Io partisco
Il verbo partire ha due significati distinti — e rispondiamo al cortese lettore Lucio O. di Reggio Emilia — con due distinti ausiliari.
Il primo significato, e più conosciuto, è quello di andarsene, allontanarsi da un luogo e simili.
Il secondo, meno conosciuto, è quello di dividere, separare, allontanare e simili. In questo caso l’ausiliare è avere e si coniuga con la forma incoativa in sco: io partisco.
Non si meravigli, quindi, gentile Lucio, se i suoi colleghi d’ufficio dicono che si partiscono la vincita al lotto.
Arricchire...
Alcune persone — anche quelle la cui cultura linguistica è insospettabile — fanno seguire il verbo arricchire dalla preposizione da: È un bel libro arricchito da pregevoli fotografie. È un uso improprio, anzi errato e in buona lingua italiana è da evitare.
Il verbo in questione quando significa aumentare, incrementare, migliorare e simili si costruisce con le preposizioni di o con: il libro è arricchito di (con) pregevoli fotografie. Vediamo cosa dice, in proposito, il Treccani in linea:
«arricchire
[der. di /ricco/, col pref. /a—/¹] (/io arricchisco/, /tu arricchisci/, ecc.).
v. tr.
1. Far diventar ricco: /a. la propria famiglia/; /a. l'erario/.
2. (/estens/.) Rendere più ricco, accrescere con aggiunte, anche con le prep. /con/, /di/ del secondo arg.: /a. la biblioteca con/ (o /di/)/ nuovi libri/; /a. le proprie cognizioni/.
3. (/industr/.) Aumentare la proporzione di un elemento o di un composto che è già presente in una soluzione, in una miscela, ecc.
v. intr. (aus. /essere/) e arricchirsi v. rifl.
Diventare ricco, anche con la prep. /con/: /a. a danno dei poveri/; /s'è arricchito col commercio/.
v. intr. pron.
Diventare più ricco di qualcosa, con la prep. /di/ o assol.: /la lingua si arricchisce continuamente/ (/di nuovi vocaboli/).
? Part. pass. arricchito, anche agg. e s. m. (v.)».
È lo stesso caso, insomma, del verbo corredare che si costruisce con la preposizione di: il libro è corredato di belle fotografie e di un’interessante biografia dell’autore.
Collisione? Litigio
Sì, lo confessiamo apertamente: eravamo convinti che la collisione non avesse nulla che fare con il litigio. Ci sbagliavamo e la scoperta l’abbiamo fatta assistendo a una lite tra automobilisti: «È stato lei a non darmi la precedenza e la sua auto è venuta in collusione con la mia!». Chiaramente l’automobilista avrebbe dovuto dire in collisione. Il tarlo del dubbio, però, ci corrodeva e giunti a casa abbiamo acceso il computer collegandoci al sito della Treccani per vedere se i due termini (collisione e collusione) fossero sinonimi e abbiamo scoperto, invece, che in senso figurato la collisione è sinonimo di litigio, contrasto, conflitto e simili.
Dal Treccani in rete:
«collisione /kol:i'zjone/
s. f. [dal lat. tardo /collisio —onis/, der. di /collidere/ "collidere"].
1. Scontro, urto tra due corpi in movimento: /rotta di c/., rotta che porta una nave a collidere con un'altra nave, anche fig., differenza di orientamento, che può produrre un conflitto.
2. (/fis/.) Ogni fenomeno di interazione cui consegua uno scambio di energia tra le particelle (molecole, atomi, ioni) interagenti.
3. (/fig/.) Contrasto, lite, conflitto: /c. tra due soci/».
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