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Luigi Tansillo
(✶1510   †1568)

«Mio Padre a Nola, io a Venosa nacqui,
L'una origin mi diè, l'altra la cuna,
E che ne' versi miei talor non tacqui.
È nobil patria l'una e l'altra; e l'una
E l'altra un tempo fu possente e grande;
Ma così regge il mondo la fortuna»

Luigi Tansillo (Venosa, 1510 – Teano, 1º dicembre 1568) è stato un poeta italiano, di ispirazione petrarchesca e premarinista.

Visse i suoi primi anni a Nola, dove poi fece spesso ritorno durante tutta la sua vita, componendovi alcune delle sue opere più valide e che, lui nato da padre nolano provvisoriamente stabilitosi a Venosa, considerò sempre la sua patria di elezione ("la sua nobil patria"). Nel 1536 fu al servizio militare di Pietro di Toledo, Marchese di Villafranca, viceré di Napoli per volere di Carlo V e nel 1540 entrò a far parte dell'Accademia degli Umidi.

La sua opera giovanile Il vendemmiatore (conosciuta anche precedentemente con il nome di Stanze di coltura sopra gli orti delle donne) carme in ottave rime di natura licenziosa, che fu poi messa all'Indice, composta da circa 160 stanze ove si celano sotto metafore diverse oscenità. Quet'opera fu composta intorno al 1534, si presume in autunno, indirizzata a Jacopo Carafa, nobile napoletano, e pubblicata lo stesso anno contro il divieto dello stesso Tansillo (In ogni terra fuori di quella nostra, dove queste mie rime fussero portate, perderebbono la lor grazia , se pur n'hanno qualche parte; e tanto più, venendo elle in mano di tale, che non sapesse l'usanza di questo paese a questi tempi).

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Con il poema le Lagrime di s. Pietro il Tansillo si riscattò ottenendo successivamente il perdono del Papa Paolo IV e degli Inquisitori. La sua prima commedia pastorale fu il Tirsi, rappresentata in Sicilia alle feste che García Álvarez de Toledo y Osorio, viceré di Catalogna e di Sicilia, successivamente sposò Vittoria Colonna, sotto il regno di Filippo II di Spagna, tenne per una sua pretesa sposa.

Ebbe l'elogio di Torquato Tasso che lo definì uno dei migliori poeti italiani del Cinquecento, paragonandolo a Angelo di Costanzo e a Bernardino Rota. Addirittura lo Stigliani lo considerò poeta superiore anche al Petrarca. Il Caro lo tenne per rarissimo ingegno, desiderando di far la sua conoscenza in Roma. Il critico francese Adrien Baillet ne loda le liriche Il vendemmiatore e Lagrime di s. Pietro, quest'ultima ebbe anche le lodi, nonché la traduzione in francese, del famoso François de Malherbe. Cervantes nel capitolo 33 della prima parte del Don Chisciotte cita un'intera ottava (tradotta in spagnolo) del poema le Lagrime di s. Pietro.

Nel 1551 militò al servizio di Don Garcia, figlio del viceré di Napoli, Pietro di Toledo, nell'impresa di Tunisi.Tansillo si occupò poi di agronomia, con l'opera Il podere, poema in terzine, ampiamente ispirato a Columella con precise osservazioni sulla scelta di una tenuta agricola, e con osservazioni valide anche dal punto di vista economico ed agrario, recuperando il genere georgico-didascalico e rimasto inedito fino al 1767 quando venne ricopiato con La balia, un poema in cui raccomanda alle donne di allattare la propria prole, da Giovanni Lanza e pubblicato nel 1769 in Torino dalla Stamperia Reale.

Il Marchese di Villarosa, discendente di quel Carlo Antonio de Rosa, pubblicò in Napoli nel 1820 alcuni Capitoli del poeta e così fecero Bartolomeo Gamba nel 1832 e nel 1833, e Francesco Gambale, il fratello del pittore Enrico Gamba, oppure il disegnatore(il link puntava a quest'ultimo] nel 1834 pubblicandoli in Venezia. Scipione Volpicella, che curò presso la biblioteca di Napoli tutte le opere del Tansillo, pubblicò, con note, i Capitoli giocosi e satirici, editi ed inediti in Napoli nel 1870.

Nel 1601 presso l'editore Giorgio Greco di Vicenza furono date alle stampe tre commedie in prosa a nome del Tanzillo, Il finto, Il cavallerizzo e Il sofista e tutte dedicate a Pier Capponi da Jacopo Doronetti che le fece pubblicare. Ma sia lo Stigliani che il Crescimbeni si accorsero che le tre commedie erano state camuffate e storpiate ed appartenenti a Pietro Aretino, rispettivamente sotto i titoli di l'Ipocrita, il Marescalco e il Filosofo.

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Opere

I due pellegrini (1530)
Il vendemmiatore (1532 – 1534)
Stanze a Bernardino Martirano (1540)
Clorida (1547)
La Balia (1552)
Il podere (1560)
Le lagrime di San Pietro (1585), successivamente tradotto in lingua spagnola
Liriche
Il canzoniere

Edizioni di opere

Luigi Tansillo, Poesie, (volume che comprende: i Sonetti, le Canzoni, i Madrigali, le Terzine, le Stanze, un'Egloga, e i Capitoli formati dai due poemetti II podere e La bàlia), Londra 1769.
Luigi Tansillo, Il cavallerizzo, commedia in prosa, Giorgio Greco, Vicenza 1601. (da attribuire a Pietro Aretino)
Luigi Tansillo, Il sofista, commedia in prosa, Giorgio Greco, Vicenza 1601. (da attribuire a Pietro Aretino)
Luigi Tansillo, Il finto, commedia in prosa, Giorgio Greco, Vicenza 1601. (da attribuire a Pietro Aretino)

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Bibliografia

Francesco Ambrosoli, Manuale della Letteratura Italiana, seconda edizione ricorretta e accresciuta dall'autore, Vol. II, Firenze, G.Barbèra Editore, 1863
Lagrime di San Pietro
Ciro Rubino, Storia di Nola (dalle origini ai giorni nostri), I.G.E. I. Napoli,1991
Pietro Mazzamuto, Luigi Tansillo in AA.VV. Letteratura italiana, I Minori, Milano Marzorati,1961
Ettore Bonora, Luigi Tansillo in Storia della letteratura italiana, vol. IV Milano-Garzanti 1966
Giorgio Petrocchi, Tansillo e il petrarchismo napoletano in I fantasmi di Tancredi, Caltanissetta-Roma, Sciascia 1972
Lirici del cinquecento a cura di Daniele Ponchiroli e Guido Davico Bonino, Torino, Utet 1976
Francesco Fiorentino, Poesie edite ed inedite di Luigi Tansillo, Editore Domenico Morano, Napoli.
Giambattista Zappata, Lezione di un accademico intrepido sopra un sonetto di Luigi Tansillo, Silvestro Dibed, Colonia 1714.
Carlo Antonio de Rosa, Ritratti poetici di uomini di lettere antichi e moderni del regno di Napoli, stamperia e cartiera del Fibreno, Napoli 1834.

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera

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