Lamentare...

A proposito del verbo denominale lamentare, che propriamente significamanifestare dolore o dispiacere (Etimo.it - lamento) e che molto spesso è adoperato impropriamente, ci piace riportare quanto sostiene il linguista Luciano Satta.

«Ci sono tre morti e cinque feriti», non sarà bellissimo, ma sempre meglio di «Si lamentano tre morti e cinque feriti», ciò che istiga alla macabra osservazione che per i feriti può andar bene ma che i morti non possono lamentarsi.

Lasciamo dunque un poco in pace questo lamentare, battuta a parte; e lasciamolo in pace sia nel caso dei morti e dei feriti, sia quando il lamentare riguarda gli ingenti danni.

13-09-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Subire

Due parole su un verbo che — a nostro modesto modo di vedere — molto spesso è adoperato, soprattutto dai così detti mezzi d’informazione, a sproposito: subire.

Il significato proprio di questo verbo è sopportare, ricevere qualcosa di avverso, di sgradito: Giulio, finalmente, ha finito di subire le angherie di certi amici.

Ci viene da sorridere, quindi, quando sulla stampa leggiamo frasi tipo «la produzione ha subìto un leggero rialzo». Il rialzo si sopporta? Ancora. Visto il significato passivo del predetto verbo non si dica o si scriva subire passivamente.

Etimo.it - subire

12-09-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


La briffalda

Tra le parole da salvare della nostra lingua metteremmo briffalda, anche se di origine non schiettamente italiana, ma francese.  Chi è questa briffalda? È una donna di malaffare.

Ai nostri orecchi il termine sembra più gentile di prostituta, di meretrice e di peripatetica. Ottorino Pianigiani ci spiega come si è giunti dall’antico francese brifaut (ghiottone, avido) all’accezione di donna dai facili costumi:

Etimo.it - briffalda.

09-09-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink