Dizionario Italiano





quéllo 
quél|lo
pronuncia: /ˈkwello/
aggettivo dimostrativo e pronome dimostrativo

indica persona, animale o cosa distante da chi parla e da chi ascolta

 
MASCHILE
FEMMINILE
SINGOLARE
SINGOLAREquello
PLURALEquella
PLURALE
SINGOLAREquelli
PLURALEquelle

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Locuzioni, modi di dire, esempi


accade in un'ora quel che non avviene in mille anni = || andare a quel paese = rovinarsi | morire | eufemismo per andare a fare in culo o andare a farsi fottere, andare al diavolo || sarà quel che sarà sarà quel che Dio vuole = si dice per esprimere fatalismo rassegnato o fiducia nel destino || sia quel che sia = succeda ciò che deve succedere || quel che è fatto è fatto = si dice per indicare che ciò che è avvenuto non può più essere modificato o che non esistono speranze o possibilità di intervenire a modificare gli eventi || quella cosa là = eufemismo: la vulva || quella la qual cosa = quello || quelle cose quella cosa = eufemismo: i rapporti sessuali si sono infrattati e hanno fatto quelle cose || in quel fondo = arcaico finalmente, alla fine || in quel mezzo in questo mezzo = frattanto, nel frattempo || da questa da quella parte = di qui, di là, in questa, in quella direzione siete pregati di spostarvi da questa parte || da queste da quelle parti = in questo, in quel luogo, zona; in questi o in quei paraggi che ci fai da queste parti? | non conosco nessuno da quelle parti | che ci fai da dalle mie parti? || non sa mai quel che vuole = si dice di persona dubbiosa, indecisa || non sapere quel che si fa si dice = non rendersi conto, non avere consapevolezza di ciò che si fa o si dice || la tua sinistra non sappia quello che fa la tua destra = frase biblica che raccomanda la segretezza nel fare l'elemosina || a quel tempo a quei tempi = allora, in quel periodo lontano || in (o a) quei tempi = allora, in quel periodo; si dice alludendo a tempo e ad avvenimenti lontani || quel che ci vuole ci vuole = se una cosa è necessaria bisogna trovare il modo di procurarsela, di farla || non sa neanche lui quello che vuole = si dice di persona indecisa, insoddisfatta, tentennante e scontenta || da quell\'orecchio non ci sente = detto di chi è refrattario, insensibile, o indifferente a certi argomenti e non vuole sentire ragioni || quel che passa il convento = il vitto normale, d\'ogni giorno, o in genere quello di cui si dispone e si è in grado di offrire || è un brutto passo quello che sto per fare; potrebbe essere un passo pericoloso = di dice con riferimento a risoluzione particolarmente grave o impegnativa || si fa quel che si può = espressione con cui si esprime un certo rammarico e si chiede comprensione per la limitatezza dei propri mezzi per cui i risultati ne sono condizionati e quasi ci si scusa per non aver potuto fare di più



Proverbi


chi non vuol far quel che puole, gl'intervien quel che non vuole || chi presta all'amico perde quello ed il denaro || chi t'accarezza più di quel che suole, o t'ha ingannato o ingannar ti vuole || è solo il primo passo quello che costa = una volta superate le difficoltà, la riluttanza, l'indecisione, la timidezza a compiere per la prima volta un'azione o ad affrontare una nuova situazione, diventa poi facile continuare || chi vuol godere la quiete della villeggiatura, deve portare con sé quella dell'animo || chi vuol vedere quel che ha da essere, veda quello che è stato || chi vuole che il suo conto gli torni, faccia prima quello del compagno || ci sono tre specie di ignoranza : sapere niente, sapere male, sapere quello che non vale || colui è provvisto di poco sapere, che s'ammazza per quel che non può avere || cura i vantaggi tuoi, benchè minuti; quelli che trascuri, son tutti perduti || dalla lingua i medici conoscono le malattie del corpo, i filosofi quelle dell'anima || del bene e del mal torre, secondo quel che corre || del mal che si teme, di quello si muore || delle cose che tu vedi, sbattine tre quarti; e di quelle che tu senti, sbattine più || di' che han buon padrone quelle contrade che hanno buoni ponti e belle strade || di due cose I'uomo non dovrebbe mai adirarsi: di quel che non può fare e di quel che non può impedire || di tutto quello che vuoi fare e dire, rifletti prima ciò che ne può seguire || è il miglior piacere del mondo, quello che non lascia rimorso nella coscienza || è la miglior scienza, quella che fa gli uomini buoni || fate quel che dico e non quel che faccio || fin ch'uno ha denti in bocca, non sa quel che gli tocca || finché l'uomo ha denti in bocca, non sa mai quel che gli tocca || frati osservanti risparmiano il suo e mangiano quel degli altri || gabbato è sempre, quel che più si fida || gli uomini hanno gli anni che sentono, le donne quelli che dimostrano || gustando quel che c'è, si pranza come un re || i maestri son quelli che fanno le cose bene || i pazzi e i fanciulli, possono dire quello che vogliono || i più tristi fra gli uomini sono quelli che non voglion perdonare || i ragazzi son come la cera, quel che vi si imprime resta || il marito vecchio è una spina, quello giovane una rosa || il giorno che non spazzi la casa, entra quello che non aspetti || il libro più grosso è quello dei perchè || il riflettere è quello che c'è di meglio nell'uomo || il savio non dice tutto quello che pensa, ma pensa tutto quello che dice || la fortuna ci può togliere solo quello che ci ha dato || la fortuna non ci può togliere se non quello che ci ha dato || la mano sinistra non sappia quel che fa la destra || la natura dà a ciascuno quel che si conviene || le donne tacciono quello che non sanno || le malattie ci dicono quel che siamo || le mani dimenticano facilmente quel che ha promesso la bocca || le piccole spese son quelle che vuotano la borsa || letame di cavallo non fa fallo, quello di bue fa quello che può, quello di pecora fa moltissimo || libro più grosso è quello dei perché || lo sdegno rivela quel che il cuor nasconde || lo spirito è così fatto: quelli che più ne hanno, meno ne mostrano || l'oro schiude le porte della terra e la virtù quelle del cielo || l'uomo crede vero tutto quello che desidera || mal beata quella scodella, dove sette man rastella || manda via la malinconia, quel che ha da essere convien che sia || miseri quei tempi che hanno le leggi nelle mani || molte volte si perde per pigrizia, quel che si è guadagnato per giustizia || mostrano gli alberi nell'agosto quel che daranno poi di frutto || nella terra del tiranno, tristi quelli che ci stanno || nessun odio è così forte come quello che nasce dall'amore || nessun peso è più grave da sopportare di quello della pigrizia || nessun piacere eguaglia quello dello studio || nessuna cosa costa più cara di quella che comprano le preghiere || nessuna pena è più dolorosa di quella che si è meritata || nessuna spada è più tagliente di quella che combatte per la libertà || nessuno deve vergognarsi di domandare quel che non sa || nobili sono quelli che fan nobili cose || non bisogna dipingere il diavolo più brutto di quello che è || non bisogna farsi largo più di quello che si è || non dire di me quello che non sai; di' pria di te,e poi di me dirai || non dire il tuo segreto, né ascolta volentieri quello degli altri || non doventan porri se non quelli che si trapiantano || non è amico mio quel che risparmia il suo e mangia il mio || non è mai buono quello che fa tutto per sé || non è malvagio eguale a quel che si compiace del far male || non è tutto oro quel che brilla (o luccica, o riluce) || non è vera gloria quella che non è accompagnata dalla virtù || non rimandare a domani quello che puoi fare oggi || non s'ha se non quello che si gode || non si deve aver vergogna, a domandar quel che bisogna || non si deve promettere più di quel che si può mantenere || non si ha se non quello che si gode || non tutti quelli che leggono, intendono || non tutti sono eroi quelli che indossano la corazza || non tutti sono malati quelli che sono nel letto || non tutto è vangelo quel che si dice per la città || non v'è la peggio stretta di quella della falce || nulla è più nuovo di quello che fu a lungo dimenticato || ogni cane lecca la mola, mal per quel che vi trova || ogni uccello canta meglio nel suo nido che in quello degli altri || ognun crede quel che desidera || ognuno fa quel che può || ognuno si crede senza difetti, perchè non ha quelli degli altri || ognuno si crede senza vizio perché non ha quelli degli altri || para via la malinconia, quel che ha da essere convien che sia || peggior (o il peggio) passo è quello dell'uscio || gli uomini hanno gli anni che sentono, le donne quelli che dimostrano || per quel che uno pecca, è ostinato || povero è quello che desidera assai || puoi leggere quel che sei stato, ma non scrivere quel che sarai || quando canta il fringuello, buono o cattivo, tienti a quello || quando canta il merlo, chi ha padron si attenga a quello || quando il padrone non sa quel che si fa, la casa va in rovina || quando la luna viene nei primi dieci di', non è di quel mese Iì || quando scherzi col gatto e l'accarezzi, non sai che fine avran mai quei vezzi || quando si è belli si è sempre quelli || quegli tien gran prudenza che alla morte sempre pensa || quei che secca gli è quei che becca || quei ch'han ducati, signori son chiamati || quei consigli son sprezzati che son chiesti e ben pagati || quei guai che fuor dall'uscio chiuder puoi, o veri guai non sono, o non son tuoi || quel che alla donna ogni segreto fida, ne vien col tempo a far pubbliche grida || quel ch'è di Cesare è di Cesare || quel ch'è di patto, non è d'inganno || quel che duole, sempre non è scabbia || quel che è fatto è reso || quel che è in gioco per il forte, per il debole è la morte || quel che è lecito dispiace e quel che è vietato piace || quel che è nero non bisogna chiamarlo bianco || quel che è raro è stimato || quel che è scherzo per il gatto è morte per il topo || quel che ha più dolce il morso fra gli agnelli, sugge il latte suo e quello dei fratelli || quel che il sobrio ha nel cuore, l'ubriaco ha sulla lingua || quel che leva l'alido, l'umido lo rende; quel che leva l'umido, l'alido non lo rende || quel che l'occhio non vede, cuore non crede || quel che mangia e non riposa, non fa bene alcuna cosa || quel che natura non dà in senno lo dà in corpo || quel che non si crede buono, è sempre cattivo || quel che non si può, non si deve || quel che non strozza ingrassa || quel che non va nel manico, va nel canestro || quel che non va nelle maniche va nei gheroni || quel che non vuole quando può, non potrà quando vuole || quel che oggi è utile domani può essere dannoso || quel che passa la misura, mai non dura || quel ch'è permesso in gioventù, non è permesso in vecchiaia || quel che piace all'ammalato,è per lui medicina || quel che sarebbe grave, fa pazienza lieve || quel che si chiama cavalier servente, forse di qualche Eva è il cavalier serpente || quel che si dà al ricco si ruba al povero || quel che si dona, luce; quel che si mangia, pute || quel che si fa all'oscuro apparisce al sole || quel che si fa, si rià || quel che si risparmia in fieno va poi nella frusta || quel che si vede non è di fede || quel che ti dirà lo specchio non te lo dirà il consiglio || quel che tre bocche sanno, tutti sanno || quel che tu stesso puoi e dire e fare, che altri il faccia mai non aspettare || quel che tu vuoi dire in fine, dillo da principio || quel che vedi, poco credi; quel che senti non creder niente || quel che vien di ruffa e raffa, se ne va di buffa in baffa || quel che vien di salti, va via di balzi || quel giovane savio che ha imparato un'arte, di certo un patrimonio ha già da parte || quel tale ha un palo confitto nella schiena, che a salutarlo muove il capo appena || quella è una buona parola, che un buon tacer migliora || quell'amor che natura die' ai fratelli, spesso è amor da pistola e da coltelli || quelli che corrompono i prìncipi, avvelenano le fonti dello stato || quelli che hanno ducati, signori son chiamati || quelli che sperano in Dio non hanno mai a pentirsene || quello che l'aria non deve ridire, all'aria non si deve confidare || quello che non può la forza l'ottiene l'obbedienza || quello che non puoi pagare con il denaro, pagalo con i ringraziamenti || quello che non si può cambiare, bisogna tollerare || quello che sarebbe grave, la pazienza fa lieve || quello che si acquista con maggior fatica, costa più caro || quello che si appare, si deve anche essere || quello che si fa il primo dell'anno (o a capodanno) si fa tutto l'anno || quello che si impara a proprie spese, non lo si dimentica facilmente || quello che si mangia per sei giorni, il settimo stufa || quello che si porta in tavola deve essere mangiato || quello che s'impara con fatica, non si scorda facilmente || quello che s'impara da fanciulli, non si dimentica più || quello che vuoi fare oggi non aspettare domani || quello è tuo nemico che è di tuo ufficio || ricchezza poco vale a quel che l'usa male || se facessimo quel che dobbiamo, dio farebbe quel che vogliamo || se mangi, bevi e il culo rende, a quel paese le medicine e chi le vende || se tu vuoi ubbidire, non fare più di quello che ti vien comandato || secondo calendi, a quello attendi || semplice è quel sorcio che narra al gatto come sfuggì alla volpe || si vede il fine della nostra vita, ma non quello della nostra pazzia || sole che nasce ha più adoratori di quel che tramonta || sono i migliori nemici, quelli che prima minacciano || sopporta e non biasimare quello che non puoi cambiare || spesso si dà per forza quel che si nega per cortesia || spesso uno paga quel che l'altro s'è goduto || talor quella che noi crediamo una disgrazia, viene per farci del bene ed è una grazia || tanto è mercante quello che perde che quello che guadagna || tienti al mestier che il viver ti procaccia e lascia gli altri a far quel che a lor piaccia || trista a quella casa che ha bisogno di puntelli || trista a quella pecora che ritorna al branco || trist'a quella bocca (o musa) che non sa trovar la scusa || trista quella casa che mangia quanto ha || trist'a quella state, che ha saggina e rape || trist'a quelle case, dove gallina canta e gallo tace || triste è quel gioco, dove si teme il fuoco || triste quel padre che deve trarre esempio dai figli || triste quella terra che ha soldati o per pace o per guerra || tristo a quel bifolco che si volta indietro a guardare il solco || tristo a quel consiglio che non ha sconsiglio || tristo a quel dente che comincia a crollare || tristo a quel soldo che peggiora il ducato || tristo a quell'avere che il suo signor non vede || tristo è quel villano che dà il mangiare ai cani || tristo è quell'uccello che ha bisogno dell'altrui penne per volare || tristo è quell'uccello che nasce in cattiva valle || tristo quel cane che si lascia prendere la coda in mano || troppo caro è quel miele che si lecca delle spine || tuo nemico è quel dell'arte tua || tutte le bocche son sorelle: ed aggiungesi da quella del lupo in fuori, che vuole tutto per sé || tutto quel che ciondola, non cade || val più un piacere da farsi che cento di quelli fatti || viene più presto quello che non si spera


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Quekettia (s. femm.)
quel (pron. dim.)
quelea (s. femm.)
Quelea (s. femm.)
quelli (pron. dim.)
quello (agg. dim. e pron. dim.)
quem (s. masch.)
quena (s. femm.)
quenching (s. masch.)
quenelle (s. femm.)
quenselite (s. femm.)
quenstedtite (s. femm.)
querce (s. femm.)
quercesco (agg.)
querceta (s. femm.)
quercetagetina (s. femm.)
quercetagina (s. femm.)
quercetagitrina (s. femm.)
quercetano (agg.)
quercetano (s. masch.)

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