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Giuseppe Garibaldi
(✶ 1807   †1882)

Garibaldi rifiuta ogni bene che il capitano gli aveva offerto e non vuole che i beni personali vengono toccati. Si continuò sulla nuova nave, più grande, ventiquattro tonnellate, a cui venne cambiato il nome mentre quella vecchia venne fatta affondare. I prigionieri vennero fatti scendere in seguito, sull'unica lancia che avevano a disposizione, con loro il brasiliano che non si era reso conto del pericolo. Successivamente non si hanno notizie di altri abbordaggi e Garibaldi giunse a Maldonado il 28 maggio. Intanto le sue gesta si diffusero ma non portando dati corretti: a sentire il ministero della guerra e marina a Montevideo avrebbe liberato 100 schiavi neri. Garibaldi lasciò nella notte del 5-6 giugno la città, perché avvertito del pericolo della Imperial Pedro, che era alla ricerca dei corsari per arrestarli.

Partiti nuovamente, non si accorsero del malfunzionamento della bussola che li portò conseguentemente fuori rotta verso gli scogli all'altezza della punta de Jesús y María. Ottenuti con difficoltà dei viveri, il viaggio riprese; dovendo in qualche modo ovviare alla mancanza di una lancia, comprata poi in seguito, utilizzarono in sostituzione la tavola su cui si mangiava, barili vuoti e vestiti a far da vela. Il 15 giugno affrontarono un lancione, il Maria, salpato con l'intento di catturare il corsaro. Nel combattimento il timoniere incontrò la morte e Garibaldi, sostituitolo, venne ferito quasi mortalmente, perdendo i sensi. La battaglia la continuarono i rimanenti italiani, comandati da Carniglia, fino alla fuga. Altri marinai abbandonarono la nave, mentre l'eroe, ricevute le cure, si riprese.

Garibaldi scrive al generale Pascual Echagüe chiedendo aiuto e ottenendolo in parte: la nave partì per Buenos Aires giungendovi il 20 ottobre e venne restituita al proprietario, mentre i corsari rimasti non potevano lasciare Gualeguay (Argentina), in quanto prigionieri del governatore Juan Manuel de Rosas. Nel frattempo imparò lo spagnolo. Tentata la fuga, fu catturato e torturato da Leonardo Millán, e rimase due mesi nel carcere di Bajada, dopo i quali lo rilasciarono (febbraio 1838), non avendo nulla da imputargli. Raggiunti a Paraná Guazú i suoi amici Rossetti e Cuneo, seppe dell'arresto di Joao Gavazzon e di Giacomo Picasso. Nel maggio 1838 giunse a cavallo a Piratini, compiendo un viaggio di 480km. Qui conobbe di persona Bento Gonçalves, rimanendone affascinato.

Si organizzò un cantiere navale lungo il fiume Camacuã: il capo dei lavori era John Griggs, di origini irlandesi, mentre Garibaldi divenne comandante della flotta. Due lancioni erano pronti al varo: il Rio Pardo (15-18 tonnellate), dove si imbarcò lo stesso Garibaldi, e l'Independencia, il cui equipaggio contava complessivamente circa 70 persone, tra cui Mutru e Carniglia. Partirono il 26 agosto 1838, e riuscirono a superare lo sbarramento posto dalle navi nemiche. Il 4 settembre avvistarono due navi nemiche: una di esse fuggì mentre l'altra, una sumaca chiamata La Miniera, si arrese. Vi era il problema della spartizione della preda: da dividere in tre parti secondo quanto scritto nell'accordo redatto da Rossetti, 8 (di cui una a Garibaldi) secondo quanto si decise alla fine, per decisione del ministro delle finanze Almeida. L'ammiraglio Greenfell, allarmato dall'accaduto, fece scortare ogni nave con quelle di guerra, mentre alla piccola flotta di Garibaldi si aggiunsero altre navi e altre erano in costruzione.

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Il 17 aprile 1839, avvertiti dal grido «è sbarcato il Moringue» (così era chiamato il maggiore Francesco Pedro de Abreu, a cui era stato dato l'ordine di eliminare Garibaldi), sventarono un tentativo di imboscata, nonostante i nemici fossero favoriti dalla nebbia. Affrontarono i circa 150 uomini inviati, ferendo lo stesso Moringue e costringendoli alla ritirata: fu una vittoria che divenne celebre con il nome di ("Battaglia del Galpon de Xarqueada"). L'eco della vittoria venne ufficializzata dal rapporto del ministro della Guerra al parlamento brasiliano Partecipò, quindi, in qualità di capitano tenente, alla campagna che portò alla presa di Laguna, il cui comando venne affidato al colonnello David Canabarro, della capitale dell'attigua provincia di Santa Caterina.

La tattica utilizzata fu singolare: si risalì il fiume Capivari, ingrossato dalle ultime piogge, facendo avanzare le navi per via terra, con l'aiuto di due carri preparati dentro alcune fosse, trainati fino a giungere alla laguna di Thomás José e scendere dal Tramandai. Per tale progetto vennero scelti i due nuovi lancioni: Farroupilha (18 tonnellate, su cui dava gli ordini l'eroe) e il Seival (12 tonnellate, a cui comando si ritrova Griggs). Il 5 luglio inizia il trasporto via terra evitando al contempo l'attacco nemico che si stava preparando più avanti, terminerà l'11 luglio, tre giorni dopo il 14 luglio riprenderanno il mare. La nave di Garibaldi si rivela troppo pesante: il timone si spezza la nave si rovescia, è il 15 luglio 1839. Durante la tempesta annegheranno fra gli altri Mutru, Carniglia e Procopio (uno schiavo reso libero che aveva ferito il Moringue). L'assalto verrà condotto lo stesso con l'unico Lancione rimasto, il Seival, condotto da Garibaldi; di fronte hanno un brigantino e quattro lancioni. Si dirige verso sud portando le inseguitrici, consistenti in due lancioni, il Lagunense e l'Imperial Catarinense, in una trappola. Dei soldati nascosti nella fitta vegetazione assaltarono le navi e le conquistarono; vennero poi utilizzate per distrarre gli altri due lancioni, Santa Ana e l'Itaparica si arresero, il brigantino Cometà fuggì.

Il 25 luglio 1839 venne conquistata Laguna e con il suo nuovo nome, Juliana, venne proclamata la repubblica catarinense. Gli imperiali inviarono il maresciallo Francisco José de Souza Suares de Andrea con una flotta di 12 navi e tre lancioni: nei primi scontri venne ucciso Zeferino Dutra, uomo a cui Garibaldi aveva lasciato il comando del resto della flotta. L'eroe prese il comando della Libertadora rinominata Rio Pardo, mentre il Seival fu affidato a Lorenzo Valerigini. Occorrevano arrembaggi, ma vicino alla laguna vi era un blocco navale creato dagli imperiali, e per superarlo, il 20 ottobre si inviò una sumaca per distrarre le navi che partirono all'inseguimento lasciando il resto della flotta libero di agire.

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In una di queste azioni si trovarono di fronte alla nave Regeneração che, con i suoi venti cannoni (le tre navi avevano un solo cannone ciascuno) mise in fuga le navi. Fuggirono per lo stesso motivo anche dalla Andorinha, si attendeva di ritornare alla laguna. era il 2 novembre, il Rio Pardo tornò pochi giorni dopo. Guidò malvolentieri l'attacco alla cittadina Imaruí con l'intenzione di punirla del tradimento.

Il 4 novembre l'esercito imperiale forte di 16 navi con 33 cannoni complessivi e 900 uomini, riconquistò la città e i repubblicani, dopo aver incendiato le navi senza che i soccorsi richiesti fossero giunti, ripararono sugli altopiani, Griggs venne ucciso. Sulla terraferma i combattimenti continuarono, e furono i primi per Garibaldi: il 14 dicembre 1839 a Santa Vitória do Palmar attaccò con i suoi marinai il nemico e costringendolo alla ritirata; successivamente il 12 gennaio 1840, nei pressi di Forquetinha, Garibaldi, guidando la fanteria, soccorse con 150 uomini il colonnello Teixeira. Garibaldi radunò i sopravvissuti, 73 uomini in tutto, salì su un'altura e solo di notte gli inseguitori smisero la caccia. Marciarono per quattro giorni fino nei pressi di Vacaria e poi di nuovo al Rio Grande.

«Garibaldi è un uomo capace di trionfare in qualsiasi impresa.»
(Alessandro Walewski da J. Duprey, Un fils de Napoleón dans les pays de la Plata au temps de Rosas, Parigi-Montevideo 1937, p. 164.)

Nell'aprile del 1840 si radunarono i due eserciti nei pressi del fiume Taquari; 4.300 imperiali, al comando del generale Manuel Jorge Rodríguez che avrebbero affrontato 3.400 riograndesi, ma non ci fu alcuna battaglia. Si decise di attaccare San José do Norte, punto strategico di rifornimento. Dei quattro fortini disposti a difesa tre vennero distrutti in poco tempo, l'azione era guidata da Gonçalves con Teixeira. L'ammiraglio Greenfell inviò i rinforzi, allorché Garibaldi suggerì di bruciare la città ma l'idea non venne accolta; una volta fuggiti, il nizzardo si fermò su ordini dati a San Simón; poco dopo, il 24 settembre 1840, fu ucciso Rossetti. Giunto a São Gabriel, strinse amicizia con Francesco Anzani. Gli venne concesso di recarsi a Montevideo e di portarsi 1.000 buoi come bottino di conquiste; riuscì a farne partire 900, ma negli oltre 600km che percorse perse la maggior parte dei capi, solo 300 infatti giunsero a destinazione nel giugno del 1841 a causa dei ripetuti furti dei mandriani infedeli.

La guerra civile uruguaiana
Soggiornava in casa di amici. Non si conosce con esattezza quando Garibaldi entrò nella marina uruguayana, comunque quando avvenne gli venne conferito il grado di colonnello e gli venne affidata una missione: una volta partito da Montevideo via mare, doveva penetrare nel Paraná fino a Bajada e poi portare il bottino preso dalle navi incrociate a Corrientes, una missione definita «suicida».

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera

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