DIZIONARIO ITALIANO OLIVETTI


239. Nessuno, nissuno, niuno bastano anche soli a negare, purchè si premettano al verbo. Veruno richiede che il verbo sia accompagnato da parola negativa. Fareste danno a noi, senza fare a voi pro veruno. Boccaccio. In luogo di veruno si usa più spesso alcuno, ma con forza minore (§ 21). Senza essere d'alcuna cosa provveduto. Boccaccio. - Nulla e niente, forme neutre per dire nessuna cosa, veruna cosa, alcuna cosa, si adoprano senza notevole differenza. Può dirsi però che nulla è più debole di niente, come si vede anche dalla frase niente affatto, piuttostochè nulla affatto.

Nessuno ecc. per alcuno ecc.
240. In proposizioni interrogative o temporali o comparative, si adoprano talora i pronomi di negazione, invece degl'indeterminati affermativi (qualche, alcuno). Buffalmacco gli si fece incontro e salutandolo il dimandò s'egli si sentisse niente, cioè, alcun male o qualche male. Boccaccio. - Più mesi durò avanti che di ciò ninna (alcuna) persona s'accorgesse. Boccaccio. - L'uomo ha maggior copia di vita e maggior sentimento che niun (alcun) altro animale. Leopardi.

241. Questi pronomi negativi non hanno plurale, perchè l'esclusione di uno che contengono, è esclusione di tutti. Però deve avvertirsi che nell'uso toscano non è raro l'udire nessuni, nessune, e che anche negli scrittori, specialmente antichi, se ne ha qualche traccia Eccone due esempi di moderni, riportati dal Moise. Non ve lo meritate nessuni di quanti siete. Giusti. - Contro nessune pagine si indirizzano i feroci assalti, quanto contro il libro santissimo dello Bibbia. Mauro Ricci.

242. Nel parlar vivo ai adopera più spesso punti, punte p. es. non ho punti denari, delle camicie non ne ho punte, e in sing. non ho punta voglia di studiare.

I pronomi quantitativi

Natura di questi pronomi
243. Questi pronomi son detti quantitativi puri, perchè esprimono una quantità indeterminata, assolutamente considerata, cioè senza alcuna relazione con altra quantità: quindi la differenza fra tanto o quanto, e molto; poichè nei primi due la quantità è relativa; nel terzo è assoluta, benchè indeterminata.

244. Si usano come aggettivi e come sostantivi, riferiti a cose o persone poco avanti espresse. Usati assolutamente nel plurale maschile indicano persone: nel singolare maschile assumono anche significato neutro, ovvero prendono la forza di avverbii.

245. Partecipano della proprietà dei numeri cardinali, di avere forza indicativa senza bisogno d'articolo. Tutto però richiede che il nome, a cui si unisce, sia preceduto immediatamente dagli articoli.

246. Esprimendo quantità, assumono alcuni fra essi senso partitivo, costruendosi colla prep. di.
Vediamo partitamente queste loro proprietà.