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Giovanni Papini
(✶1881   †1956)

Giovanni Papini (Firenze, 9 gennaio 1881 – Firenze, 8 luglio 1956) è stato uno scrittore, poeta e aforista italiano.

Dalla nascita al 1920

Nacque in una famiglia artigiana da Luigi Papini, ex garibaldino e repubblicano ateo e anticlericale, ed Erminia Cardini, che lo fece battezzare all'insaputa del padre. Ebbe un'infanzia e un'adolescenza molto povere e solitarie, passate a leggere i libri della biblioteca del nonno prima e di quella pubblica poi.

Si diplomò maestro nel 1899, insegnando per qualche anno, poi diventò bibliotecario. Attirato dalla letteratura, collaborò con le riviste fiorentine La Rivista, Sapientia e Il Giglio. Nel 1903, fondò assieme a Giuseppe Prezzolini, Giovanni Vailati e Mario Calderoni la rivista Leonardo, poi collaborò come redattore capo ne Il Regno del nazionalista Enrico Corradini.

Iniziò a pubblicare alcuni racconti e saggi, fra cui Il crepuscolo dei filosofi (1906), nel quale criticò i sistemi filosofici di Immanuel Kant, Friedrich Hegel, Arthur Schopenhauer, Auguste Comte, Herbert Spencer e Friedrich Nietzsche, dichiarando infine la morte della filosofia stessa. Nello stesso anno, pubblicò Il tragico quotidiano che sancì, assieme a Il pilota cieco (1907), la nascita delle cosiddette "novelle metafisiche", un genere letterario che innovò profondamente l'ambito novellistico.

Il distacco progressivo da Prezzolini, più incline a seguire Benedetto Croce, e i disaccordi con gli altri collaboratori segnarono la chiusura del Leonardo nel 1907. Sempre in quell'anno, Papini si sposò con Giacinta Giovagnoli.

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Nel 1908 sempre con Prezzolini fondò La Voce, destinata a essere una delle più importanti riviste culturali del Novecento, e che attraverso diverse fasi continuò le pubblicazioni fino al 1916.

«Un giornale. Ogni articolo ha il tono e il suono di un proclama; ogni botta e battuta di polemica è scritta con lo stile dei bollettini vittoriosi; ogni titolo è un programma; ogni critica è una presa della Bastiglia; ogni libro è un vangelo; ogni conversazione prende l'aria d'un conciliabolo di catilinari o di un club di sanculotti; e perfino le lettere hanno l'ansito e il galoppo di moniti apostolici. Per l'uomo di vent'anni ogni anziano è il nemico; ogni idea è sospetta; ogni grand'uomo è da rimettere sotto processo e la storia passata sembra una lunga notte rotta da lampi, un'attesa grigia e impaziente, un eterno crepuscolo di quel mattino che sorge ora finalmente con noi»
(Giovanni Papini, Un uomo finito)

Nel 1911, Papini fondò con Giovanni Amendola la rivista Anima, di tendenza teosofica, che ebbe solo un anno di vita. Nel 1912, pubblicò Le memorie d'Iddio, l'apice della sua protesta anticristiana e del suo nichilismo, in cui mette in scena un Dio che si augura la morte della fede e dunque la propria fine, pentito com'è di aver creato tanto male nel mondo. L'opera generò molto scalpore e costò all'autore un processo per oltraggio alla religione ma venne ricusata da Papini in tarda età, tanto da incaricare la figlia Viola di ricercare le copie ancora esistenti e darle alle fiamme.

Il 1º gennaio 1913 creò con Ardengo Soffici la rivista Lacerba, che uscì a Firenze. Appoggiò il futurismo, che per lui:

«è guerra contro l'accademia, contro l'università, contro lo scolarismo, contro la cultura ufficiale, è liberazione dello spirito dai vecchi legami, dalle forme troppo usate... è forsennato amore dell'Italia e della grandezza d'Italia... è odio smisurato contro la mediocrità, l'imbecillità, la vigliaccheria, l'amore dello status quo e del quieto vivere, delle transazioni e degli accomodamenti...»
(Giovanni Papini, L'esperienza futurista, 1913-1914, Firenze, Vallecchi, 1919.)

Sempre nel 1913 pubblicò Un uomo finito, un'autobiografia scritta ad appena 30 anni di un giovane "nato con la malattia della grandezza", che si butta sullo studio per creare un'opera che possa superare Dante Alighieri e William Shakespeare in importanza. Sopravviene di tanto in tanto nel romanzo la delusione per l'impossibilità di raggiungere l'obiettivo troppo ambizioso. Nel novembre del 1914 ha inizio la collaborazione a Il Popolo d'Italia.

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Si batté per l'intervento italiano nella prima guerra mondiale. Celebre il suo provocatorio articolo Amiamo la guerra, apparso su Lacerba (1º ottobre 1914), in cui afferma:

«Finalmente è arrivato il giorno dell'ira dopo i lunghi crepuscoli della paura. Finalmente stanno pagando la decima dell'anime per la ripulitura della terra. Ci voleva, alla fine, un caldo bagno di sangue nero dopo tanti umidicci e tiepidumi di latte materno e di lacrime fraterne. Ci voleva una bella innaffiatura di sangue per l'arsura dell'agosto; e una rossa svinatura per le vendemmie di settembre; e una muraglia di svampate per i freschi di settembre. (...) Siamo troppi. La guerra è una operazione malthusiana. C'è un di troppo di qua e un di troppo di là che si premono. La guerra rimette in pari le partite. Fa il vuoto perché si respiri meglio. Lascia meno bocche intorno alla stessa tavola. E leva di torno un'infinità di uomini che vivevano perché erano nati; che mangiavano per vivere, che lavoravano per mangiare e maledicevano il lavoro senza il coraggio di rifiutar la vita. (...) Amiamo la guerra ed assaporiamola da buongustai finché dura. La guerra è spaventosa - e appunto perché spaventosa e tremenda e terribile e distruggitrice dobbiamo amarla con tutto il nostro cuore di maschi.»
(Citato in: Gianni Turchetta, Dino Campana. Biografia di un poeta, Feltrinelli, Milano, ottobre 2003)

Papini venne però riformato e non poté arruolarsi, a causa dei suoi problemi di vista.

Con i futuristi milanesi ruppe con la pubblicazione, nel numero di Lacerba del 14 febbraio 1915, dell'articolo Futurismo e Marinetti.

Il 22 maggio 1915, chiuse la rivista pochi giorni prima dell'entrata in guerra, dimostrandosi però in seguito ampiamente pentito del suo interventismo e dichiarando che la guerra era

«un immane sciupio di sangue e di anime (...) scompigliava, imbestiava e affoscava. (...) Mentre stavo colle mie figliole in casa mia, tra i miei libri, e il pane, milioni di uomini si accosciavano nelle trincee motrigliose.»
(La seconda nascita, pubblicato postumo)

Nello stesso anno, pubblicò le prose poetiche Cento pagine di poesia, Buffonate e Maschilità. Nel 1916, con le sue Stroncature polemizzò con Boccaccio, Shakespeare e Goethe, ma anche con Croce, Gentile, Benelli (definito "ciabatta smessa del dannunzianesimo") e col "passerotto agevolino" Guido Mazzoni. Del 1917 sono un articolo su Giuseppe Ungaretti, di cui aveva pubblicato alcune liriche in Lacerba, apparso il 4 febbraio su Il Resto del Carlino e la silloge Opera prima. I versi di Opera prima, inizialmente intitolata Venti poesie, tracciano il profilo di un uomo alle prese con una realtà, come quella dei primi decenni del Novecento, caratterizzata da un tumulto di idee spesse volte contrastanti tra loro. Ed è in una posizione di contrasto, con tutto e specialmente con se stesso, che Papini si pone; in un continuo urto di sensi e di coscienza:

«... Ma quando, al finire del giorno / ritrovo, stracco e freddo, la fossa della strada / nella mezzombra lilla del ritorno, / sono il povero triste a cui nessuno bada.»
(da Ottava poesia, Opera prima, 1917)
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Dal 1921 alla morte

Dopo anni di profondi travagli spirituali, nel 1921 annunciò la sua conversione religiosa pubblicando la Storia di Cristo, che si rivelò un successo editoriale sia in Italia che Oltralpe: basato sulla testimonianza dei Vangeli canonici e anche di quelli apocrifi, narra della vita di Gesù per invocarne la grazia verso l'umanità corrotta. Nel 1922, in seguito alla pubblicazione della Storia di Cristo, l'Università del Sacro Cuore di Milano gli offrì la cattedra di letteratura italiana, che, tuttavia, Papini rifiutò.

Suscitò invece accese polemiche il Dizionario dell'omo salvatico (1923), scritto in collaborazione con Domenico Giuliotti e mai portato a compimento, in cui si scaglia contro gli ebrei, i protestanti, le donne, il laicismo e la democrazia. In collaborazione con Pietro Pancrazi, compilò un'importante antologia poetica dal titolo Poeti d'oggi. Pubblicò poi Pane e vino (1926), Sant'Agostino (1929). Nel 1931 diede alle stampe Gog, una raccolta di novelle caratterizzate da un pessimismo alla Huxley sul «destino brillante» offerto all'uomo moderno dalle società capitalistiche, e Dante vivo nel 1933.

Aderì al fascismo ma nel 1935 rifiutò l'offerta della cattedra di letteratura italiana all'Università di Bologna. Nel 1937, pubblicò il primo volume - poi rimasto unico - della Storia della letteratura italiana con la dedica "Al Duce, amico della poesia e dei poeti". Poco dopo ricevette la nomina ad accademico d'Italia, accettò la direzione dell'Istituto di Studi sul Rinascimento e della rivista La Rinascita. Figurò tra i firmatari del Manifesto della razza nel 1938, sebbene sulle pagine del Frontespizio, con l'articolo Razzia dei Razzisti (dicembre 1934), si fosse opposto ad ogni discriminazione razziale. Nell'articolo Papini affermava: "I razzisti all'ingrosso van cicalando di razze come se l'etnologia fosse una scienza precisa e certa quanto la geometria. Dove mai riposa e scorre il puro sangue ariano in nome del quale codesti vociatori perseguitano gli Ebrei e decretano l'incurabile decadenza del 'caos etnico' dei popoli neolatini?" e ancora: "Il Razzismo non è che una camuffatura - col cenciume di scienza sbagliata e di storia falsificata - della eterna superbia germanica".

Nel 1942 venne eletto, a Weimar, vice presidente del congresso dell'Unione Europea degli Scrittori. Qui tenne un discorso improntato a un cattolicesimo universalistico e civilizzatore, che gli attirò alcune critiche da parte dei nazisti.

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Nel 1943 si fece terziario francescano con il nome di fra' Bonaventura nel convento della Verna. Nell'aprile del 1944, in seguito all'uccisione di Giovanni Gentile, rifiutò la nomina a Presidente dell'Accademia della Repubblica di Salò. Dopo la seconda guerra mondiale, pur emarginato di fatto dal mondo della cultura e appoggiato dai soli cattolici più tradizionalisti, pubblicò libri che fecero ancora scalpore come le Lettere agli uomini del Papa Celestino VI (1946), la Vita di Michelangelo (1949), Il libro nero - Nuovo diario di Gog (1951) e soprattutto Il diavolo (1953). Da ricordare anche La loggia dei busti e La spia del mondo (entrambi del 1955).

Collaborò anche al Corriere della Sera, pubblicandovi articoli con cadenza quindicinale. Nel 1953 Papini fu colpito da una seria malattia: una paralisi progressiva che lo privò dell'uso delle gambe e delle braccia e perfino, nella sua fase terminale, della parola. Debilitato dalla malattia e pressoché cieco negli ultimi anni di vita, lavorò con l'aiuto d'una nipote a Giudizio universale, un progetto giovanile pubblicato postumo nel 1957. Vennero pubblicati dopo la sua morte anche La felicità dell'infelice (1956), La seconda nascita (1958), Diario (1962) e Rapporto sugli uomini (1978).

Tra le opere pubblicate postume, di particolare rilievo è La seconda nascita (1958) in cui Papini ripercorre le sue vicissitudini fino alla conversione, tra cui le posizioni assunte prima e dopo lo scoppio della prima conflitto mondiale, rivelando un pentimento sincero per il suo interventismo:

«Sentivo a tratti un rimorso che non so neppur descriver con fedeltà: a volte n'ero vergognoso, a volte l'accettavo come un principio di redenzione. Rimorso di aver consigliata la guerra e, nello stesso tempo, di vederla ora tanto diversa da quella che aspettavo; rimorso della mia inazione e rimorso di aver fatto, nella mia piccolezza, anche troppo; rimorso di aver preparato anch'io, col cinismo misantropico degli ultimi anni, quell'acciecamento spirituale che ora si sfogava nelle stragi; rimorso di sentirmi quasi complice, benché inerme, di quella forsennata devastazione di corpi, di cuori, di patrie; rimorso della mia impotenza a far sì che il sanguinolente flagello avesse fine.»
(da Mortura, in La seconda nascita, Vallecchi, Firenze, 1958, pagg. 233-240)

Scrittore controverso, fu apprezzato peraltro da Jorge Luis Borges che ritenne Papini un autore "immeritatamente dimenticato". In filosofia fu seguace del pragmatismo e apprezzato da William James. Fu ammirato da Bruno de Finetti, il fondatore dell'interpretazione soggettivistica della teoria della probabilità. Nel 1956 Eugenio Montale commentò la dipartita dello scrittore con le seguenti parole: "Una figura unica, insostituibile, a cui tutti dobbiamo qualcosa di noi stessi".

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Opere

Il crepuscolo dei filosofi, 1906
Il tragico quotidiano, 1906
La coltura italiana (con Giuseppe Prezzolini), 1906
Il pilota cieco, 1907
Le memorie d'Iddio, 1911
L'altra metà, 1911
La vita di Nessuno, 1912
Parole e sangue, 1912
Un uomo finito, 1913
Ventiquattro cervelli, 1913
Sul Pragmatismo (saggi e ricerche) 1903-1911, 1913
Almanacco Purgativo 1914 (con Ardengo Soffici e altri), 1913
Buffonate, 1914
Vecchio e nuovo nazionalismo (con Giuseppe Prezzolini), 1914
Cento pagine di poesia, 1915
Maschilità, 1915
La paga del sabato, 1915
Stroncature, 1916
Opera prima, 1917
Polemiche religiose, 1917
Testimonianze, 1918
L'uomo Carducci, 1918
L'Europa Occidentale contro la Mittel-Europa, 1918
Chiudiamo le scuole, 1918
Giorni di festa, 1918
L'esperienza futurista, 1919
Poeti d'oggi (con Pietro Pancrazi), 1920
Storia di Cristo, 1921
Antologia della poesia religiosa italiana, 1923
Dizionario dell'Omo Salvatico (con Domenico Giuliotti), 1923
L'anno santo e le quattro paci, 1925
Pane e vino, 1926
Gli operai della vigna, 1929
Sant'Agostino, 1931
Gog, 1931
La scala di Giacobbe, 1932
Firenze, 1932
Il sacco dell'orco, 1933
Dante vivo, 1933
Ardengo Soffici, 1933
La pietra infernale, 1934
Grandezze di Carducci, 1935
I testimoni della Passione, 1937
Italia mia, 1939
Figure umane, 1940
Medardo Rosso, 1940
La corona d'argento, 1941
Mostra personale, 1941
Prose di cattolici italiani d'ogni secolo (con Giuseppe De Luca), 1941
L'imitazione del Padre. Saggi sul Rinascimento, 1942
Racconti di gioventù, 1943
Cielo e Terra, 1943
Foglie della foresta, 1946
Lettere agli uomini del Papa Celestino VI, 1946
Primo Conti, 1947
Santi e Poeti, 1948
Passato remoto, 1948
Vita di Michelangiolo, 1949
Le pazzie del poeta, 1950
Firenze fiore del mondo (con Ardengo Soffici, Piero Bargellini e Spadolini), 1950
Il libro nero - Nuovo diario di Gog, 1951
Il diavolo, 1953
Il bel viaggio (antologia per la scuola media con Enzo Palmeri), 1954
Concerto fantastico, 1954
Strane storie, 1954
La spia del mondo, 1955
La loggia dei busti, 1955
Le felicità dell'infelice, 1956

Pubblicate postume:
L'Aurora della Letteratura Italiana (Da Jacopone da Todi a Franco Sacchetti), 1956
Il muro dei gelsomini (Ricordi di fanciullezza), 1957
Giudizio universale, 1957
La seconda nascita, 1958
Dichiarazione al tipografo, Milano; tip. Allegretti - 1958 (edito in sole 320 copie numerate)
Città felicità, 1960
Diario, 1962
Schegge (raccolta degli articoli pubblicati sul Corriere della Sera), 1971
Rapporto sugli uomini, 1978

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Raccolte di opere

L'edizione di Tutte le opere nella collana "I classici contemporanei italiani" di Mondadori, Milano, 1958-66, comprende:
I. Poesia e fantasia, con prefazione di Piero Bargellini, 1958
- Poesia in versi
- Poesia in prosa
- Fantasia
II. Filosofia e letteratura, 1961
- Il crepuscolo dei filosofi. Kant, Hegel, Schopenhauer, Comte, Spencer, Nietzsche (1906)
- L'altra metà. Saggio di filosofia mefistofelica (1911)
- Pragmatismo (1903-11) 1913)
- Filosofi italiani
- Filosofi stranieri
- L'esperienza futurista (1913-14) (1919)
- Eresie letterarie (1905-28) (1932)
- Nuove eresie
- Spunti e appunti
- La teoria psicologica della previsione (1902)
- Al di là della vita ("Leonardo", 29 marzo 1903)
- La filosofia che muore ("Leonardo", 10 novembre 1903)
- Risposta a Benedetto Croce ("Leonardo", giugno-agosto 1905)
- Herbert Spencer
- Marta e Maria (dalla contemplazione all'azione) ("Leonardo", marzo 1904)
- Les extrèmes de l'activité théorique (1905)
- La coltura italiana (introduzione) (1906)
- Franche spiegazioni (a proposito di Rinascenza Spirituale e di Occultismo) ("Leonardo", aprile-giugno 1907)
- L'importanza di Schopenhauer
- La vita d'Ignoto
III. Dante e Michelangiolo, 1961
- Dante vivo (1932)
- Miscellanea
- Vita di Michelangiolo nella vita del suo tempo (1949)
- Miscellanea
- Appendice
IV. Scrittori e artisti, 1959
- L'aurora della letteratura italiana (1954)
- Scrittori italiani (dal Petrarca al Pascoli)
- Giosuè Carducci
-   L'uomo Carducci (1917)
-   Carducci alma sdegnosa (1933)
-   Grandezze di Carducci (1935)
- Scrittori italiani (i contemporanei)
- Scrittori stranieri
- Artisti
- Appendice
V. Cristo e santi, 1962
- La storia di Cristo (1921)
- I testimoni della Passione. Sette leggende evangeliche (1938)
- Da Cristo a Cristo
- Frammenti
- Sant'Agostino (1929)
- Campioni di Cristo
VI. Testimonianze e polemiche religiose, 1960
- Dove mettete la morale?
- Polemiche religiose (1908-14)
- Pagine polemiche e apologetiche
- Intermezzo
- Testimoni della fede
- Lettere di Papa Celestino VI (1946)
- Schegge di religione
- Il diavolo. Appunti per una futura diabologia (1953)
VII. Prose morali, 1959
- Prose di risveglio e di assalto
- Il diario di Gog
- Lezioni ed esperienze di vita
VIII. Politica e civiltà, 1963
- Politica
-   Scritti sparsi (11 articoli)
-   L'animale politico (raccolta del 1938 non pubblicata, comprendente 14 articoli)
-   La paga del sabato (1915) (raccolta di 31 articoli)
-   Mittel-Europa ed Europa Occidentale (articolo da "Il Tempo", 18 giugno 1918)
-   Italia mia (1939) (raccolta di 8 scritti)
-   Razzia dei razzisti (articolo da "Il Frontespizio" del dicembre 1934)
-   Tiberio (articolo da "La Nuova Antologia" del gennaio 1934)
-   Cesare e Augusto scrittori (articolo da "Quadrivio" dell'agosto 1938)
-   Il pensiero di Napoleone (articolo da "La Stampa", 22 marzo 1912)
-   Schegge politiche (7 scritti)
- Civiltà
-   Saggi sul Rinascimento (7 scritti)
-   Civiltà fiorentina (6 scritti)
-   La Toscana e la filosofia italiana (conferenza del 1911)
-   Popoli e Città (20 scritti e 10 frammenti)
-   Persone e personaggi (12 scritti)
- Appendice alla parte prima (33 articoli)
- Appendice alla parte seconda (10 articoli)
IX. Autoritratti e ritratti, 1962
- Un uomo finito (1913)
- Sverze di una vita
- La seconda nascita (1958, ma scritto nel 1923)
- Figure umane (1940)
- Passato remoto (1948)
- Appendice (prefazioni)
X. Scritti postumi
- vol. 1. Giudizio universale, 1966
- vol. 2. Pagine di diario e di appunti, 1966
L'edizione di Opere ne "I Meridiani", a cura di Luigi Baldacci e Giuseppe Nicoletti, ivi, 1977, comprende:
Sul Pragmatismo (1903-11) 1913)
Un uomo finito (1913)
L'esperienza futurista (1913-14) (1919)
Da Il crepuscolo dei filosofi (1905)
Da Ventiquattro cervelli (1913)
Da Stroncature (1916)
Da Ritratti italiani (1904-31) (1932)
Da Eresie letterarie (1905-28) (1932)

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Carteggi

con Corrado Govoni, in "La Fiera Letteraria", 12 febbraio 1961
con Giuseppe Prezzolini, Storia di un'amicizia, vol. I: 1920-24 e vol. II: 1925-56, Vallecchi, Firenze 1966-68
con Pietro Pancrazi, Le ombre di Parnaso,introduzione di Silvio Ramat,Vallecchi, Firenze 1973
con Olga Signorelli, Carteggio Papini Signorelli, prefazione di Maria Signorelli, Quaderni dell'Osservatore, Milano 1979
con Antonio Baldini, Carteggio 1911-54,a cura di Marta Bruscia, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1984
con Domenico Giuliotti, Carteggio, vol. I: 1: 1913-1927, vol. II: 1928-39, vol. III: 1940-55, a cura di Nello e Paolo Vian, prefazione di Carlo Bo, Edizioni di storia e letteratura, Roma 1984-89-91 con Attilio Vallecchi, Carteggio 1914-41, a cura di Mario Gozzini, premessa di Giorgio Luti,Vallecchi, Firenze 1984
con Armando Spadini, Carteggio 1904-25, a cura di Pasqualina Spadini Debenedetti e Vanni Scheiwiller, All'insegna del pesce d'oro, Milano 1984
con Sibilla Aleramo, Lettere Papini-Aleramo e altri inediti 1912-43 a cura di Annagiulia Dello Vicario, ESI, Napoli 1988
conGiuseppe De Luca, Carteggio, vol. I: 1922-29, a cura di Mario Picchi, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1985
con Ardengo Soffici, Carteggio, vol. I: 1903-08, vol. II: 1909-15, vol. III: 1916-18, vol. IV: 1919-56, a cura di Mario Richter Edizioni di storia e letteratura, Roma 1991-2002
con Roberto Assagioli, Carteggi 1904-74, a cura di Manuela Del Guercio Scotti e Alessandro Berti, Edizioni di storia e letteratura, Roma 1998
con Emilio Cecchi e Arturo Onofri, Carteggi Cecchi-Onofri-Papini (1912-1917), a cura di Carlo D'Alessio, Bompiani, Milano 2000
con Carlo Carrà, Il carteggio Carrà-Papini, a cura di Massimo Carrà, Skira, Milano 2001
con Mario Novaro, Carteggio 1906-43, a cura di Andrea Aveto, Edizioni di storia e letteratura, Roma 2002
con Barna Occhini, Carteggio 1932-56, a cura di Simonetta Bartolini, Edizioni di storia e letteratura, Roma 2002
con Giuseppe Prezzolini, Carteggio, vol. I: 1900-07. Dagli Uomini liberi alla fine del Leonardo, vol. II: 1908-15. Dalla nascita della Voce alla fine di Lacerba, vol. III: 1915-56. Dalla Grande Guerra al secondo dopoguerra, a cura di Sandro Gentili e Gloria Manghetti, Edizioni di storia e letteratura, Roma 2003-08-13
con Aldo Palazzeschi, Carteggio 1912-33, a cura di Stefania Alessandra Bottini, Edizioni di storia e letteratura, Roma 2006
con Roberto Ridolfi, Carteggio 1939-56, a cura di Anna Gravina, Edizioni di storia e letteratura, Roma 2006
con Piero Bargellini, Carteggio 1923-56, a cura di Maria Chiara Tarsi, Edizioni di storia e letteratura, Roma 2006

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Bibliografia

Renato Fondi, Un costruttore: Giovanni Papini, Firenze, Vallecchi, 1922
Roberto Ridolfi, Vita di Giovanni Papini, Milano, A. Mondadori, 1957 (nuova ed. Edizioni di Storia e Letteratura, 1996 - scheda libro)
Giuseppe Fantino, Saggio su Papini, Milano, Italia Letteraria, 1981
Giovanni Papini, L'inquietudine di un secolo, antologia a cura di Mauro Mazza, Roma, Volpe, 1981.
Lorenzo Righi, Giovanni Papini imperatore del nulla: 1881-1981, Firenze, Tip. Sbolci, 1981
Giovanni Frangini, Papini vivo, Palermo, Thule 1982
Paolo Bagnoli (a cura di), Giovanni Papini. L'uomo impossibile, Firenze, Sansoni 1982
Giovanni Papini nel centenario della nascita, Atti del Convegno a Palazzo Medici Riccardi, 4-6 febbraio 1982, Milano, Vita e Pensiero 1983
Giovanni Invitto, Un contrasto novecentesco: Giovanni Papini e la filosofia, Lecce, Ed. Milella 1984
Cesare Angelini, Uomini della «Voce», Milano, Scheiwiller, 1986
Francesca Petrocchi, Le avventure dell'anima: il Leonardo e il modernismo, Napoli, Loffredo 1987
Fulvio Fabbroni, Il demiurgo impossibile, Firenze, Atheneum, 1991
Gino Malaspina, Dell'Uomo finito di G. Papini: rilettura e considerazioni, Trento, Alcione, 1991
Francesco Di Felice, Itinerario di una conversione, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1993
Carmine Di Biase, Giovanni Papini. L'anima intera, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1999
Andrea Cecconi (a cura di), Papini - Balducci un incontro difficile, 1945-1948, Firenze, Libreria Chiari, 2002 (vi si ricostruisce la stagione dei contatti con Ernesto Balducci).
Piero Buscioni, Giovanni Papini, in "il Fuoco", Firenze, Polistampa, giugno-agosto 2003.
Vincenzo Arnone, Papini, un uomo infinito, Padova, Messaggero,2005.
Alberto Castaldini, Giovanni Papini: la reazione alla modernità, Firenze, Leo S. Olschki, 2006.
G. Prezzolini - A. Soffici, Addio a Papini, a cura di M. Attucci e L. Corsetti, Poggio a Caiano - Prato, Associazione Culturale "Ardengo Soffici" - Pentalinea, 2006.
Bibliografia degli scritti di Giovanni Papini, a cura di Andrea Aveto e Janvier Lovreglio, Edizioni di storia e letteratura, 2006
Giona Tuccini, Spiriti cercanti. Mistica e santità in Boine e Papini, Urbino, Quattroventi, 2007
Giona Tuccini, Voce del silenzio, luce sul sentiero. Di altre pagine mistiche tra Italia e Spagna, Urbino, Quattroventi, 2008
Dilvo Lotti, La giornata di Giovanni Papini a San Miniato, San Miniato, Edizioni del Bellorino
Antonino Di Giovanni, Giovanni Papini. Dalla filosofia dilettante al diletto della filosofia, Roma-Acireale, Bonanno, 2009

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera

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