Le legne e il mozzo

Alcune precisazioni sui succitati sostantivi. Il primo appartiene alla schiera dei nomi sovrabbondanti perché ha due plurali: le legna e le legne.

Il più usato, però, è il primo. Ma nessuno potrà accusarvi di ignoranza se direte o scriverete “voglio un po' di legne per il mio camino".

Il secondo cambia di significato a seconda del suono della o e della z. Con la ó chiusa e la z sorda (mózzo) sta per marinaio addetto ai servizi di pulizia e di cucina; con la ò aperta e la z sonora (mòzzo) vale perno, centro della ruota.

29-12-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink


Ieri

Probabilmente pochi sanno che l'avverbio di tempo, “ieri”, se unito a “sera”, “notte”, “mattina” si può troncare formando un'unica parola: iersera, iernotte, iermattina. Si tratta di una sorta di “troncamento interno".

A nostro modo di vedere queste forme hanno un sapore aulico se confrontate con le così dette grafie normali: ieri notte; ieri sera; ieri mattina.

28-12-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink


L'illazione e l'ipotesi

Si presti attenzione a questi due termini perché non sono — come molti erroneamente ritengono — sinonimi.

Il primo sostantivo indica la conclusione che deriva da una determinata premessa, è, insomma, una deduzione.

L'ipotesi, invece, è una supposizione, cioè un pensiero su un determinato fatto da cui dedurre delle conseguenze da verificare.

24-12-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink




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