Dizionario Italiano





più 
pronuncia: /ˈpju/
avverbio, aggettivo e sostantivo maschile e preposizione

maggiore in quantità


permalink
<<  pitursello piubeghese  >>


Locuzioni, modi di dire, esempi


tetto a due o più acque = edilizia si dice di tetto che ha due o più pendenze || fare a chi più corre resiste arriva prima ecc. = gareggiare || chi più ne ha più ne metta = a conclusione di un'enumerazione, con valore di eccetera, e così via | || nel sul più bello = nel momento culminante, più importante | con senso antifrastico nel momento meno opportuno sul più bello della festa, iniziò a piovere || essere più di là che di qua = essere più morto che vivo, essere sul punto di morire per due o tre giorni padron 'Ntoni fu più di là che di qua [Verga] || che più = raro cos'altro; si usa con valore conclusivo || uno più uno meno una cosa più una cosa meno = indica un’approssimazione che non incide sostanzialmente sull’insieme il film dura due ore, minuto più, minuto meno | per quella pratica ci vogliono 30 giorni uno più uno meno || mettersi con uno più forte con uno più debole = venire alle mani con uno più forte, più debole || diritto del più forte = l’imposizione agli altri della propria volontà da parte di chi è superiore per forza fisica o economica || essere da più = arcaico valere di più || la legge della giungla del più forte = la legge che vige tra gli animali della giungla, dove il più forte si impone sul più debole | per estensione sistema di rapporti in vigore in un ambiente sociale basato sulla forza e sull'astuzia || mettersi con i più forti = unirsi ai più forti, stare dalla loro parte || il giorno più lungo il giorno dell'ira = quello di eccezionale gravità, punteggiato di avversità e che richiede di prendere decisioni di estrema importanza || più in là = più avanti || per lo più = in questa locuzione è rimasta la forma antica di indicare l'articolo lo anche di fronte a consonante semplice; si usa con il significato di per la massima parte || alla più lunga = arcaico al più tardi alla più lunga finirò per martedì || né più né meno = esattamente, per l'appunto, proprio così ti sei comportato né più né meno come un delinquente | è andata così, né più né meno | si è rivelato né più né meno per quello che è || parlare del più e del meno = parlare di cose non importanti, passando da un argomento all'altro senza troppo impegno || chi più chi meno = tutti quanti sebbene in misura diversa || dal più al meno = all'incirca ci saranno dal più al meno 38 gradi | costerà dal più al meno 200 euro || più o meno poco più poco meno = quasi, circa, all'incirca, pressappoco più o meno costano uguale | sono due etti, poco più poco meno | avrà più o meno vent'anni || meno… (e) più quanto meno… tanto più (o viceversa) = indica una correlazione inversa tra i dati correlati meno lo tocchi, e più funziona || chi più ne ha più ne metta = si dice concludendo o interrompendo un'enumerazione che potrebbe continuare ancora, con senso affine a «eccetera eccetera», «e così via» per sottolineare l’eccezionale quantità delle cose elencate o che si potrebbero ancora elencare || è più facile fare il momo che il mimo = è più facile criticare, parlar male, che imitare o rifare meglio || fare due (o più) parti in commedia = detto di persona doppia, falsa: fare il doppio gioco, comportarsi in modo ambiguo || essere stare passare mettersi dalla parte del più forte degli oppressi = parteggiare per, schierarsi con il più forte, con gli oppressi || non sapere più nulla niente di qualcuno = non avere più notizie di qualcuno || saperne una o un punto più del diavolo = essere molto astuto, scaltro, conoscere ogni inganno || fare qualcosa in più tempi = fare qualcosa rispettando sequenze stabilite o con intervalli e interruzioni anche non programmati || non essere più in tempo = essere in ritardo irrimediabile || non c'è più tempo = si dice riferendosi a un termine prefissato che sta per terminare || non volersi bene non volersi più bene = non amarsi, non amarsi più. || non voglio più sentirne parlare = si dice di persona che ci ha delusi, o di fatto spiacevole | l'argomento è chiuso || la gran, la maggior, la massima, la più parte = la maggioranza, il maggior numero, quasi tutto la gran parte dell'opera era compiuta | un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori [Manzoni] || tenere dalla parte del più forte, del più debole = affiancarsi al più forte o al più debole bisognerebbe che tutti i preti fossero come vossignoria, che tenessero un po' dalla parte de' poveri [Manzoni] || vedono più quattr'occhi che due = frase con cui si invita altri, o ci si offre, a partecipare o collaborare a ricerche, indagini, controlli che impegnano la vista || per di più = inoltre || più sopra = più in alto appoggialo più sopra || dispartire due o più persone = arcaico separare due o più persone in una lite, contesa e simili || farne più di Bertoldo (in Francia) = combinarne di ogni colore, di cotte e di crude || non avere più occhi = avere la vista molto indebolita || non ha più o non gli sono rimasti che gli occhi per piangere = di chi ha perso tutto, di chi è rimasto senza alcun conforto, di chi ha pianto e sofferto molto || ora più che mai = soprattutto, a maggior ragione in questo momento || non parli più? = si dice a chi è improvvisamente ammutolito || non parliamone più! = si dice per troncare una discussione, una lite || non se ne parla più = si dice di un progetto ormai accantonato || non si parlano più = si dice di persone che hanno litigato e che non si rivolgono più la parola || non voglio più sentirne parlare = si dice di persona che ci ha delusi, o di fatto spiacevole | l\'argomento è chiuso || parlare del più e del meno, del vento e della pioggia = conversare senza impegno di cose varie, anonime, banali e poco importanti, soprattutto col fine di passare il tempo || la gran, la maggior, la massima, la più parte = la maggioranza, il maggior numero, quasi tutto la gran parte dell\'opera era compiuta | un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori [Manzoni] || tenere dalla parte del più forte, del più debole = affiancarsi al più forte o al più debole bisognerebbe che tutti i preti fossero come vossignoria, che tenessero un po\' dalla parte de\' poveri [Manzoni] || fare il passo più lungo della gamba = comportarsi in modo sproporzionato alle proprie possibilità, impegnarsi più di quanto consentano i propri mezzi; sopravvalutarsi || passo più lungo della gamba = figurato impegno che va al di là delle proprie possibilità || a più non posso = familiare al massimo, quanto più possibile, con ogni possibile sforzo, con gran impeto mangiare a più non posso § lavorare a più non posso § correre a più non posso § gridare a più non posso § studiare a più non posso § rubare a più non posso § nevica a più non posso || non poterne più di qualcuno o qualcosa = non riuscire più a sopportare qualcuno o qualcosa al punto di essere sfinito fisicamente e moralmente || non poterne più (assoluto) = essere stanchissimo, privo di forze; farcela a continuare || più sotto = più in basso || non ci vide più = perdette il lume della ragione per ira, dolore, indignazione || non mi vedrai mai più = me ne vado definitivamente, per sempre || non vederci (più) per la fame = essere molto affamato || non vederci (più) dalla rabbia = essere molto adirato || vedono più quattr\'occhi che due = frase con cui si invita altri, o ci si offre, a partecipare o collaborare a ricerche, indagini, controlli che impegnano la vista || sul più bello = nel momento più importante || vie più = raro vedi → vieppiù || non è più il tempo che Berta filava = in tempo assai remoto | non sono più quei tempi e le condizioni sono molto cambiate || qui non si campa più = in questo luogo non si può vivere | in questo modo non si riesce più a tirare avanti || vie più = raro vedi → vieppiù || non è più il tempo che Berta filava = in tempo assai remoto | non sono più quei tempi e le condizioni sono molto cambiate || qui non si campa più = in questo luogo non si può vivere | in questo modo non si riesce più a tirare avanti



Proverbi


chi pesca a canna, perde più che non guadagna || chi più arde, più splende || chi più brama, più s'affanna || chi più capisce, più perdona || chi piú desidera, piú si affanna || chi più dorme, meno vive || chi più edifica, più distrugge || chi più fa, meno fa || chi più fa, meno presume || chi più fascia, meno sfascia || chi più grida (o urla ) ha più ragione (o ottiene di più) || chi più guarda, meno vede || chi piú ha giudizio, più ne adoperi || chi più intende, più perdona || chi più ne fa è fatto priore o papa || chi più ne ha, ne vuole || chi più ne ha, più ne metta || chi più ne ha, più n'imbratta || chi più n'ha, più ne vorrebbe || chi più sa, meno crede || chi più sa, meno presume || chi più spende meno spende || chi più urla, ha più ragione || chi più vive, più muore || chi più vuole, meno adopera || chi sa menare tutt'e due le mani, è da più degli altri || chi si vuol riaver, non giochi più || chi spera nell'altrui soccorso, mette il pelo più lungo di quello dell'orso || chi sta in cervello più d'un'ora, è pazzo || chi t'accarezza più di quel che suole, o t'ha ingannato o ingannar ti vuole || chi tanto si liscia, più brutta si fa || chi ti accarezza piú di quel che suole, o t'ha ingannato o ingannar ti vuole || chi veglia più degli altri, più vive || chi vuol viver senza pensieri, ne ha più degli altri || chi vuole un buon potato, più un occhio e meno un capo || ci son più cani che lepri || ci sono più guai che piacer || ci sono più sparvieri che quaglie || ci sono più trappole che topi || come più si vede, manco si crede || con la semplicità, si va a spasso più avanti che con l'astuzia || conservar la gloria, è piú difficile che acquistarla || conta più la pratica che la grammatica || contano più gli esempi che le parole || corruccio di fratelli, fa piú che due flagelli || cosa di rado veduta, più cara è tenuta || costa più un viziolo, che un figliuolo || dai sessanta in su, non si contan più || del cervello ognuno si pensa d'averne più che parte || della sera la preghiera, sale al cielo più sincera || delle cose che tu vedi, sbattine tre quarti; e di quelle che tu senti, sbattine più || delle mogli è più dovizia che di polli || dice più un'occhiata che una predica || dieci soldi in più ma rosso || dono di consiglio, vale più che d'oro || dove c'è meno coraggio, c'è più lingua || dove è manco cuore, ivi è più lingua || è un di più tender bene, se la rete non tiene || e va più d'un asino al mercato || fa più al savio una parola, che una predica allo stolto || fa più danno l'apprensione che il malanno || fa più il padrone coi suoi occhi, che l'opre col badile || figliole e frittelle, più se ne fan, più vengono belle || filo si rompe dal lato più debole || gioco di bambara, chi più vede manco impara || gli alberi grandi, fanno più ombra che frutto || gli anni sanno più dei libri || gli scogli che il navigante non vede, sono i più pericolosi || grano freddo di gennaio, il mal tempo di febbraio, il vento di marzo, le dolci acque di aprile, le guazze di maggio, il buon mieter di giugno, il buon batter di luglio, le tre acque d'agosto con la buona stagione, vagliono più che il tron di Salomone || ha più il ricco in un angolo, che il povero in tutta la casa || ha più il ricco quando impoverisce, che il povero quando arricchisce || i frutti proibiti sono i più dolci || i magri mangiano più dei grassi || i migliori alberi sono i più battuti || i mulini di Dio macinano adagio, tanto più amare sono le semole || i parenti sono come le scarpe: più stretti sono, più male fanno || i peccati e i debiti son sempre più di quelli che si crede || i pericoli e le croci, rendono gli uomini più seri e diligenti || i piaceri stancano più degli affari || i più buoni son messi in croce || i più grandi mali, vengono dall'abuso dei più grandi beni || i più matti di casa, a volte son quelli che s'appongono || i più savi, meno sanno || i più, tirano i meno || i più tristi fra gli uomini sono quelli che non voglion perdonare || i pochi fanno buona prova, ma i più vincono || i temporali più grossi, sfogan più presto || il diavolo presta i danari per 25 anni al più || Iddio dà l'ali alla formica perché vada più presto || il diavolo presta i danari per anni al più || il diritto inclina più ad assolvere che a condannare || il gioco di bambara, chi più vede manco impara || il grano freddo di gennaio, il mal tempo di febbraio, il vento di marzo, le dolci acque di aprile, le guazze di maggio, il buon mieter di giugno, il buon batter di luglio, le tre acque d'agosto con la buona stagione, vagliono più che il tron di Salomone || il merito più grande è essere modesto || il momento sfuggito, più non torna || il pentimento è il modo più sollecito per ottenere il perdono || il perder tempo, a chi più sa, più spiace || il più ciuco è fatto priore || il più conosce il meno || il più corto torna (o rimane) da piede || il più grand'uomo del mondo è quello che può dominare la propria volontà || il più ricco è il più dannoso || il più tira il meno || il primo quattrino, è il più facile da fare || il primo scudo, è il più difficile a fare || la bugia è come la valanga; più rotola, più s'ingrossa || la buona fama è come il cipresso che, una volta tronco, non rinverdisce mai più || la casa e la moglie si godono più d'ogni altra cosa || la coda è la più dura (o cattiva) da scorticare || la cortesia obbliga più di un prestito || la donna ne sa più del diavolo || la fama nell'arte val più dell'oro || la fedeltà e la fede valgono più dell'oro sonante || la fortuna vien tre volte (e non più) || la gatta ha sette vite, e la donna sette più || la gente è governata più dagli esempi che dalle leggi || la lancia val più delle carte || la malalingua taglia più della spada || la massaia che va in campagna, perde più che non guadagna || la matassa quanto più è arruffata e meglio s'accomoda || la modestia è la più bella veste || la natura può più dell'arte || la necessità fa più ladri che galantuomini || la neve Sant'Andrea l'aspetta; se non a Sant'Andrea, a Natale; se non a Natale, più non l'aspettare || la più grande astuzia è quella di nascondere l'astuzia || la più grande viltà è quella di non far bene quando si può || la più lunga strada è la più prossima a casa || la più stretta è la via del vero || la pratica val più della grammatica || la Provvidenza val più delle rendite || la ragazza è come la perla, men che si vede e più è bella || la saggezza vale più della forza e dell'astuzia || la semplicità vale spesso più dell'arte || la stima altrui più facilmente s'acquista chi i pregi suoi non vanta e non mette in vista || la stima vale più dell'oro || la tavola ruba più che un ladro || la vita è un banchetto: sul più bello bisogna alzarsi da tavola || la vittoria più splendida non è che il riflesso di un incendio || l'arcolaio, quanto più è vecchio, e meglio gira || l'asino dov'è cascato una volta non ci casca più || l'asino, per tristo che sia, se tu lo batti più del dovere tira calci || l'avaro è come l'idropico; quanto più beve, più ha sete || l'avaro più che possiede più è mendico || l'avaro spende più che il liberale || le belle senza dote trovano più amanti che mariti || le cose rare sono le più care || le donne ne sanno una più del diavolo || le grandi ricchezze non ci fanno né più savi né più sani || le lacrime commuovono più delle parole || le lacrime non piante son più dolorose di quelle piante || lega più un vezzo che una collana || lega più un'attenzione che cento catene || l'erba del vicino è sempre la più verde || libro più grosso è quello dei perché || l'ignoranza spesso nuoce più della malizia || l'intelletto val più della memoria || l'ipocondria è la più triste malattia || loda lo scarpello, attienti al pennello; costa manco, e par più bello || l'onor val più dell'oro e delle gemme || l'onore è l'ornamento più bello dell'uomo || l'orgoglio mendica più della povertà || lunghi e noiosi sono i dì agli oziosi, son brevi anche i più lunghi agli operosi || l'uomo paziente fa più del valente || l'uomo più ha coraggio, pìù è magnanimo || l'uovo ne vuol saper più della gallina || meno siamo a tavola, e più si mangia || meno uno sa, più leva in alto il naso || molte volte la bellezza più adorabile si unisce alla sciocchezza più insopportabile || molto più fanno gli anni che i libri || molto sa il topo, ma però più il gatto || momento sfuggito più non torna || mondana felicità, più grande e più presto se ne va || morta l'ape, non si succia più mèle || muore più uomini pregni che donne gravide || ne ammazza più la gola che la spada || ne sa più un matto in casa propria che un savio in casa d'altri || ne sanno più due villani che un dottore || ne uccide (o ne ammazza) più la gola che la spada || ne uccide più la lingua che la spada || neanche orlando ne voleva più d'uno || nel governo più importa saper comandare che obbedire || nel sepolcro un principe non giace più soffice del bracciante || nel volerti giovar, Io stolto amico ti nuoce più d'ogni crudel nemico || nella gelosia c'è più amor proprio che amore || nella guerra il più forte ha ragione || nella scienza non vi sono né vecchi né giovani: chi più sa ha precedenza || nessun peso è più grave da sopportare di quello della pigrizia || nessuna maraviglia dura più di tre giorni (o tre dì) || nessuna pena è più dolorosa di quella che si è meritata || nessuna spada è più tagliente di quella che combatte per la libertà || nessuno è più che uomo || nessuno ha più libertà della mosca, che si posa persino sul naso di un re || non bisogna dipingere il diavolo più brutto di quello che è || non bisogna fare (o farsi) il diavolo più nero che non è || non bisogna fare il passo più lungo della gamba || non bisogna farsi largo più di quello che si è || non c'è cosa che si vendichi più del tempo || non c'è cosa più triste sulla terra dell'uomo ingrato || non c'è intoppo per avere, più che il chiedere e temere || non c'è schiavo più Iegato dell'amico obbligato || non consigliare quel che più piace, ma quel che più è utile || non far più lungo della gamba il passo, nè guarda i pari tuoi dall'alto al basso || non ha più carta l'agnello che la pecora || non si deve promettere più di quel che si può mantenere || non si fa più lunga strada, che quando non si sa dove si vada || non v'è armonia più bella dell'armonia del cuore e della bocca || non v'è più bel messo che se stesso || non v'è più superbo d'un povero arricchito || non v'è termine più certo e meno inteso della morte || nulla è più nuovo di quello che fu a lungo dimenticato || nulla è più prezioso del tempo e nulla c'è che più si sprechi || parlare onesto costa poco e val di più || pena non meritata fa più male || perder tempo, a chi più sa, più spiace || picciol scintilla che dagli occhi fugge, desta un incendio che più case distrugge || più alta è la condizione, più si deve essere umili || più caro l'ospite, più squisite le vivande || più che il mantello dura l'inchiostro || più che vecchi non si campa || più ciuco è fatto priore || più conosce il meno || più corto torna (o rimane) da piede || più da noi è bramato quel che più ci vien vietato || più da noi è bramato, chè più ci vien negato || più debole l'intelletto, più cocciuta la testa || più desideri meno felicità || più facile trovar dolce l'assenzio, che in mezzo a poche donne un gran silenzio || più fuscelli fan gran fuoco || più grande è il coraggio, più tranquillo è il sangue || più grande è la necessità, più vicino è l'aiuto || più grande è l'eroe, più bella è la vittoria || più grande la necessità, più grande la preghiera || più inetto, più presuntuoso || più ne sa un pazzo a casa sua, che un savio a casa d'altri || più perversa la natura, più tenace è l'odio || più pesci acchiapperà chi nello stagno non si butterà ma una rete comprerà || più pro fa il pane asciutto a casa sua, che l'arrosto a casa d'altri || più rara cosa il mondo non possiede, che la città dove il Leon risiede || più ricco è il più dannoso || più scintilla all'oro, più la ragione va a fondo || più si ha cura d'una cosa, più presto si perde || più si sente un taglio di rasoio che dieci di spada || più si vive e più se ne sente || più si vive, più s'impara || più stretto è il cuore, più piccolo è il dono || più vale il cuore che il sangue || più vale il fumo di casa mia che l'arrosto dell'altrui || più vale l'ultimo che il primo viso || più vale mestiero che sparviero || più vale un padre, che cento pedagoghi || più vale un pan con amore, che un cappone con dolore || più vale una savia donna filando, che cento triste vegliando || più vile è il cuore, più ardita è la lingua || più violenta la malattia, più strani i sogni || povero chi desidera la morte, più povero chi la teme || quando arriva la minestra, non c'è più sinistra o destra || quando il principe perde l'amore del suo popolo non è più principe, ma tiranno || quando il tempo è molle, il dente è più folle || quando la capra ha passato il poggiolo non si ricorda più del suo figliuolo || quando la neve s'inverna al piano, val più il sacco che non vale il grano || quanto è più alto il monte tanto più profonda è la valle || quanto minor bisogno ha di denaro, tanto più gode averne il vecchio avaro || quanto più ciondola, più ugne || quanto più la matassa è arruffata, tanto meglio si accomoda || quanto più la rana si gonfia, più presto crepa || quanto più la volpe è maledetta, tanto maggior preda fa || quanto più l'uccello è vecchio, tanto più malvolentieri lascia le piume || quanto più manca la roba, tanto più cresce lo strepito || quanto più s'ama, meno si conosce || quanto più si frega la schiena al gatto, più rizza la coda || quanto più si vede, e meno si crede || quanto più s'invecchia e più cresce la soma || quello che si acquista con maggior fatica, costa più caro || quello che s'impara da fanciulli, non si dimentica più || ripiglia tosto la roba sua e di più, te medesimo || sa più il papa e un contadino, che il papa solo || sanità e libertà valgon più di una città || sanno più un savio e un matto, che un savio solo || se compri un podere oggi, fa che domani in città più non alloggi || santa Lucia, il giorno più corto che ci sia || scalda più amore che mille fuochi || se il coltivatore non è più forte della sua terra, questa finisce col divorarlo || se nel fiume non ci sono più pesci, il prezzo dei gamberi cresce || se tu vuoi della vite trionfare, non gli tòrre e non gli dare, e più di due volte non la legare || se tu vuoi ubbidire, non fare più di quello che ti vien comandato || segreto confidato non è più segreto (o segreto pubblicato) || sempre par più grande la parte del compagno || sempre si dice più che non è || si cambia più spesso di pensiero che di camicia || si crede più il male del bene || si dura più fatica a tacere che a parlare || si fa più con l'ingegno che con il denaro || si fa più presto a disfare che a fare || si guadagna più con la dolcezza che con la violenza || si pigliano più mosche in una gocciola di mèle che in un barile d'aceto || si spende più a fare un mercante che un dottore || si sta più amici a stare un po' lontani || silenzio è alle volte più eloquente delle parole || sole che nasce ha più adoratori di quel che tramonta || son più i pasti che i giorni || sono più i casi che le leggi || spesso lo sdegno può più dell'amore || spesso vince più l'umiltà che la forza || sposati e vedrai, perderai il sonno e più non dormirai || stringe più la camicia che la gonella || studia, non per sapere di più, ma per sapere meglio degli altri || sul più bello dell'uccellare muore la civetta || suon dell'oro frolla le più dure colonne || taglia (o ne uccide) più la lingua che la spada || tardi è il consiglio, quando non c'è più rimedio || tavola e bichiere tradisce in più maniere || tedeschi intendono più che non sanno esprimere || temete, litiganti sventurati, più delle Iiti stesse gli avvocati || tempo e pazienza fanno più che forza e dispetto || tira più un filo di benevolenza che cento paia di buoi || tira più un pelo di donna che un carro di buoi || tutti i guai son guai, ma il guaio senza pane è il più grosso (o il più grave) || un asin di vent'anni è più vecchio d'un uomo di sessanta || un buon naturale val più di quante lettere sono al mondo || un buon servitore val più d'un buon padrone || un consiglio buono val più di un regno || un cucchiaio pieno di fatti val più di una zuppiera piena di consigli || un cuor sensibile teme più le parole che la verga || un oggi vale più di dieci domani || un povero virtuoso val più di un ricco vizioso || un pugno di potere vale di più di un sacco di diritti || un uomo civile stima più la reputazione che tutti i denari del mondo || una berretta manco o più, è un quattrino di carta l'anno, poco ti costano, e amici ti fanno || una mano piena d'ingegno val più di un sacco pieno d'oro || una parola giusta vale più di dieci fuori posto || uno stolto trova sempre uno più stolto che lo ammira || un'oncia di allegria vale più di una libbra di tristezza || uomo morto non fa (più) guerra || val più avere amici in piazza, che danari nella cassa || val più la lealtà che il denaro || val più la pratica che la grammatica || val più un amico che cento parenti || val più un asino vivo che un dottore morto || val più un buon giorno con un uovo, che un mal'anno con un bue || val più un cattivo accordo che una buona sentenza || val più un moccolo davanti che una torcia di dietro || val più un pegno nella cassa che fidanza nella piazza || val più un piacere da farsi che cento di quelli fatti || val più un pugno di buona vita, che un sacco di sapienza || val più un testimonio di vista, che mille di udita || val più un vecchio in un canto che un giovane in un campo || val più una berretta che cento cuffie || val più una buona faccia che un carro di complimenti || val più una cosa fatta che cento da fare || val più una frustata che cento arri là || val più una messa in vita che cento in morte || val più un'acqua tra aprile e maggio, che i buoi con il carro || val più un'arrabbiata che una bastonata || val più uno a fare che cento a comandare || val più un'oncia di reputazione che mille libbre d'oro || val più un'oncia di sorte, che cento libbre di sapere || vale di più un asino che porti, che un cavallo che butti in terra || vale più il legno che la scorza e l'ingegno che la forza || vale più la cornice che il quadro || vale più la pratica che la grammatica || vale più un fatto di mille parole || vale più un gusto che un casale || vale più un testimone di vista che l'udito || vale più un vecchio Ieone che una lepre giovane || vale più una cosa fatta che cento da fare || vale più un'ora di allegria che cento di malinconia || valgono più due soldi guadagnati che due milioni rubati || vecchi risentimenti muoiono più lenti || vede più un occhio del padrone, che quattro del servitore || vedono più quattr'occhi che due (o quattro occhi vedono meglio che due) || vi è più differenza tra niente e uno scudo che tra uno scudo e un milione || vi è più onor nel perdonare, che piacer nella vendetta || vi son più dì che lucaniche (salsicce) || viaggio alla morte è più aspro che la morte || viene più presto quello che non si spera || vince più cortesia che forza d'armi || vincere il nemico è bello, più bello risparmiarlo || vincere il proprio cuore è più che vincere il proprio nemico || vincere un ambo al lotto è un malefizio, ché più accresce la speranza al vizio || vista torta, mal animo mostra; vista all'ingiù, tristo e non più; vista all'insù, o pazzo o tanto savio che non si possa dir più || chi è avaro del suo, è per lo più prodigo dell'altrui


Sfoglia il dizionario

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Pituofide (s. masch.)
pituri (s. masch.)
piturlino (s. masch.)
piturlo (s. masch.)
pitursello (s. masch.)
piu (avv., agg. e s. masc. e prep.)
piubeghese (agg.)
piubeghese (s. masch. e femm.)
piuccheperfetto (s. masch.)
piucchepperfetto (s. masch.)
piucheumano (agg.)
piue (avv.)
piuma (s. masch. e femm.)
piumacchino (s. masch.)
piumaccio (s. masch.)
piumacciolo (s. masch.)
piumacciuolo (s. masch.)
piumaggio (s. masch.)
piumaio (s. masch.)
piumario (agg.)

Sfoglia il dizionario italiano a partire da:


---CACHE---