Omaggio 

In questo periodo l’ omaggio , infatti, è particolarmente di moda, soprattutto presso i commercianti che, per farsi pubblicità, sogliono omaggiare i propri clienti. Cos’è, dunque, questo omaggio ?
Il termine, intanto, non è schiettamente italiano ma francese: hommage, derivato da homme, a sua volta tratto dal… latino homo.
Nel Medio Evo venne chiamato omaggio l’atto con il quale il vassallo o il feudatario poneva le proprie mani distese e giunte fra la destra e la sinistra del suo signore, davanti a lui, a capo scoperto, dichiarandosi uomo (homme) di suo tenimento , cioè servo a lui fedele e obbligandosi, soprattutto, al servizio militare.
Per estensione il vocabolo ha acquisito, in seguito, l’accezione di rispetto, di onore, di stima e coloro che intendono manifestare questa stima, questo onore, offrono, per l’appunto, un omaggio, cioè un dono.
Per i vocabolari, infatti, l’omaggio è ciò che viene offerto gratuitamente, in dono, per motivi specialmente pubblicitari.
Ma attenzione amici nell’omaggiare, cioè nell’ossequiare, perché come fa notare Abate Galiani nelle Lettere, « nel fare una profonda riverenza a qualcuno, si volta sempre le spalle a qualche altro ».

27-02-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Spopolare

Ci scrive Rolando V. da Trieste: « Gentilissimo Prof. Raso, la seguo da tempo immemorabile nei suoi percorsi linguistici che non hanno pari in altri blog sulla lingua italiana. Le scrivo per una curiosità. Come mai si usa il verbo “spopolare” nel significato di “avere successo”? Si dice, infatti, che quel tale attore ha spopolato quando ottiene un grande riconoscimento. Spopolare non significa — stando all’etimologia — “rendere un luogo privo di popolazione”? La paura del sisma ha spopolato il paese. Come si spiega questo passaggio semantico del verbo? Grazie ».

Cortese Rolando, ha ragione, spopolare significa sottrarre il popolo , quindi privare di popolazione. In senso figurato tuttavia, e familiarmente, ha anche l’accezione di ottenere un successo straordinario ; da non adoperare, però, in uno scritto sorvegliato.

Per il mutamento di significato le faccio rispondere dal linguista Ottorino Pianigiani, clicchi sul collegamento in calce:

Etimo.it - spopolare

24-02-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Cavare

Ci scrive Marco T. da Ravenna: « Gentile dott. Raso, il verbo “cavare” — come sappiamo — significa “estrarre”, “tirar fuori” e simili: cavare le patate dalla terra. Mi piacerebbe sapere come si è giunti dal significato di “estrarre” a quello di “uscire da una situazione difficile”, “ottenere un certo successo”, “riuscire in qualcosa”: Giulio, in quell’occasione, se l’è cavata egregiamente. Grazie e distinti saluti ».
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Cortese Marco, la risposta è semplicissima. Il verbo cavare nelle accezioni da lei indicate è adoperato figuratamente. Chi se la cava si tira fuori da una situazione difficile.

Ecco anche ciò che dice il “Treccani”: «...nella forma cavarsela, uscire con poco danno da un pericolo, da una malattia, superare alla meglio una prova difficile, o riuscire a sbrogliarsi in qualche difficoltà: ha avuto una polmonite e se l’è cavata per miracolo; ho sostenuto l’esame e spero di essermela cavata; il francese non lo conosco perfettamente, ma, per farmi capire, me la cavo...».

23-02-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink