Defaticare e defatigare

«Gentile dott. Raso,
sto leggendo il suo libro “Un tesoro di lingua” che ho scaricato dalla rete: superlativo! Sto imparando molte cose che credevo di sapere...
Vi ho riscontrato, però, un piccolo “neo" (per ora, per lo meno) nella sezione del lessico (defatigante e defaticante): lei scrive che i verbi “defatigare” e “defaticare” hanno significati distinti. Il primo sta per “stancare”, il secondo per “togliere la stanchezza, la fatica”.
Incuriosito, perché nelle cronache sportive ho sempre letto defatigare e mai defaticare nell'accezione da lei segnalata, ho consultato il vocabolario Treccani in rete e, con mia sorpresa, ho letto che “defaticare” è variante non comune di defatigare. I due verbi, insomma, sarebbero sinonimi. Data l'autorevolezza del Treccani... Come si discolpa?
Con viva cordialità.
Tiberio G.
Lecce
»

Caro amico,
non devo discolparmi di nulla. Come ho scritto nel libro i due verbi hanno origini diverse e, quindi, significati diversi. Il fatto che il Treccani dissenta non vuol dire nulla.
Defaticare, comunque, non è a lemma in tutti i vocabolari (alcuni cadono nello stesso “errore” del Treccani). Lo registrano, con l'accezione da me riportata, il Sandron, il Devoto-Oli e il Gabrielli (clicchi su defatigare e defaticare).

10-12-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink


Guadagnare

Due parole su un verbo che — a nostro modo di vedere — viene molto spesso adoperato se non in modo errato, impropriamente: guadagnare.
Il significato del verbo è — come si può leggere in un qualsivoglia vocabolario della lingua italiana — “ottenere o ricevere come utile o profitto da un lavoro, da una prestazione o da uno scambio commerciale”. Il verbo, insomma, implica una fatica fisica o morale.
È adoperato correttamente, quindi, in frasi tipo “guadagnare 250 euro il mese”; “è riuscito a guadagnarsi la simpatia di tutti gli astanti”; oppure, “guadagnare terreno”, vale a dire conquistarlo avanzando con fatica; “guadagnare tempo”, ottenerlo, cioè, con qualche artificio. Come si può vedere, dunque, negli esempi sopra citati c'è sempre l'idea del lavoro, della fatica.
Non è corretto usarlo in frasi — come si legge spesso sulla stampa — “ha guadagnato 300 mila euro nel gioco delle scommesse”. Dov'è la fatica? In questo caso e in altri simili il verbo appropriato è vincere.
Insomma — non vogliamo essere ripetitivi — in frasi in cui non è sottintesa l'idea della fatica, l'uso del verbo guadagnare è errato o, per lo meno, improprio. Non si dirà, quindi, “guadagnare l'uscita”; “guadagnare in fretta la fuga”; “la nave ha guadagnato il porto in nottata” e frasi simili.
In buona lingua ci sono verbi propri che fanno alla bisogna: raggiungere, arrivare, entrare, giungere e simili.

09-12-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink


Possedere il sigillo diplomatico

Chi possiede questo sigillo? La persona che si trova in situazioni di privilegio e non è obbligata a dare spiegazioni circa il suo comportamento.

L'espressione è adoperata in senso figurato e, per lo più, con intenti ironici o scherzosi. Il sigillo diplomatico è un timbro in dotazione ai diplomatici, appunto, con il quale si attesta l'autenticità e l'ufficialità di documenti atti a garantire particolari trattamenti e privilegi.

Ne sono depositari, ovviamente, il ministro per gli affari esteri e le varie rappresentanze diplomatiche.

07-12-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink




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