Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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Fare una cosa a braccio...


... vale a dire con una certa approssimazione. Prima di parlare del modo di dire è necessario — per capire il modo di dire stesso — fare una breve introduzione sul braccio.
Come si sa il braccio vero e proprio, sotto il profilo strettamente anatomico, è quel tratto dell'arto superiore che va dalla spalla al gomito; comunemente, però, con il medesimo termine si intende tutto l'arto, fino alla mano. Questa parte del corpo umano è stata considerata — sin dai tempi dei tempi — un'estensione della volontà e della mente e con il tempo è divenuta il simbolo della forza e della capacità intellettuale.
Il braccio, inoltre, per secoli è stato un'unità di misura lineare il cui valore cambiava, seppure di poco, a seconda delle zone geografiche. Il braccio, insomma, era il metro attuale e veniva adoperato, infatti, per la misurazione dei tessuti. Questa unità di misura (circa un metro) rimase in vigore fino all'introduzione, in Italia, del sistema metrico decimale.
Su queste basi sono nate le varie espressioni come prestare il braccio, sottintendendo armato, a una causa; offrire il braccio o porgere il braccio, vale a dire un appoggio, un sostegno; essere il braccio destro (di qualcuno), cioè l'uomo di fiducia, in senso di intelletto: colui che è il braccio destro di qualcuno opera intellettivamente come la persona che sostituisce, è, insomma, sulla medesima lunghezza d'onda di pensiero.
A questo punto dovrebbero essere chiari il senso e l'origine dell'espressione fare una cosa a braccio e soprattutto — essendo più adoperata — la locuzione parlare a braccio.
La prima, che significa all'incirca, approssimativamente, fa riferimento al braccio come unità di misura ed è legata — generalmente — ai verbi valutare, vendere, misurare, procedere, andare e simili.
La seconda si riferisce soprattutto a un oratore o a un attore che improvvisano, i quali adoperano il braccio come fosse un copione o un testo da leggere, in senso figurato, naturalmente. L'oratore che parla a braccio, cioè senza leggere un testo preparato prima, è privo, in un certo senso, di misura, vale a dire di lunghezza di tempo in quanto il braccio indica(va), appunto, una misura approssimativa.


12-06-2019 — Autore: Fausto Raso

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