Sfrondare
Ci scrive Agostino, da località imprecisata: « Buongiorno, prof. Raso! Seguo con interesse la sua rubrica. Ho un dubbio concernente il verbo "sfrondare". Mi potrebbe rassicurare sulla bivalenza sintattica del verbo in questione e sul costrutto? Sfrondare il ramo delle foglie o sfrondare il ramo dalle foglie? La seconda opzione a me sembra errata; ammesso che il verbo si coniughi al passivo, non è ipotizzabile un agente più che una causa efficiente? Il ramo fu sfrondato delle foglie da Mario. Infine delle foglie non è complemento di privazione? »
Gentile Agostino, sì, il verbo sfrondare ha una bivalenza sintattica avendo due attanti (soggetto e complemento) e si costruisce con la preposizione di (semplice o articolata). Il verbo significa, infatti, privare , e ci si priva di qualcosa, non da qualcosa.
La seconda opzione, quindi, come giustamente osserva, non è corretta anche se si può trovare nell'uso corrente.
Quanto a delle foglie è un complemento di privazione.
Sfrondare, infine, si può adoperare come intransitivo pronominale (la pianta comincia a sfrondarsi). Essendo transitivo, inoltre, si può usare anche nella forma riflessiva (a mio avviso, però, impropriamente) e passiva, e colui che sfronda è, per l'appunto, un complemento di agente.
Si può avere, però, anche un complemento di causa efficiente: l'albero è stato sfrondato dal vento.
Coloro che si imbattono per la prima volta nel termine linguistico attante possono cliccare su questo collegamento: Wikipedia - Attante
Morire con le scarpe ai piedi
Ci scrive: Massimo A. da Grottaferrata (RM): « Gentile Signor Raso, la seguo da molto tempo, leggendola ho appreso moltissime cose che non sapevo. Le scrivo per una curiosità: vorrei sapere cosa significa (e perché si dice) “morire con le scarpe ai piedi”. Quest’espressione l’ho sempre sentita da mia nonna. Grazie e cordiali saluti ».
Cortese Massimo, la locuzione mi sembra intuitiva: non morire nel proprio letto.
Si dice di persona che muore all’improvviso, ma soprattutto di morte violenta; con le scarpe ai piedi, dunque, perché non si trova nel proprio letto.
Tallonare...
Speriamo di non attirarci gli strali di qualche novello linguista se scriviamo che in buona lingua italiana non si dovrebbe adoperare il verbo tallonare : Pasquale ha tallonato Luigi per tutto il giorno.
Perché non si dovrebbe usare? Perché è un brutto barbarismo essendo il francese talonner (da talon, tallone ).
Il nostro idioma è ricco di verbi che possono sostituire e, forse, rendere meglio l’idea di tallonare: inseguire, sospingere, incalzare, stare alle calcagna, sollecitare, premere e simili, naturalmente a seconda del contesto.
Se proprio si vuole adoperare, lo si lasci al linguaggio sportivo: il terzino tallona l’avversario.
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