Il consiglio di un linguista
Ancora un consiglio del linguista Luciano Satta.
Rispettivo. Ci deve essere sempre, nell’aggettivo come nell’avverbio rispettivamente , un rapporto minimo di due a due: ma sia i primi due elementi sia gli altri due devono essere nominati, catalogati, definiti singolarmente.
Bene dunque « Carlo e Mario erano ‘rispettivamente’ con il fratello e con il cugino », male « Carlo e Mario erano con i ‘rispettivi’ parenti », o con ‘ i rispettivi fratelli ’ eccetera. In questo secondo caso, usiamo con i parenti, con i propri parenti, ognuno con un parente.
Si rischia il ridicolo: « Stasera dopo l’opera Carlo e Mario sono rincasati con le ‘rispettive’ mogli »; è lecito pensare che invece domani sera dopo la cena in trattoria rincaseranno uno con la moglie dell’altro.
Uso distorto del verbo sedurre
Quanto stiamo per scrivere farà storcere il naso a qualche linguista (i vocabolari, infatti, dissentono), ma siamo convinti della bontà della nostra tesi. Intendiamo parlare dell’uso distorto del verbo sedurre.
Il significato proprio di questo verbo — come sostiene il Tommaseo — è « condurre fuori della via retta, con frode più che con forza, e senza che il sedotto se ne avvegga, in tutto, ancorché colpevole anch’esso del cadere ». Sedurre significa, insomma, condurre a sé qualcuno, sottometterlo alla sua volontà. È il latino se ducere( Etimo.it - sedurre ).
Nel sedurre , dunque, c’è sempre l’idea dell’inganno nascosto, dell’allettamento ingannevole, dell’insidia: la sedusse con belle parole.
È adoperato in modo improprio, distorto, quando manca l’idea dell’inganno, del male: questo libro mi seduce (dov’è l’inganno?).
A nostro modo di vedere, insomma, non si può dare al suddetto verbo un significato che propriamente non ha, e cioè dargli l’accezione di piacere, attrarre, deliziare, persuadere, commuovere e simili.
Nell’esempio precedente, quindi, la forma corretta è: questo libro mi piace, mi diverte, mi alletta.
Avere i grilli per la testa
Navigando in Rete abbiamo trovato questo intervento. Avere i grilli per la testa significa avere idee stravaganti.
Il detto avere dei grilli per la testa ha una base reale: infatti, all'interno delle cellule del cervello ci sono moltissimi geni grillo , ovvero sequenze di Dna che saltano da un punto all'altro del genoma, modificandolo.
In pratica, grazie a questi salti casuali risulta che il Dna di ogni singolo neurone del cervello può essere diverso dal Dna degli altri neuroni e questo rende complessità e unicità del nostro cervello ancora maggiori.
Quindi il genoma del cervello è estremamente variabile. I geni grillo sono elementi mobili del genoma che, con una sorta di meccanismo di copia e incolla , si riproducono da un punto all'altro del Dna in modo casuale.
Nel nostro Dna, di solito, di questi 'salti' se ne verificano pochi, ed è questo che conferisce al Dna umano maggiore stabilità.
Eppure, il team californiano diretto da Fred Gage ha esaminato il Dna di molti organi umani tra cui il cervello e visto che in quest'ultimo i geni grillo sono presenti in numero 100 superiore, segno che si copiano e incollano, cioè che saltano, molto più spesso.
Questi continui salti dei geni grillo modificano il Dna di un neurone rendendolo leggermente differente dagli altri dando unicità genetica a ogni cellula del nostro cervello e quindi spiegando perché ogni cervello è unico, irripetibile e diverso da tutti gli altri.
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