte con i suoi réportages, le sue riflessioni critiche e i suoi racconti. Gli anni che seguono il dopoguerra vedranno aumentare la fortuna letteraria e cinematografica dello scrittore, che pubblicò La romana (1947), i racconti La disubbidienza (1948), L'amore coniugale e altri racconti (1949) e il romanzo Il conformista (1951).

La romana

Alla sua uscita venne definito dalla critica come uno dei migliori dell'ultima narrativa. Descrive impeccabilmente un ambiente corrotto, vacuo, frequentato da protagonisti che conducono un'esistenza priva di vere e integre ragioni morali. Al centro della vicenda emerge la figura di Adriana, donna di malcostume, ma meno colpevole e squallida di coloro che la circondano.

Premio Strega e l'attività cinematografica

Nel 1952 gli venne assegnato il premio Strega per I racconti e iniziarono le traduzioni dei suoi romanzi all'estero e i film tratti dai suoi racconti e romanzi. Sarà del 1953 il soggetto de La provinciale con la regia di Mario Soldati, La romana del 1954 con la regia di Luigi Zampa, nel 1955 collaborerà alla sceneggiatura di Racconti romani di Gianni Franciolini.

Critica radiofonica RAI

Cinema, cronache settimanali, a cura di Alberto Moravia, rete rossa i venerdì 1949 - 1950, ore 14,53.

La fondazione della rivista Nuovi Argomenti

Nel 1953 fondò con Alberto Carocci la rivista Nuovi Argomenti, della quale divenne redattore e collaboratore l'amico Pier Paolo Pasolini.

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Premio Marzotto

Nel 1954, in seguito alla pubblicazione dell'opera Racconti romani, gli sarà assegnato il Premio Marzotto. Scriverà intanto il romanzo Il disprezzo e sulla rivista Nuovi Argomenti il saggio L'uomo come fine.

Scrisse inoltre alcune importanti prefazioni, come quella ai Cento sonetti del Belli, al Paolo il caldo di Brancati e a Passeggiate romane di Stendhal.

Collaborazione con L'Espresso

Nel 1957 iniziò a collaborare a L'espresso tenendo un'accurata rubrica di critica cinematografica, le cui recensioni verranno pubblicate nel 1975 in un volume intitolato Al cinema.

La noia e il premio Viareggio

Nel 1960 con la pubblicazione La noia gli verrà assegnato il premio Viareggio e nel 1960 Vittorio De Sica realizzerà il film La ciociara, tratto dall'omonimo libro.

Separazione da Elsa Morante e unione con Dacia Maraini

Separatosi da Elsa Morante nel 1962 andò a vivere con la scrittrice Dacia Maraini, di circa trent'anni più giovane. Verrà intanto realizzato il film diretto da Mauro Bolognini Agostino nel 1962 e nel 1963 Il disprezzo dal regista Jean-Luc Godard, La noia con la regia di Damiano Damiani a cui seguiranno nel 1964 Gli indifferenti di Francesco Maselli.

Teatro

Moravia, nel frattempo, si occupò sempre più di teatro e a partire dal 1966 fondò con Dacia Maraini ed Enzo Siciliano una compagnia teatrale che porta il nome del "Porcospino". Con essa verrà rappresentata L'intervista di Moravia, La famiglia normale della Maraini, Tazza di Enzo Siciliano e alcune opere di Carlo Emilio Gadda, Goffredo Parise a altri autori. e la causa folgorante della chiusura dell'attività fu la mancanza di fondi

Corrispondente all'estero e il sessantotto

Nel 1967 si recò in Cina, in Giappone e in Corea, insieme alla compagna Maraini, come corrispondente, ed i suoi articoli verranno raccolti nel 1968 in un volume intitolato La rivoluzione culturale in Cina. Nello stesso anno, scoppiata la Contestazione, fu uno dei pochi intellettuali a cercare di venire incontro ai giovani "ribelli"; proprio per questo motivo, tentò di tenere una conferenza alla Sapienza di Roma, ma venne malamente respinto dagli studenti ("Mao sì, Moravia no!").

Viaggio in Africa

Nel 1971 vennero pubblicati il romanzo Io e lui e il saggio Poesia e romanzo. Nel 1972 lo scrittore compì un viaggio in Africa dal quale trasse ispirazione per l'opera A quale tribù appartieni? che uscì nello stesso anno.

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Altri scritti

Nel 1973 raccolse in un libro alcuni dei racconti apparsi precedentemente sul Corriere della Sera, pubblicazione, questa, seguita nel 1976 da un'altra raccolta. Uscirà, intanto, nel 1978 il romanzo al quale aveva lavorato per molti anni, La vita interiore. Negli anni seguenti Moravia continuò a scrivere e a pubblicare racconti e saggi e a collaborare attivamente con Il Corriere della Sera

Soggiorno a Mosca

Presso la sede di Mosca della "Pravda" dividerà la stanza con lo scrittore Nikolaj Sanvelian che verso la metà degli anni ottanta, con l'avvio della glasnost e della perestrojka gorbaceviane, assieme a Giancarlo Pallavicini, consulente per la perestrojka del Governo sovietico e russo, ed a Mario Rigoni Stern, che ha partecipato alla campagna di Russia, lo coinvolgerà nella creazione dell'Associazione internazionale degli intellettuali e creativi Myr Cultura, voluta a Mosca per riunire l'intellighenzia ufficiale a quella emarginata ed aprirsi all'Europa ed al mondo. Vi parteciperanno, tra gli altri, Dmitry Likhachev e Sergej Averintsev, filologi, gli scrittori più noti dell'area russa ed altri esponenti della cultura sovietica e di numerosi Paesi occidentali.

Viaggio ad Hiroshima

Il viaggio compiuto nel 1982 in Giappone e la sosta a Hiroshima gli faranno scrivere tre inchieste, che pubblicherà per l'Espresso, sulla bomba atomica, tema che sarà poi al centro del romanzo L'uomo che guarda del 1985, ma soprattutto del particolare saggio L'inverno Nucleare strutturato lungo interviste che l'autore pone a studiosi scientifici e politici del tempo, dalle cui pagine traspaiono anche la precarietà e l'aridità umana che il periodo successivo alla bomba atomica inevitabilmente ha lasciato.

Nuova compagna

La seguente raccolta di racconti dal titolo La cosa, sarà dedicata dallo scrittore alla sua nuova compagna Carmen Llera, che sposerà in Campidoglio nel 1986 e che susciterà un certo scandalo per il fatto d'essere di quarantacinque anni più giovane di Moravia.

Elezione a deputato europeo

Nel 1984 verrà eletto deputato europeo nelle liste del PCI, mandato che coprirà per cinque anni. Nel 1985 gli venne conferito il titolo di "personalità europea".

Ultimi anni di vita

Da Strasburgo dove si recò come inviato del Corriere della Sera lo scrittore inizierà nel 1984 la corrispondenza Il Diario europeo e nel 1986 verrà pubblicato un volume dal titolo L'angelo nucleare e altri scritti teatrali curato da Renzo Paris e il primo volume delle Opere (1927-1947) curato da Geno Pampaloni. Nel 1989 uscirà, a cura di Enzo Siciliano, il secondo volume delle Opere (1948-1968). Nel settembre 1990 Moravia venne trovato morto nel bagno del suo appartamento in Lungotevere della Vittoria, sempre a Roma. Nello stesso anno uscirà la sua autobiografia, scritta insieme ad Alain Elkann, ed edita da Bompiani: Vita di Moravia. È sepolto nel cimitero del Verano.

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Opere

Romanzi

Gli indifferenti, Milano, Alpes, 1929.
Le ambizioni sbagliate, Milano, A. Mondadori, 1935.
La mascherata, Milano, Bompiani, 1941.
Agostino, Milano, Bompiani, 1944.
La romana, Milano, Bompiani, 1947.
La disubbidienza, Milano, Bompiani, 1948.
L'amore coniugale, Milano, Bompiani, 1949.
Il conformista, Milano, Bompiani, 1951.
Il disprezzo, Milano, Bompiani, 1954.
La ciociara, Milano, Bompiani, 1957.
La noia, Milano, Bompiani, 1960.
L'attenzione, Milano, Bompiani, 1965.
Il paradiso, Milano, Bompiani, 1970.
Io e lui, Milano, Bompiani, 1971.
Un'altra vita, Milano, Bompiani, 1973.
La vita interiore, Milano, Bompiani, 1978.
1934, Milano, Bompiani, 1982.
La tempesta, Catania, Pellicanolibri, 1984.
L'uomo che guarda, Milano, Bompiani, 1985.
Il viaggio a Roma, Milano, Bompiani, 1988.
La donna leopardo, Milano, Bompiani, 1991. ISBN 88-452-1784-1. [incompiuto]
I due amici. Frammenti di una storia fra guerra e dopoguerra, Milano, Bompiani, 2007. ISBN 978-88-452-5964-7. [incompiuto del 1952]

Racconti

Cortigiana stanca (1927), Milano, Bompiani, 1965.
Delitto al circolo del tennis, in "900", n. 9, settembre 1928.
Il ladro curioso, in "900", n. 1, gennaio 1929.
Apparizione, in "900", n. 5, maggio 1929.
La bella vita, Lanciano, Carabba, 1935. [raccolta di racconti]
L'imbroglio. Cinque romanzi brevi, Milano, Bompiani, 1937.
I sogni del pigro. Racconti, miti e allegorie, Milano, Bompiani, 1940.
Cosma e i briganti (1940), Palermo, Sellerio, 1980.
L'amante infelice. Novelle, Milano, Bompiani, 1943.
La cetonia, Roma, Documento, 1944.
L'epidemia, Roma, Documento, 1944. [raccolta di racconti]
Due cortigiane e Serata di Don Giovanni, Roma, L'Acquario, 1945. [raccolta di due racconti]
I racconti, 2 voll., Milano, Bompiani, 1952. [raccolta di racconti]
Racconti romani, Milano, Bompiani, 1954. [raccolta di racconti]
Nuovi racconti romani, Milano, Bompiani, 1959. [raccolta di racconti]
L'automa, Milano, Bompiani, 1962. [raccolta di racconti]
Il mondo è quello che è, Milano, Bompiani, 1966. [raccolta di racconti]
Una cosa è una cosa, Milano, Bompiani, 1967. [raccolta di racconti]
Racconti surrealisti e satirici, Milano, Bompiani, 1975.
Storie della preistoria, Milano, Bompiani, 1982.
La cosa e altri racconti, Milano, Bompiani, 1983. [raccolta di racconti]
Il vassoio davanti alla porta, Milano, Bompiani, 1989.
La villa del venerdì e altri racconti, Milano, Bompiani, 1990. ISBN 88-452-1574-1 [raccolta di racconti].
Romildo, Milano, Bompiani, 1993. ISBN 88-452-2090-7 [raccolta di racconti postuma].
Racconti dispersi 1928-1951, Milano, Bompiani, 2000. ISBN 88-452-4658-2 [raccolta di racconti postuma].

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Saggi

La speranza, ossia Cristianesimo e Comunismo, Roma, Documento, 1944.
Un mese in URSS, Milano, Bompiani, 1958.
Un'idea dell'India, Milano, Bompiani, 1962.
L'uomo come fine, Milano, Bompiani, 1964.
La rivoluzione culturale in Cina, ovvero, Il convitato di pietra, Milano, Bompiani, 1967.
Al cinema. Centoquarantotto film d'autore, Milano, Bompiani, 1975.
Un miliardo di anni fa..., Torino, Stampatori, 1979.
Impegno controvoglia. Saggi, articoli, interviste: trentacinque anni di scritti politici, Milano, Bompiani, 1980.
L'inverno nucleare, Milano, Bompiani, 1986.

Testi teatrali

Beatrice Cenci (1958)
Il dio Kurt (1968)
La vita è gioco (1969)
L'angelo dell'informazione e altri testi teatrali (1986)

Diari di viaggio

A quale tribù appartieni?, Milano, Bompiani, 1972.
Lettere dal Sahara, Milano, Bompiani, 1981.
Passeggiate africane, Milano, Bompiani, 1987.
Diario europeo. Pensieri, persone, fatti, libri, 1984-1990, Milano, Bompiani, 1993. ISBN 88-452-1859-7.
Viaggi. Articoli 1930-1990, Milano, Bompiani, 1994. ISBN 88-452-2305-1.

Filmografia

Regista e sceneggiatore

Colpa del sole (1951)

Sceneggiatore

Ultimo incontro di Gianni Franciolini (1951)

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Bibliografia

Eurialo De Michelis, Introduzione a Moravia, La Nuova Italia ed. 1954
Fulvio Longobardi, Moravia, Firenze, La Nuova Italia, 1969
Edoardo Sanguineti, Alberto Moravia, Mursia, Milano, 1962
Sergio Saviane, Moravia desnudo, Milano, SugarCo, 1976
Sergio Saviane, Il nuovo Moravia desnudo, Milano, Gei, 1986
Cristina Benussi, Il punto su Moravia, Laterza, Bari, 1987
Enzo Siciliano, Alberto Moravia, Marzorati, Milano, 1990
Renzo Paris, Alberto Moravia, La Nuova Italia, Scandicci, 1991
Pasquale Voza Moravia, Palumbo, Palermo, 1997
Raffaele Manica, Moravia, Einaudi, Torino 2004
Valentina Mascaretti, La speranza violenta: Alberto Moravia e il romanzo di formazione, Gedit, Bologna, 2006
"Io avevo indubbiamente molte cose da dire". Alberto Moravia 1907-2007, a cura di V. Mascaretti, Mucchi, Modena, 2008
René de Ceccatty, Alberto Moravia, Paris, Flammarion, 2010 (trad. it., Milano, Bompiani, 2010)

Film tratti dalle sue opere

La freccia nel fianco, regia di Alberto Lattuada (1945)
La provinciale (1953) di Mario Soldati
La romana (1954) di Luigi Zampa
Peccato che sia una canaglia (1954) di Alessandro Blasetti
Racconti romani (1955) di Gianni Franciolini
La ciociara (1960) di Vittorio De Sica
La giornata balorda (1960) di Mauro Bolognini
Risate di gioia (1960) di Mario Monicelli
Agostino (1962) di Mauro Bolognini
La noia (1963) di Damiano Damiani
L'amore difficile (1963)
Il disprezzo (1963) di Jean-Luc Godard
Gli indifferenti (1964) di Francesco Maselli
Le ore nude (1964) di Marco Vicario
La donna invisibile (1969) di Paolo Spinola
Una ragazza piuttosto complicata (1969) di Damiano Damiani
L'amore coniugale (1970) di Dacia Maraini
Il conformista (1970) di Bernardo Bertolucci
Gli ordini sono ordini (1972) di Franco Giraldi
Io e lui (1973) di Luciano Salce
Desideria: la vita interiore (1980) di Gianni Barcelloni Corte
La disubbidienza (1981) di Aldo Lado
Le ambizioni sbagliate (1983) di Fabio Carpi
L'attenzione (1985) di Giovanni Soldati
La romana (1989)
La cintura (1989)
Lei... io lui (Ich und Er) (1989) di Doris Dörrie
La villa del venerdì (1991) di Mauro Bolognini
L'uomo che guarda (1994) di Tinto Brass
La noia (1998) di Cédric Kahn

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera

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