Svignarsela...
Siamo sicuri di non essere lontani dal vero se affermiamo che molte persone, anche quelle così dette acculturate, sono convinte, erroneamente, del fatto che la voce “svignarsela”, vale a dire abbandonare un posto, darsela a gambe, sia di origine gergale romanesca.
Non è affatto, così, per l’appunto. Quest’espressione, o meglio il verbo proviene, con molta probabilità, proprio dalla... vigna, dal latino vinea. Nel secolo XVIII il verbo svignare era interpretato nel senso di fuggire furtivamente dalla vigna (s negativo e vigna) dove ci si era recati per rubare l’uva.
Con il trascorrere del tempo, attraverso un’ulteriore evoluzione semantica, il verbo ha acquisito l’accezione a tutti nota: abbandonare un luogo di nascosto, furtivamente, appunto.
È proprio una farsa...
Riprendiamo il nostro viaggio alla ricerca di parole o frasi di uso corrente il cui significato recondito non è chiaro a tutti. Vi sarà capitato un’infinità di volte, gentili amici lettori, di sentire (o dire voi stessi) che tutto si è risolto in una farsa, vale a dire che tutto ciò si pensava dovesse essere trattato con la massima serietà – considerata l’enorme importanza – alla fine si è trasformato in un nulla di fatto.
Per comprendere l’origine e il significato di farsa occorre tornare indietro nel tempo e fermarsi al XIV secolo. In quel periodo storico non esistevano ancora i teatri e gli spettacoli si tenevano all’aperto – nelle piazze – e i soggetti erano tratti dalla storia sacra: i così detti misteri.
Con il trascorrere del tempo si cominciò a rappresentare, come intermezzo ai misteri, brevi scene di contenuto profano (non sacre, quindi) allo scopo di alleggerire l’austerità e la pesantezza dello spettacolo principale, la storia sacra, appunto.
E, sempre con il trascorrere del tempo, queste scenette assunsero, via via, un carattere scherzoso, allegro, fino a diventare addirittura volgari. Bene. In Francia, dove ebbe origine questo intermezzo, la scena inserita tra un atto e l’altro prese il nome di farce (ripieno, imbottitura) e questo dal latino farcire (riempire, imbottire, infarcire): scena introdotta nello spettacolo come ripieno.
Dal francese farce dunque, si è fatto l’italiano farsa. Se apriamo un qualsivoglia vocabolario, lo Zingarelli, per esempio, alla voce farsa possiamo leggere: «Genere teatrale risalente al XV secolo, ancor oggi vivo, di carattere comico e grossolano e, in senso figurato, serie di avvenimenti o imprese sciocche e ridicole”. etimo.it
È un canard
Quando sui giornali, nei tempi andati, si leggeva una notizia priva di fondamento, una fandonia, una frottola si diceva è un canard. Canard è un vocabolo francese e significa anitra.
La frase sembra abbia avuto origine da una storiella narrata dal conte di Châlons:
«Avevo sei anitre, ne uccisi tre, le tagliai a pezzi che lasciai nel recinto nel quale stavano le superstiti. Mezz'ora dopo, queste ultime le avevano mangiate fino all'ultimo ossicino. Ne uccisi un'altra, che subì la stessa sorte. Il giorno dopo, recatomi nel recinto non trovai che penne e una zampa. Le due ultime rimaste si erano mangiate fra loro».
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