Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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Psicologhi o psicologi?


Ci dispiace immensamente di dover parlare sempre male di alcuni vocabolari (tra questi anche quelli così detti prestigiosi), anche perché conosciamo benissimo la fatica che comporta la loro compilazione.
Ma sappiamo altrettanto bene che i fruitori hanno bisogno di notizie chiare, precise e non debbono essere ingannati da certi dizionari che riportano i famosi ma anche o o... come nel caso del plurale dei nomi in -logo: psicologi o psicologhi.
Come dicevamo alcuni vocabolari ammettono entrambe le forme: -gi e -ghi. L'estensore di queste noterelle non è assolutamente d'accordo, una regola ci sarebbe e andrebbe rispettata. Per non aggiungere confusione a confusione, tralasciamo i sostantivi in -logo e occupiamoci di quelli in "-co" e in "-go" (tra questi ultimi sono compresi anche quelli in -logo).
Vediamo, dunque. Se i predetti sostantivi hanno l'accentazione sulla terzultima sillaba (accento che si legge ma non si segna), ossia se sono parole sdrucciole, faranno il plurale in -ci e in -gi: canonico, canonici; astrologo, astrologi; psicologo, psicologi.
Se, invece, sono parole piane, se hanno, cioè, l'accento sulla penultima sillaba, faranno il plurale in -chi e in -ghi: buco, buchi; mago, maghi.
Non mancano, naturalmente, delle eccezioni a questa regola, basti pensare ad amico che, pur essendo una parola piana, fa il plurale amici e non amichi; oppure a valico che fa valichi e non valici.
Abbiamo voluto mettere in evidenza la possibilità di una regola, che nella maggior parte dei casi può funzionare. I vocabolari dovrebbero essere tutti concordi, quindi; rispettando questa regola darebbero alla lingua quella omogeneità di cui abbisogna.
In casi di dubbi, amici, consultate più vocabolari: se tre su quattro sono concordi sarete sicuri di non incorrere in madornali errori.


09-03-2020 — Autore: Fausto Raso

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