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Lucio Mastronardi
(✶1930   †1979)

Lucio Mastronardi (Vigevano, 28 giugno 1930 – Vigevano, 29 aprile 1979) è stato uno scrittore e insegnante italiano.

Nato da madre lombarda, maestra elementare, e da padre abruzzese di Cupello (Chieti), ispettore scolastico messo anticipatamente a riposo per le sue idee politiche dal Ministero della Pubblica Istruzione.

A causa del carattere spigoloso e poco incline alla disciplina, il percorso scolastico del giovane Mastronardi risulta difficoltoso; dopo varie vicissitudini e una momentanea iscrizione al Ginnasio Cairoli di Vigevano passa alle magistrali e consegue da privatista il diploma di maestro elementare.

Mastronardi insegna per un breve periodo in forma precaria come supplente nella scuola carceraria di Vigevano, nel 1955 diventa insegnante di ruolo con incarichi nelle scuole elementari prima a Casorate Primo e poi a Vigevano.

Raggiunta con il lavoro fisso di maestro una tranquillità economica, Mastronardi si dedica con entusiasmo a scrivere di narrativa, nella quale intimamente si sente più appagato, e nelle pagine dell'"Informatore Vigevanese" gli viene pubblicato Quattro racconti.

Intanto inizia a scrivere le bozze del suo primo romanzo. Conosce Elio Vittorini il quale vede nel giovane Lucio ottime qualità di narratore, incoraggiandolo a proseguire la stesura del romanzo Il calzolaio di Vigevano, che viene poi pubblicato nel 1959 sul primo numero de Il Menabò, rivista letteraria a circolazione ristretta per addetti ai lavori che procura a Mastronardi attenzione e considerazione dalla critica; si ricorda in particolare una favorevole recensione di Eugenio Montale sul Corriere della Sera del 31 luglio 1959.

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Il romanzo, ripreso in seguito e pubblicato per la casa editrice Einaudi nella collana i Coralli, è il primo di tre libri di una trilogia vigevanese; seguiranno Il maestro di Vigevano finito di scrivere nel 1960 e pubblicato due anni dopo grazie alle referenze di Italo Calvino, e Il meridionale di Vigevano terminato nel 1963 e pubblicato nel 1964.

Così scrive Italo Calvino a Mastronardi sul Maestro di Vigevano:

«È un libro fuori dal comune, con una forza poetica dentro, una forza di disperazione, una visione assolutamente nera dell'umanità, che riesce a diventare visione poetica. Lo pubblicheremo senz'altro e sarà un avvenimento»

Le storie ben delineate, il ritratto crudele e spietato della "capitale della calzatura" inserite in seguito nella sceneggiatura del film Il maestro di Vigevano di Elio Petri (1963) con Alberto Sordi suscitarono polemiche molte accese, non solo in ambito locale, e qualcuno con un po' di cattiveria mista a un crudo realismo, trovando delle affinità caratteriali con i personaggi di Giovanni Verga, definì la trilogia i Malavoglia del boom economico italiano.

Mastronardi inizia una proficua collaborazione con il quotidiano l'Unità, ma la notorietà e la grande considerazione della critica, non vanno di pari passo con il suo instabile e suscettibile carattere, molto litigioso; in uno dei suoi spostamenti con il treno litiga con un ferroviere, viene arrestato e condannato a due anni di manicomio criminale in contumacia.

In seguito trasferito ad Abbiategrasso, dispensato dall'insegnamento, relegato a un lavoro non molto soddisfacente di segreteria, chiede, e viene subito accontentato, di essere trasferito come bibliotecario a Milano.

L'arrivo a Milano sembra giovare alla sua instabilità emotiva, gli ritorna la voglia di scrivere e con la casa editrice Rizzoli pubblica il racconto La ballata del vecchio calzolaio (1969) e il suo ultimo romanzo, A casa tua ridono (1971); seguono la raccolta di racconti L'assicuratore (1975) e Gente di Vigevano (1977), che raccoglie i primi tre romanzi e due racconti estratti da L'assicuratore.

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Mastronardi, quando nel 1972 viene richiamato a insegnare di nuovo ad Abbiategrasso, innervosito, si scaglia con virulenza contro il direttore scolastico; il diverbio gli costa, dopo la denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale, la prigione: tre giorni nel carcere di San Vittore, quattro mesi con la condizionale, ma anche una profonda prostrazione che porta a peggiorare il suo già instabile equilibrio mentale.

Nel 1974, dopo un periodo di lucidità dove aveva trovato il modo anche di sposare una collega, tenta il suicidio gettandosi dal balcone di casa, e nemmeno la nascita nel febbraio del 1975 della figlia riesce a dare un valore alla sua vita e placare il senso d'inquietudine che lo perseguita.

Mastronardi viene ricoverato al Policlinico di Pavia nel dicembre 1978 e dopo aver appreso di una diagnosi di neoplasia polmonare, si allontana disperato quasi fuggendo dall'ospedale; il 4 gennaio 1979 fa pervenire una lettera alla Rizzoli, nella quale informava la casa editrice di aver terminato la stesura di un romanzo, mai ritrovato e rimasto fino a oggi inedito.

La mattina del 24 aprile 1979 esce per una passeggiata, ma non ritorna a casa: alcuni testimoni affermano di aver visto lo scrittore passeggiare avanti e indietro sul ponte del Ticino, le ricerche si focalizzano sul fiume e la domenica dopo il 29 aprile, il suo corpo esanime venne ritrovato sul greto del fiume da un pescatore.

La sorella Letizia fece pubblicare sul Corriere della Sera il seguente necrologio:

«Riposa finalmente nella sua terra di Vigevano Lucio Mastronardi. Il suo spirito vive nel dialetto, nell'animo fiero delle donne di Vigevano, nei cieli del suo Ticino.»

Opere principali


Narrativa

II calzolaio di Vigevano, Torino, 1962;
Il maestro di Vigevano, Torino, 1962;
Il meridionale di Vigevano, Torino, 1964;
A casa tua ridono, Milano, 1971;
L'assicuratore, Milano, 1975.

Bibliografia

Riccardo De Gennaro, La rivolta impossibile. Vita di Lucio Mastronardi, Ediesse, 2012

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera

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