Superfluità ridicole
Vediamo qualche superfluità ridicola piluccando qua e là (giornali quotidiani e periodici). Cominciamo con il vedere che cosa si intende per superfluità.
Recitano i vocabolari: ciò che non è necessario; eccedenza rispetto a ciò che è necessario. Nel nostro caso, potremmo dire che la superfluità linguistica è un’eccedenza di parole. Vediamo, dunque. Tra virgolette l’eccedenza: Il figlio promise al padre, per non deluderlo, che avrebbe studiato con “costante” assiduità; la madre del giovane arrestato soffre di gravi cefalee “alla testa”, per questo è stata ricoverata all’ospedale “per malati”; il giovane, alla visita medica di leva, fu posto in congedo provvisorio a causa di una penosa podagra (gotta, NdR) “ai piedi”; il Vittoriano si distingue immediatamente per la sua “magnifica” grandiosità; quel ragazzo si affermerà subito perché scrive ottimamente “bene”; la villa è circondata da un “piccolino” giardinetto; l’herpes è una fastidiosa eruzione cutanea “della pelle”; il presidente del Consiglio è ritornato “di nuovo” tra i terremotati; gli alunni hanno portato con sé, per la gita, cinque pagnotte “di pane”; voglia gradire, signor direttore, i miei “rispettosi” ossequi.
Ci fermiamo qui, per non annoiarvi oltre, facendovi notare che, in alcuni casi, non si tratta di superfluità ma di veri e propri errori. Errori che gli amanti del bel parlare e del bello scrivere debbono assolutamente evitare.
A proposito di eccedenza, forse è bene ricordare che il relativo aggettivo, eccedente, non si può adoperare come sostantivo. Abbiamo letto su un giornale: « L'eccedente è stato dato in beneficenza ». Si dirà la somma eccedente o l'eccedenza.
Invece e in vece
Due parole, due, sull’uso più corretto di invece , che i vocabolari classificano tra gli avverbi o le congiunzioni testuali.
Invece , dunque, significa all’opposto, al contrario, in cambio di, al posto di, in luogo di. Si può scrivere in grafia univerbata o scissa: invece e in vece. In buona lingua italiana è preferibile la grafia univerbata quando assume il significato di all’opposto e simili: molti, per protesta, hanno abbandonato l’aula, la maggioranza invece è rimasta.
Si scriverà in forma scissa quando acquisisce il significato di al posto di, in luogo di, in cambio di : si è presentato lui in vece del collega. Con gli aggettivi possessivi la grafia scissa è obbligatoria: Paolo assisterà alla cerimonia in vece mia (anche: in mia vece ).
Spesso, soprattutto nel parlar familiare, si usano le congiunzioni avversative ma e mentre come rafforzative di invece : ti ostini a negare, ma invece l’evidenza è contro di te.
L’unione di due avversative — in buona lingua — è da evitare. Meglio, quindi, ti ostini a negare, ma l’evidenza è contro di te.
Invece si può rafforzare... invece con la semplice aggiunta della congiunzione e : ti ostini a negare, e invece l’evidenza è contro di te.
L'omertà
L’omertà, leggiamo dal vocabolario Gabrielli in rete, è una forma di complicità tra gli appartenenti alla malavita, per cui una persona colpevole di reato viene protetta, anche da parte di chi ha subito il danno, celando la sua identità alla giustizia, onde evitare vendette e, per estensione, un legame di solidarietà tra gli appartenenti a una stessa categoria di persone, per cui ciascuno tiene celato l'operato dell'altro per propria opportunità o reciproco interesse.
Quanto riportato dal vocabolario non soddisfa, però, il cortese lettore Giampaolo D. di Salerno, il quale desidera notizie più approfondite. Insomma, si domanda e ci domanda il gentile amico: « Che cosa è questa omertà, soprattutto donde trae il nome ?»
La risposta non è semplice, cortese Giampaolo, perché l’origine del nome è incerta, quasi sconosciuta. Alcuni fanno derivare la voce dal dialetto napoletano umertà ( umiltà ) quasi a volere sottolineare la totale sottomissione (con umiltà ) degli uomini alle leggi della camorra e del suo capo.
Altri, invece, ritengono sia di origine siciliana riconducibile allo spagnolo hombredàd ( virilità ), da hombre ( uomo ). In questo caso la voce sarebbe da interpretare come comportamento, atteggiamento da vero uomo, rispettoso della legge del silenzio. Veda anche questo collegamento: Wikipedia - omertà
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