Preferire...

Chi ama la lingua non segua l'esempio di taluni scrittori che fanno seguire il verbo preferire dalla preposizione di: preferisco di non esprimermi al riguardo; preferisco di dormire invece di andare a passeggio.

L'uso corretto respinge la preposizione di: preferisco non esprimermi... Premesso che la lingua non si fa a orecchio, non sentite come quella preposizione stoni... agli orecchi?

Alcuni, addirittura, e questo è un vero e proprio errore, adoperano il verbo suddetto come una sorta di comparazione facendolo seguire dall'avverbio più: preferisco più l'automobile al treno.

Si dirà, correttamente, preferisco l'automobile al treno; oppure, mi piace di più l'automobile che il treno.

15-09-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


La nascita di ex

Moltissime persone ritengono, erroneamente, che ex sia un prefisso e lo uniscono al sostantivo che segue con un trattino: ex-ministro. Niente di più inesatto, appunto. Ex è una preposizione impropria con valore avverbiale, non c’è alcun motivo logico-grammaticale di unirla al nome con un trattino (e sarebbe errato anche se fosse un prefisso perché questo si attacca direttamente al sostantivo: vicecapufficio, non vice-capufficio). Alcuni vocabolari, però... Ma tant’è.
Ex, dunque, è una preposizione trasportata pari pari dal latino all’italiano e alla lettera significa fuori di, già e si adopera in modo corretto solo davanti a titoli di natura temporanea per indicare che quel titolo (o quella funzione) è finito, non c’è più.
Si dirà, per tanto, in forma corretta, ex ministro; ex preside; ex dirigente; ex capufficio in quanto si tratta di cariche (o titoli) a termine, cessate le quali non si è più ministro, preside, capufficio. Un medico, un avvocato o un professore, invece, restano tali anche quando la loro funzione viene a cessare perché si tratta di titoli di natura permanente, acquisiti attraverso un regolare corso di studi universitari (lo stesso discorso per i titoli acquisti attraverso un diploma: un ragioniere resta tale sempre).
Ex, insomma, si adopera (e ripetiamo sempre staccato e senza trattino) correttamente solo davanti ad alcuni sostantivi per indicare la condizione di colui che in passato ha avuto una carica o ha espletato una funzione che non corrisponde più a quella attuale: ex atlteta; ex combattente; ex deputato; ex sindaco. Un professionista, invece, resta sempre tale. Sorridiamo, quindi, quando ci capita di leggere sulla stampa che un ex medico è stato arrestato: costui resta sempre un medico anche se esercita... all’Ucciardone.

14-09-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Andare di conserva

Un gentile lettore desidera conoscere l’origine dell’espressione andare di conserva che, come sappiamo, significa andare insieme; andare d’accordo; procedere ordinatamente.

La locuzione, cortese amico, proviene dal gergo marinaro catalano anar en conserva (navigare di conserva, dal latino conservus, compagno). Si potrebbe dire navigare in compagnia.

E si riferiva, propriamente, alla navigazione fatta da un convoglio di navi al fine di evitare gli inconvenienti cui, eventualmente, sarebbe potuta andare incontro una sola unità in una navigazione solitaria.

13-09-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink




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