L'anguimano

Gentilissimo dott. Raso,
la ringrazio di cuore per la sua cortese e tempestiva risposta al mio quesito su “ogn’uno”. Approfitto della sua non comune squisitezza per porle un’altra domanda di cui, sono certo, saprà darmi un’esaustiva risposta, risposta che tutti i vocabolari consultati non sono stati “in grado” di darmi. Che cosa significa «anguimano»? Ho scovato questo termine in una vecchia rivista mentre mettevo un po’ d’ordine nella mia soffitta.
Grazie e un ossequio
Ludovico L.
Arezzo
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Cortese Ludovico, il termine di cui desidera conoscere il significato è stato relegato nella soffitta della lingua perché non piú in uso, per questo motivo i comuni dizionari non lo registrano. Nei secoli passati era chiamato “anguimano” l’elefante perché – come ci fa sapere Ottorino Pianigiani – la sua proboscide “sembra quasi una mano a forma di serpe”. Il vocabolo è composto con le voci latine “anguis” (serpe) e “manus” (mano). Si trova nel dizionario del Tommaseo- Bellini e in altri libri. Clicchi sul collegamento in calce.


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06-02-2018 — Autore: Fausto Raso — permalink


Assaccomannare

Forse poche persone, anche tra quelle cosí dette acculturate, conoscono il verbo “assaccomannare” perché la quasi totalità dei vocabolari non lo registrano.

Ed è un vero peccato – a nostro modesto avviso – perché il predetto verbo rende bene l’idea del “mettere a sacco”, quindi saccheggiare.

05-02-2018 — Autore: Fausto Raso — permalink


Affegatare

Ancora un verbo relegato nella soffitta della lingua e, quindi, ignorato dai vocabolari: affegatare. Ci piacerebbe, invece, che fosse rispolverato perché esprime bene la "figura" della persona afflitta, accorata. Affegatare significa, infatti, “accorarsi”, “affliggersi” e simili: Giovanni, ti prego, non ti affegatare per cosí poco.

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02-02-2018 — Autore: Fausto Raso — permalink