Stare a sportello
Questo modo di dire, anche se desueto, dovrebbe esser noto ai lettori toscani, di Firenze in particolare. Ma che cosa significa? È presto detto: essere una persona che vale poco perché ha poco... giudizio. Ci affidiamo alle sapienti note di Pico Luri di Vassano, al secolo Ludovico Passarini, il principe dei modi di dire.
«Quanto talvolta sia difficile il rendere chiara ragione di un modo proverbiale, valga a dimostrarlo la spiegazione di questo data dal Cecchi e dal Fiacchi. Il Cecchi dice: “I giorni delle mezze feste a Firenze non si usa di aprir le botteghe affatto, né metter fuori le mercanzie, ma solo tenere aperto quell’uscio piccolo, che è nel legname che chiude la bottega, che si chiama sportello, onde quando uno vuol dire: io non son capace di questo negozio, si dice ’io ci sto a sportello” Il Fiacchi soggiunge: “Par che significhi esser men che mediocre; e press’a poco equivale a stare a pigione (...)”. A me pare che spieghi un po’ meglio il Fiacchi, e quel press’a poco me ne persuade. Il modo ’stare a pigione’ significa figuratamente ’non valere affatto’, cioè non esser padrone della cosa, come quegli che sta in un luogo non suo proprio (...). Credo che ’stare a sportello’ significhi valer poco sì, ma pur valer qualche cosa».
Lubrico
La pronuncia corretta di questo aggettivo, che significa sdrucciolevole, è sdrucciola, con l’accento sulla ù, non piana, come si sente spesso nei notiziari radiotelevisivi. Si può sentire la dizione corretta cliccando su Dizionario RAI.it
21-01-2016 Autore: Fausto Raso permalinkFebbre influenzale
Giovanni S, da Priverno (LT) ci scrive: «Gentile dott. Raso, in questi giorni non si fa altro che parlare di febbre dovuta all’influenza A. Mi piacerebbe conoscere l’origine, linguistica naturalmente, di questa febbre. La ringrazio in anticipo se avrà la bontà di soddisfare la mia richiesta. Con viva cordialità».
Cortese Giovanni, l’accontento subito. È il latino febre(m). Per maggiori dettagli la rimando a questo collegamento: Etimo.it - febbre;
Aggiungo che i nostri antenati Latini ritenevano responsabile della febbre una dea, chiamata, per l’appunto, Febris.
A lei avevano dedicato tre templi; in uno di questi, situato sul colle Palatino, i devoti, per scongiurare i suoi strali febbrili, lasciavano offerte votive che erano, per lo più, rimedi e farmachi vari contro la... febbre.
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