I salvagenti? Perché no?!

Questo aggettivo e sostantivo non è — come si ritiene comunemente — tassativamente invariabile nel plurale: il salvagente, i salvagente. C’è anche un plurale salvagenti. Quando si usa? Ce lo dice il vocabolario Sabatini Coletti in rete:
«salvagente [sal—va—gèn—te] s.m. inv. (anche pl. —ti nelle accez. 1 e 3)
· 1 Galleggiante di varia forma e materiale che evita alle persone l'affondamento nell'acqua
· 2 Marciapiede sopraelevato in mezzo a una carreggiata o in uno spazio aperto dove c'è traffico, per permettere una sosta sicura a chi attraversa la strada e a chi sale e scende da mezzi pubblici
· 3 Protezione metallica situata nella parte anteriore di locomotori, locomotive e tram per evitare che eventuali persone investite finiscano sotto le ruote
• In funzione di agg. inv., che ha la proprietà di tenere a galla: giubbotto s.»
Diremo (e scriveremo), e correttamente, quindi: i fanciulli, al mare, usano i salvagenti; il pedone, investito dal tram, si è salvato grazie ai salvagenti.

29-11-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Altri consigli linguistici

Ancora qualche consiglio del linguista Luciano Satta.

Bilancio. In ogni tipo di cronaca, guerresca o nera, facciamo a meno di questa parola: «Il bilancio è di sette morti e dodici prigionieri»; «Il bilancio è di due contusi e sette arrestati». Che bilancioè mai? E facciamo a meno anche di dire che il triste bilancio è destinato ad aumentare. Pensare che in fondo qualche logica c’è, finché ci sono i numeri. E invece abbiamo sentito annunciare: «Un numero imprecisato di morti e dispersi è il bilancio del terremoto in Russia». Si domanda che razza di bilancio sia, quando non c’è un numero solo, nemmeno approssimativo e ipotetico.

Business. Non è male ricordare che questa parola inglese (che recisamente condanniamo perché barbara, NdR) ha soltanto il singolare; sia dunque concordato al singolare ogni articolo, verbo, aggettivo che l’accompagna, in inglese e in italiano.

28-11-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


In incognito

L’aggettivo-sostantivo incognitoquasi sempre viene fatto precedere dalla preposizione in (in incognito) e così è registrato dalla maggior parte dei vocabolari: viaggiare in incognito.

A nostro modo di vedere la preposizione in non occorre perché è insita nel vocabolo di derivazione latina.

Il linguista Aldo Gabrielli, infatti, nel suo Dizionario Linguistico Moderno (pag. 337) ne sconsiglia l’uso: «Dal latino incognitus, non conosciuto, ricorre spesso nella locuzione viaggiare in incognito, dove quell'inè del tutto superfluo; si dirà viaggiare incognito; ma meglio si direbbe viaggiare privatamente, da privato, in forma privata

Anche il Palazzi è sulla stessa lunghezza d’onda del Gabrielli: «Incògnito agg. non conosciuto | viaggiare incognito, di principi e sim, in forma privata, senza farsi conoscere || sm. serbare l'incognito; e Dante: di mille odori vi facea un incognito indistinto || M.E, sa di franc. dire viaggiare in incognito; dirai meglio da privato o semplic. incognito.

25-11-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink