La partita...
Forse non tutti gli studiosi della lingua concorderanno, ma a nostro modo di vedere non riteniamo corretto l’uso del sostantivo partita nelle accezioni, largamente in uso, di gita, battuta, svago, festa e simili.
Un cacciatore, per esempio, non va a una partita di caccia; va – correttamente – a una battuta di caccia. Il vocabolo è adoperato correttamente quando racchiude l’idea di dividere in parti.
Il termine suddetto, per tanto, è usato appropriatamente nel significato di gioco (a carte, a pallone, a bocce ecc.) dove i giocatori sono divisi, distribuiti, appunto, tanti per parte.
È adoperato correttamente, anche, nel significato di quantità (di merci o di altre cose): una partita di cravatte; una partita di scatole e simili. In questi esempi, infatti, con partita si intende (correttamente) una parte divisa, separata da un tutto.
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A malgrado di...
Tutti dovrebbero sapere che malgrado è una preposizione impropria e un avverbio il cui significato corretto è contro la volontà, a dispetto di. In origine, quindi, si costruiva con la preposizione a che precedeva malgrado e la preposizione di che lo seguiva: ho ragione a malgrado di tutti.
Con il trascorrere del tempo le due preposizioni sono state eliminate ed è rimasto solo malgrado: sono uscito malgrado mio padre (vale a dire contro la volontà di mio padre). Pochi, forse, sanno che malgrado significando, per l’appunto, contro la volontà, contro il gradimento e simili si può riferire solo a una persona che può gradire e ha una volontà.
È tremendamente improprio dire, per esempio, malgrado piovesse uscimmo lo stesso. In casi del genere malgrado va sostituito con nonostante, sebbene, benché, quantunque e simili.
Questa regola è disattesa, però, da illustri scrittori. Chi ama il bel parlare e il bello scrivere.... Un’ultima annotazione. Con i pronomi personali, solitamente, si tende a posporlo: tuo malgrado, ho parlato lo stesso.
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Sfondare...
«Il candidato alla presidenza del Municipio è sfondato al primo turno», così titolava un giornale locale di Roma per mettere in risalto la vittoria del pretendente ad amministrare un pezzo della città.
Un orrore simile non l’avevamo mai letto (o sentito)! Vediamo, quindi, l’uso corretto del verbo sfondare che può essere sia transitivo sia intransitivo.
È transitivo nel significato proprio: fare una breccia, rompere e simili. È intransitivo e si coniuga con l’ausiliare avere nell’accezione figurata di riuscire in un’impresa (ed è il caso del titolo incriminato): ha sfondato nel suo lavoro; con l’ausiliare essere, invece, nel significato di sprofondare: il marciapiede gli si è sfondato sotto i piedi.
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