Io evàporo? No, evapóro
Due parole sulla giusta ortoepìa del verbo evaporare che — contrariamente all’uso comune — deve avere l’accentazione piana nella prima persona del presente indicativo (evapóro), non sdrucciola (evàporo). Perché?
Semplice: essendo un verbo denominale, vale a dire un verbo derivato da un nome (sostantivo), deve mantenere la medesima dizione del sostantivo dal quale deriva, nel caso specifico vapóre.
Quindi: io evapóro, non evàporo. Lo stesso discorso per quanto attiene al verbo valutare.
Dizionario RAI.it - evaporare
Dizionario RAI.it - valutare
Portafogli e portafoglio
Consigliamo a coloro che amano il bel parlare e il bello scrivere di non adoperare i due termini indifferentemente.
Si adoperi il primo sostantivo per indicare la custodia di pelle in cui riporre i documenti e le banconote; si usi il secondo termine, invece, per designare la funzione di un ministro che, pur nel governo, non è titolare di un dicastero particolare: ministro senza portafoglio (non portafogli).
Il nostro, ripetiamo, è un consiglio perché i due termini, nell’uso, sono l’uno sinonimo dell’altro come si evince cliccando su portafoglio Dizionari Repubblica.it - portafoglio
Impreziosire...
Capita spesso di sentire nei servizi radiotelevisivi che si occupano di moda frasi del tipo: «L’abito della signora X era impreziosito da bottoni d’oro».
Quella preposizione da è tremendamente errata (anche se alcuni vocabolari la tollerano) e deve essere sostituita con... con. Perché?
Perché impreziosire significa rendere prezioso e un abito con cosa si impreziosisce (si rende prezioso)? Con i bottoni d’oro. Impreziosire, insomma, si costruisce con la preposizione con.
Dizionari Repubblica.it - impreziosire
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