Uso corretto della preposizione su
A coloro che amano il bel parlare e il bello scrivere ricordiamo che la preposizione su si costruisce direttamente senza l’ausilio della sorella di, tranne che con i pronomi personali dove la preposizione di può essere o no espressa (dipende dal gusto personale).
Scriveremo e diremo, quindi: il pappagallino è stato ritrovato su una casa diroccata (non: su di una casa); faccio affidamento su di te (ma anche: su te).
Tirare giù la buffa.
Pochi, forse, conoscono questo modo di dire – per la verità relegato nella soffitta della lingua – anche se lo adoperano inconsciamente tutte le volte che si lasciano prendere dalla collera e combattono contro coloro che – a loro dire – sono rei di gravi offese.
L’espressione è una metafora tratta dall’atto che facevano i cavalieri prima di effettuare un combattimento: tiravano giù la buffa, cioè la visiera.
Con la buffa calata il cavaliere si sentiva più libero, ardito e pronto a ferire e a difendersi. Il modo di dire, però, oggi ha acquisito un significato un po’ diverso: smascherarsi.
Si dice, infatti, di chi a un certo punto si fa riconoscere per quello che realmente è.
Dare la cappa
Ecco un modo di dire di uso raro e, quindi, pressoché sconosciuto ai più. Lo proponiamo perché sia di auspicio per coloro che ci onorano di leggerci e abbiano la loro… cappa, cioè un premio. “Dare la cappa”, dunque, significa premiare qualcuno per i suoi meriti.
La locuzione è un prestito del gergo della marina mercantile: quando un carico arrivava a destinazione in perfette condizioni si era soliti ringraziare il capitano con un premio consistente in una cappa.
Di qui il significato generico di premio, riconoscimento e simili.
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