Ridursi alle porte coi sassi

Questo modo di dire — senza ombra di dubbio poco conosciuto fuori della Toscana — è stato messo in atto da ciascuno di noi, sia pure inconsapevolmente, almeno una volta nella nostra vita. Siamo sicuri, infatti, che qualche volta ci è capitato di esserci ridotti all'ultimo momento nello sbrigare una faccenda, tanto che siamo stati costretti a farla in fretta (e male) per il pochissimo tempo disponibile. Ridursi alle porte coi sassi significa, insomma, “fare ogni cosa all'ultimo momento".

Così spiega quest'espressione il lessicografo fiorentino Pietro Giacchi:

«È un proverbio tutto fiorentino da ciò: gli abitatori di Firenze, specialmente quelli vicini alle porte, uscivano di
città sulla sera d'estate per godere il fresco ad aria più aperta. Alla un'ora si serravano le porte; ed il gabellotto, per risparmiare la crazia (moneta d'argento e di rame del valore di cinque quattrini, coniata all'epoca del granducato di Toscana, NdR) a chi era di fuori, avvertiva della chiusura battendo con un sasso sopra un'imposta della porta medesima. E quelli allora per essere a tempo se la davano a gambe
».

Potete asserire, cortesi lettori, di non esservi mai trovati in simili circostanze?
Chi scrive, francamente, no.

01-02-2021 — Autore: Fausto Raso