Due verbi, due orrori
Si va sempre di più diffondendo l'uso errato — introdotto da molti scrittori che fanno la lingua — di coniugare, o meglio di adoperare verbi transitivi in forma intransitiva e viceversa. Le cronache dei giornali sono piene di personaggi che «hanno assolto al loro dovere» o «hanno adempiuto ai loro compiti istituzionali». Queste frasi — è bene chiarirlo subito — sono errate.
I verbi assolvere e adempiere sono nati transitivi e tali debbono restare (a dispetto, anche, di qualche vocabolario permissivo). Si dirà quindi, correttamente, che «Caio ha assolto il suo dovere» e che «Tizio ha adempiuto i suoi compiti».
Il verbo latino absolvere (da cui il nostro assolvere) si costruiva esclusivamente con l'accusativo, cioè con il nostro complemento oggetto essendo, appunto, un verbo transitivo. Ed è rimasto transitivo per secoli, non si capisce perché ora i così detti acculturati-snob, cioè coloro che credono di fare la lingua, debbano imporre a tutti i loro svarioni, e la stampa porta la bandiera.
No, non ci stiamo e continueremo a sostenere — a spada tratta — l'uso solo transitivo, come si può leggere in Autori di rispetto: «Onde morte m'assolve, Amor mi lega» (Petrarca); «Raccontare per adorne parole ciò che tu assolvi in due tratti» (Panzini); « Assolver non si può chi non si pente» (Dante). Dopo questi esempi c'è qualcuno che può sostenere il contrario?
E a proposito di verbi, abbiamo notato che qualche scrittore di grido non sa coniugare i verbi in -ciare e -giare. Si legge spesso beneficierà, scoraggierà, lancierà ecc. I predetti verbi, o meglio tutti i verbi della prima coniugazione che finiscono in -ciare e -giare perdono la i del tema o radice davanti alle desinenze che cominciano con e e con i: benefic-erà (beneficerà); lanc-erà (lancerà); scoragg-erà (scoraggerà).
Mantengono la "i" del tema solamente davanti alle desinenze che cominciano con a e con o: beneficiate. La i della radice, insomma, è un puro segno ortografico che serve a dare alle consonanti c e g il suono palatale davanti alle desinenze che cominciano con a e con o.
Francesismi da evitare
Ecco due francesismi che — a nostro giudizio — gli amanti del bel parlare e del bello scrivere devono evitare: Essere all'altezza e In ultima analisi.
Il primo si può sostituire con essere pari al compito : Giuseppe è pari al compito del ruolo che svolge. Il secondo con insomma, infine, concludendo, tutto considerato e locuzioni simili.
Pedanteria? Purismo? No, solo buona lingua italiana.
Essere una testa di turco
Il modo di dire che avete appena letto ha lo stesso significato dell’altro, più conosciuto, essere il capro espiatorio. Si dice, infatti, di una persona sulla quale vengono fatte ricadere tutte le colpe o le responsabilità altrui.
La locuzione trae origine dal fatto che, nei tempi andati, i cavalieri si esercitavano al combattimento contro un fantoccio girevole, raffigurante il nemico, che aveva i lineamenti di un turco.
Anche nei baracconi delle fiere — per molto tempo — delle teste raffiguranti un turco con il turbante vennero adoperate per il tiro al bersaglio.
Perché proprio la testa di un turco? Perché i turchi erano dei guerrieri temutissimi per la loro ferocia tanto che l’esclamazione «mamma li turchi!» è arrivata fino ai nostri giorni.
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