Ovunque o dovunque

Quest’avverbio di luogo che significa «in qualunque parte che...» avendo una funzione relativa non può essere usato assolutamente, va fatto seguire da un verbo: verrà ovunque (o dovunque) tu vada.

Non è corretto adoperarlo anche – come spesso si sente o si legge – nel significato di dappertutto: c’è polvere dovunque.

Si dirà, correttamente, c’è polvere dappertutto.

02-12-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Campagna elettorale

Non vogliamo, da questo portale, fare propaganda per questo o quel partito, non è nella nostra filosofia; vogliamo solo vedere, sotto il profilo prettamente linguistico, come è nata e che cosa è, esattamente, la campagna elettorale. Vediamo, innanzi tutto, che cosa è la campagna in senso lato.
È, come recitano i vocabolari, un’ampia distesa di terreno aperto e pianeggiante, coltivato o coltivabile, lontano dai grossi centri abitati. Il termine viene, come il solito, dal latino campania(m), tratto da campus (campo), di origine non chiara. Bene.
Ma cosa c’entra l’agricoltura con le elezioni, cioè con la campagna elettorale? si domanderanno i nostri amici lettori. È presto detto.
Dal significato di campagna come terreno che può essere coltivato nascono le espressioni campagna bacologica, campagna granifera, dove con il termine campagna si intende il periodo in cui si svolge un’attività agricola. Di qui, è intuitivo, la locuzione campagna elettorale, cioè «periodo atto allo svolgimento della propaganda elettorale».
Infine, attraverso un’altra evoluzione semantica, sono state coniate le espressioni campagna di stampa, campagna abbonamenti, campagna per il tesseramento e via dicendo dove con campagna si intende, appunto, periodo atto a....

01-12-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


La nostalgia...

Breve viaggio – senza una meta prestabilita – attraverso il vocabolario della lingua italiana alla ricerca di parole di uso comune, quelle che adoperiamo quotidianamente, per pratica, il cui significato nascosto non è sempre chiaro a tutti. Prendiamo delle parole che ci vengono alla mente, così, senza una logica predeterminata.

Cominciamo dalla nostalgia. Avreste mai immaginato che quel desiderio intenso per qualcosa che si è lasciato temporaneamente o per sempre, la nostalgia, appunto, è un dolore tutto nostro? Se analizziamo il termine dal punto di vista etimologico scopriamo che il vocabolo è composto con le voci greche νόστος (nòstos = ritorno) e άλγος (algοs = sofferenza, dolore).

La nostalgia, letteralmente dunque, è un forte dolore provocato dalla sofferenza (algia) data dal desiderio del ritorno (nòstos) ai propri luoghi o ai propri cari. Quando la parola nacque era adoperata esclusivamente nel linguaggio medico; solo verso la fine dell’Ottocento cominciò a essere impiegata nel parlare di tutti i giorni nel significato attenuato di rimpianto: ho nostalgia del mio paese, vale a dire rimpiango il mio paese e soffro dal desiderio di tornarvi.

30-11-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink