Rompere lo scilinguagnolo

Rompere lo scilinguagnolo, cioè rompere il silenzio, cominciare a parlare, rivelare una cosa tenuta segreta per moltissimo tempo. Il termine proviene dal latino sublinguaneus, che si trova sotto la lingua.

I linguisti Rigutini e Fanfani così spiegano l’origine di questo modo di dire: «Legamento valido e membranoso, posto al di sotto della lingua, che concilia alla medesima forza o fermezza, e che si taglia ai bambini, perché alle volte impedisce loro di parlare».

27-09-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink


L'uso corretto di per

La preposizione per molto spesso è adoperata in modo improprio se non, addirittura, errato. Tralasciamo il modo improprio e occupiamoci di quello errato. Diamo la “parola” al linguista Aldo Gabrielli.
È errato l'uso di per in certe frasi comparative rette da troppo o abbastanza: «Era troppo bello per essere vero»; «Era troppo furbo per essere ingannato»; «Ha abbastanza buon senso per capirlo»; tutte queste frasi sono costruite alla francese; in buon italiano si dice: «È troppo bello perché sia vero»; «È tanto bello che non par vero»; «Era troppo furbo perché si lasciasse ingannare, o da lasciarsi ingannare»; «Era tanto furbo da non poter essere ingannato»; «Ha abbastanza buon senso da capirlo, o perché lo capisca».
Gli amatori dell'idioma di Dante e di Manzoni seguano, dunque, i consigli di un padre della Lingua.

24-09-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink


L'articolo delle squadre di calcio

Abbiamo sempre ritenuto che l'uso dell'articolo (maschile o femminile) per quanto attiene alle squadre di calcio fosse regolato dalla ragione sociale delle società calcistiche. Il se la squadra è registrata come circolo sportivo, club (si perdoni il barbarismo) ecc.; la se la denominazione sociale è società, associazione e simili. La spiegazione che dà, invece, il sito della Crusca ci... spiazza:
Il problema, affrontato in modo convincente da Giuseppe Francescato (in "Lingua Nostra", XXXIII, 1972, pp. 132-37), è stato poi ripreso e riassunto con grande chiarezza da Jacqueline Brunet, Grammaire critique de l'italien, 5 [Le genre], Parigi, Université de Paris, VIII-Vincennes, 1982, pp. 80-82.
Quando la squadra porta lo stesso nome della città di appartenenza – o una sua variante, come nel caso del Genoa – il genere maschile serve a distinguerla dal toponimo, che è normalmente femminile (quindi la magnifica Cagliari = la città; il magnifico Cagliari = la squadra).
Il femminile, probabilmente dovuto al sostantivo sottinteso squadra, si adopera con nomi derivati da un aggettivo etnico (la Fiorentina, l'Udinese) e con nomi che non corrispondono a un toponimo (quindi l'Atalanta, la Juventus, la Sampdoria e anche la Lazio, che così si distingue oltretutto dal nome della regione).
La principale eccezione, di fronte a una spiegazione del genere, è la Roma.

21-09-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink




I nostri siti
En français
In english
In Deutsch
En español
Em portugues
По русски
Στα ελληνικά
Ën piemontèis
Le nostre applicazioni mobili
Android