La testa e il capo

La testa e il capo — nell’uso corrente — sono l’uno sinonimo dell’altro; tuttavia c’è — a voler sottilizzare — una piccola differenza.

Con il termine capo ci si riferisce più spesso all’anatomia umana, mentre con quello di “testa” ci si può riferire tanto all’anatomia dell’uomo quanto a quella degli animali.

Inoltre nelle espressioni di uso comune e in quelle adoperate in senso figurato i due termini ( testa e capo ) hanno, talvolta, usi completamente distinti e non sempre sono interscambiabili nella medesima proposizione. Qualche esempio.

Ricevere un colpo tra capo e collo (e non tra testa e collo ); andare a testa alta (non a capo alto ); fare a testa e croce (non a capo e croce ); testa di rapa (non capo di rapa ); essere in capo al mondo (non in testa al mondo ); venirne a capo (non a testa ); andare a capo; capo d’aglio ecc. Testa e capo, insomma, non sono sinonimi assoluti: occorre tenerlo presente, quando si scrive.

14-03-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Verbi sovrabbondanti

Tempo fa abbiamo visto che si chiamano sovrabbondanti quei verbi che appartengono a due diverse coniugazioni (non declinazioni , si badi bene) perché hanno due diverse desinenze nell’infinito presente.
Alcuni di questi hanno il medesimo significato pur appartenendo a coniugazioni diverse ( adempiere, adempire ); altri, invece, cambiando di coniugazione mutano anche di significato ( fallare, fallire ).
Crediamo di fare cosa gradita compilando un piccolo elenco delle due diverse categorie.

Verbi che non mutano di significato: adempiere, adempire; ammansare*, ammansire; annerare*, annerire; compiere, compire; dimagrare*, dimagrire; empiere, empire; intorbidare, intorbidire*; starnutare, starnutire.

Verbi che cambiano di significato: abbrunare (mettere il lutto), abbrunire (diventare bruno); arrossare (rendere rosso), arrossire (diventare rosso); assordare (rendere sordo), assordire (diventare sordo); fallare (sbagliare), fallire (fare, subire un fallimento); imboscare (nascondere), imboschire* (piantare alberi, un bosco).

(*) I verbi contrassegnati con l’asterisco non sono di uso comune.

13-03-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Prendersi la pena di...

Quanto stiamo per scrivere — siamo certi — non avrà l’approvazione di qualche linguista che dovesse imbattersi, per caso, in questo sito. Comunque…

Il sostantivo femminile pena che, a seconda del contesto, può significare castigo, punizione, sanzione, tormento, compassione ricorre in numerose locuzioni francesizzanti che in buona lingua andrebbero evitate, anche se immortalate negli scritti di autori classici.

Vediamole. Prendersi la pena di... o Darsi la pena di... : Giovanni si dia la pena di rispondermi al più presto. In buona lingua meglio: Giovanni si prenda la briga di (o locuzioni simili) rispondermi al più presto; Aver pena a... : Luigi non avrà troppa pena a fare quel lavoro. Molto meglio: Luigi non avrà troppa difficoltà a fare quel lavoro; Valer la pena di... : Vale la pena di ignorare tutto ciò che dice. In lingua sorvegliata si dirà: Conviene, è meglio ignorare tutto ciò che dice; A pena di... : I trasgressori sono soggetti a pena di multa. Meglio: I trasgressori sono soggetti a una multa.

10-03-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink




I nostri siti
En français
In english
In Deutsch
En español
Em portugues
По русски
Στα ελληνικά
Ën piemontèis
Le nostre applicazioni mobili
Android