Tenaglie, tenente, tenore...
È interessante vedere come alcune parole dal significato completamente diverso siano figlie di uno stesso padre, il verbo tenere: tenaglia (o tanaglia, arnese adoperato per lo più nella forma plurale), tenace, tenente, tenore. I primi due sono di significato intuitivo, gli ultimi due abbisognano – a nostro avviso – di una spiegazione.
Il tenente è la forma abbreviata di luogotenente, vale a dire «colui che tiene il luogo, che fa le veci del comandante»; il tenore sta per mantenimento, continuazione (tenore di vita, per esempio) ma si dice anche di un cantante che riesce a mantenere, a tenere la voce alta, acuta.
I detrattori della scienza etimologica sono serviti.
Metro cubo o metro cubico?
Secondo alcuni sacri testi entrambe le forme sono corrette. A nostro avviso la sola forma corretta è metro cubo: cinque metri cubi.
Il metro cubo è un’unità di misura di volume, pari a un cubo che ha lo spigolo di un metro. Donde salta fuori quel cubico?
Lo stesso discorso per metro quadrato. Non si dica, quindi, cinque metri quadri (come si sente e si legge spesso) ma cinque metri quadrati.
L'interditore
Se, per ipotesi, tra le varie leggi e leggine se ne varasse una che interdicesse le persone con scarsissima padronanza delle lingua (italiana) dallo scrivere – vogliamo peccare di presunzione – moltissime penne della carta stampata (e no) dovrebbero cambiare mestiere. Sì, proprio così.
Siamo rimasti interdetti nel leggere su un grande quotidiano che fa opinione la parola interditore in luogo di quella corretta interdittore (con due t).
Diciamo subito – a scusante dell’autore (una grande firma) del termine incriminato – che buona parte dei vocabolari non registrano il vocabolo in oggetto. Ciò non significa, però, che chi scrive per il pubblico, diffondendo, quindi, la cultura, sia esentato dal conoscere la corretta grafia delle parole che adopera.
Interdittore, cioè proibitore, viene dal latino interdictor e divenuto in lingua volgare, l’italiano, interdittore, appunto, per la legge linguistica dell’assimilazione: la c è stata assimilata dalla consonante t.
L’assimilazione – forse è bene ricordarlo – è un processo linguistico per cui dall’incontro di due consonanti la prima diventa uguale alla seconda, cioè si assimila.
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