Insignificante...
Ancora un vocabolo, per l’esattezza un aggettivo, del nostro idioma gentil sonante e puro, per dirla con l’Alfieri, adoperato molto spesso impropriamente con l’ “avallo” dei vocabolari: insignificante.
L’accezione propria del vocabolo è “che non ha alcun significato”, “che non significa nulla” e simili e in senso figurato “privo di carattere”, “privo di sostanza” e simili: è un discorso insignificante; quello scritto è insignificante; è un uomo insignificante. Bene.
Molti lo adoperano, però, “alla francese” con un traslato un po’ forzato: l’azienda ha avuto una perdita insignificante; le ferite riportate nell’incidente sono insignificanti e simili.
In casi del genere – chi ama il bel parlare e il bello scrivere – usi vocaboli che fanno alla bisogna: “perdita lieve, trascurabile”; “ferite di poco conto”.
Insignificante “alla francese”, insomma, si può sostituire con: lieve, trascurabile, di nulla, di poco conto, ecc. a seconda del contesto.
Il discorso e la discorsa
Forse pochi sanno che oltre al discorso, che è - come recitano i vocabolari - un' «esposizione del pensiero mediante parole dette o scritte», c'è anche "la discorsa"; sí, avete letto bene, la discorsa.
E chissà quante volte - vostro malgrado - sarete incappati in una discorsa. Cos'è, dunque, questa discorsa?
Semplicissimo: un discorso lunghissimo, inutile e noiso. Insomma, un discorso sciocco e inconcludente: quell'oratore ci ha sfinito con una noisa discorsa.
Gli andabati
seguo da tempo le sue “noterelle”, prima sul “Cannocchiale” ora su “Blogspot” ma non le ho mai scritto. Lo faccio ora perché leggendo un vecchio libro mi sono imbattuto in un termine a me oscuro: “andabata”. I vocabolari in mio possesso non ne fanno menzione. Le sarei grato se potesse darmi notizie in merito.
La ringrazio dell’attenzione e le porgo i miei migliori ossequi.
Claudio T.
Verona»>
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Ha ragione, cortese Claudio, ho consultato i miei vocabolari e, appunto, non ne fanno menzione. È un vero peccato, però, perché il termine in questione è “immortalato” in molti libri, come potrà vedere dal collegamento in calce. L’andabata, adoperato per lo piú nella forma plurale, nell’antica Roma era un gladiatore che combatteva “alla cieca”, con gli occhi bendati, si diceva anche di un “medico non interessato” (probabilmente visitava “alla cieca”, non essendo, per l’appunto, interessato al caso del malato).
Google - andabata
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