Assorbire e calcolare

A nostro modo di vedere, questi due verbi non vengono quasi mai adoperati a dovere. Cominciamo con calcolare , il cui significato proprio è fare i conti, i calcoli (i latini usavano i sassolini, i calcoli per fare i.... calcoli; di qui il verbo).
Spesso si usa col significato di stimare, valutare, considerare, soppesare, pensare e simili: partiamo domani mattina alle sei e calcoliamo di essere da te entro un’ora e mezzo. Un costrutto simile è un francesismo, e in buona lingua italiana — a nostro avviso — è da evitare.
Lo stesso discorso per quanto riguarda il verbo contare: conto su di te. Molto meglio: faccio affidamento su di te.
E veniamo al verbo assorbire il cui significato principe è inghiottire liquidi ( Etimo.it — assorbire). Nell’uso corrente si adopera nel senso di portar via, consumare, prendere, esaurire, impegnare e simili: non posso uscire perché il lavoro mi assorbe tutto il pomeriggio. È un uso improprio del verbo. Si dirà, più appropriatamente: il lavoro mi impegna tutto il pomeriggio.
Per quanto riguarda la coniugazione può prendere o no l’infisso -isc- : assorbo e assorbisco. Ha due participi passati: assorbito e assorto. Quest’ultimo di uso raro, però.

06-02-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Assitare

Ancora una parola, o meglio, un verbo da salvare perché in via di estinzione: assitare.

È un denominale provenendo dal sostantivo sito ( odore , di origine toscana) e significa sentire l’odore, scoprire il fiuto : il lupo ha assitato le pecore. Con uso estensivo impuzzolire : le sigarette hanno assitato l’ambiente.

03-02-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Assise

Sentiamo il parere del linguista Aldo Gabrielli:
Assise è sostantivo femminile plurale, il plurale di assisa , che significa seduta , e deriva dal participio passato del verbo assidersi , cioè da assiso.
L’uso di questa voce ci è giunta dal francese nella sua forma plurale, les assises, e il plurale si spiega col fatto che la parola non indicava l’assemblea in sé ma le sedute di un’assemblea nel loro complesso.
Termine squisitamente storico, questo plurale assise era fino a poco tempo fa riservato solo al linguaggio colto; era comune solo nell’espressione Corte d’assise , appunto per indicare il complesso delle sedute di una Corte penale durante l’anno giudiziario.
Entrato nell’uso di tutti i giorni attraverso i resoconti giornalistici, non è stato inteso come un normalissimo plurale di un nome singolare in -a (l’ assisa , le assise ), ma come il singolare di un nome in -e ; così si è cominciato a dire, e peggio ancora a stampare, l’assise socialista, la grande assise politica , e, trascinati dall’errore, ecco foggiarsi un plurale assisi , sì che oltre all’errore comunissimo di Corte d’assisi si sente spesso dire le assisi politiche democristiane ecc.
Attenti a non cadere in questo grossolano errore. Chi voglia usare questa solenne parola, la usi pure, ma senza sgrammaticare.

02-02-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink