Il resultamento
Ci scrive Giacomo F. da Frosinone: «Gentile Dott. Raso, mi sono imbattuto per caso nel suo meraviglioso e istruttivo sito: l’ho messo subito tra i preferiti. Lei rimane l’ultimo baluardo in difesa della nostra lingua, sempre più anglo-americannizzata e maltrattata da quelli che — per istituzione — dovrebbero dispensarla correttamente: gli organi di informazione. Ma vengo subito al dunque. Ho letto su un giornale locale il termine “resultamento”. È chiaro che il cronista intendeva dire “risultato”. Le domando se esiste questo vocabolo perché nei vocabolari che ho consultato non ne ho trovato traccia. Grazie se la mia richiesta sarà presa in considerazione».
Cortese amico, il vocabolo incriminato esiste, anche se arcaico. È un sostantivo deverbale, provenendo, appunto, dal verbo resultareo risultare.
I vocabolari, non tutti, lo registrano alla voce risultamento. Le copincollo ciò che riporta il “Treccani” in rete:
«risultaménto (meno com. *resultaménto*) s. m. [der. di risultare], ant. o raro.
Il fatto di risultare, e quanto è risultato».
Si trova anche nel Dizionario della lingua italiana dell’accademia della Crusca (1829): — Pagina 134
Per quanto attiene alla nascita clicchi su: Etimo.it - resultare
Un verbo adoperato malamente: uniformare
Il significato letterale del verbo denominale sopra citato è rendere di una medesima forma: sono stati uniformati tutti i moduli prestampati.
Molto spesso si adopera con il significato di adattare, conformare, accordare e simili: Giuliano si è conformato alle usanze della famiglia ospitante.
A nostro modesto avviso, anche se i vocabolari ci danno torto, è un uso improprio che in buona lingua è da evitare. La forma corretta è: Giuliano si è adattato alle usanze della famiglia ospitante.
Fare l'offerta di Caino
Il modo di dire si riferisce a una persona che fa un’offerta, un regalo esclusivamente per il proprio interesse (o per dovere), senza accompagnarlo con parole di... riconoscenza, di gratitudinee di stima. Fa, quindi, un dono sgradito e, molto spesso, inutile.
La locuzione sembra sia nata dall’interpretazione del passo della Genesi (IV, 3-6) dove si legge che Caino faceva a Dio offerte sgradite, diversamente da quanto faceva Abele, il fratello.
- Dizionario italiano
- Grammatica italiana
- Verbi Italiani
- Dizionario latino
- Dizionario greco antico
- Dizionario francese
- Dizionario inglese
- Dizionario tedesco
- Dizionario spagnolo
- Dizionario greco moderno
- Dizionario piemontese