Scaramazzo
Tra le parole della nostra lingua da salvare segnaliamo l’aggettivo scaramazzo , di etimologia non chiara. Significa che non è ben tondo, ma presenta protuberanze; sinonimo, quindi, di gibbosità. Si dice soprattutto delle perle non perfettamente tonde.
È “immortalato” in molti libri tra cui il vocabolario di Policarpo Petrocchi e quello degli Accademici della Crusca
L'ambasciatore
Chissà se i giovani che aspirano a una brillante carriera diplomatica sanno che, in origine, l’ambasciatore era un povero schiavo analfabeta (Etimo.it - ambasciata). Vediamo, in proposito, una nota di Enzo La Stella.
(Ambasciatore) Termine che, anche senza pensare alle feluche, evoca (noi diremmo meglio 'richiama', ndr) immagini ricche di importanti valenze politiche ed economiche e che sembrerebbe quindi illogico collegare con gente che non sapeva nemmeno scrivere; pure, ambactus(questa è la forma latina sotto cui ce lo ha tramandato Cesare) indicava presso i Galli lo schiavo più vicino al suo signore, che accompagnava in pace e in guerra e seguiva nell’ultimo viaggio, uccidendosi accanto al suo cadavere.
Gli elementi fiduciari e di riservatezza tipici dell’incarico hanno fatto sì che il titolo venisse gradualmente applicato ai messi dei sovrani e delle repubbliche, lasciando il nome di legato o nunzio, entrambi di trasparente origine latina, ai soli inviati della Santa Sede, notoriamente più tradizionalista.
Dottanza
Tra le parole della nostra amata lingua che andrebbero salvate metteremmo il sostantivo deverbale dottanza, vale a dire paura, dubbio, esitazione, timore e simili.
Il sostantivo non è schiettamente italiano provenendo dal provenzale doptar, che però è il latino dubitare.
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